Scacco Matto - Sassuolo-Roma 4-2 - Psicologia e pressing, un disastro collettivo derivato da un disastro individuale

02.02.2020 19:15 di Alessandro Carducci Twitter:    Vedi letture
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Scacco Matto - Sassuolo-Roma 4-2 - Psicologia e pressing, un disastro collettivo derivato da un disastro individuale

Il Sassuolo travolge per 4-2 la Roma, che abbozza una reazione solo nella ripresa dopo un primo tempo disastroso. 

LE SCELTE - Paulo Fonseca lascia fuori ancora Kolarov e propone la coppia di terzini formata da Santon e Spinazzola. Mancini e Smalling sono confermati al centro della difesa con Cristante e Veretout in mezzo al campo. Ünder, Pellegrini e Kluivert agiscono a supporto di Dzeko.
De Zerbi risponde con Obiang e Locatelli in mezzo al campo. Berardi e Boga fanno il bello e il cattivo tempo sulle fasce mentre Djuricic si colloca alle spalle di Cristante. Caputo fa movimento e gioca, come di consueto, da prima punta.

APPROCCIO - Nei primi 5 minuti, la Roma sembra essere entrata bene in partita contro un Sassuolo subito aggressivo. Per uscire dalla pressione avversaria, i giallorossi abbassano Pellegrini, che viene incontro a prendere il pallone per poi scaricare su uno degli esterni. La giocata riesce in un paio di occasioni ma dopo poco, su una palla in profondità, Santon si ferma, Mancini scappa indietro e Caputo ne approfitta per dribblare troppo facilmente l'ex atalantino e passare in vantaggio. 

PSICOLOGIA E PRESSING - I giallorossi vorrebbero pressare alto ma, come detto anche da Dzeko, se non pressi come un blocco unico e se tutti non si muono in sincronia non fai altro che lasciare delle voragini. Voragini soprattutto in mezzo al campo, con Cristante spesso colpevole, spesso mal posizionato ma troppo spesso lasciato solo. Dopo gli elogi in settimana dopo la partita contro la Lazio, i giallorossi sembrano essersi adagiati e faticano a reagire. Il Sassuolo riesce a uscire dal pressing giallorosso con una facilità disarmante ed era prevedibile, poiché gli emiliani hanno una grande facilità nel segnare in contropiede grazie ai suoi esterni, Berardi e il rapido Boga, all'intelligenza di Djuricic e al grande movimento di Caputo. Prestare il fianco in questa maniera è stato un azzardo, un errore di calcolo di Fonseca mentre la mancanza di reazione è una colpa grave per i calciatori.

ERRORI INDIVIDUALI - In un contesto del genere, si moltiplicano e si propagano gli errori individuali. Mancini continua a evidenziare lacune in fase di marcatura, solitamente mascherate dalla grande abilità nell'anticipo, nel gioco aggressivo tipico dell'Atalanta di Gasperini. Smalling è stato stranamente disattento, a tratti spaesato, Cristante spesso fuori ruolo, lento, in difficoltà. Ünder e Kluivert sono stati molto poco incisivi e quasi mai efficaci nei duelli individuali mentre Pellegrini è stato tra i peggiori in campo. Espulsione a parte, il numero 7 capitolino ha perso tantissimi palloni, mancando proprio nella sua qualità principale: dare via la palla con qualità, precisione e intelligenza, trovando linee di passaggio che altri giocatori non riescono nemmeno a vedere. Il risultato è che Dzeko non è stato servito né dagli esterni e né da Pellegrini, trovandosi spesso troppo isolato. Un disastro collettivo derivato da un disastro individuale e generale.