Scacco Matto - CSKA Mosca-Roma 1-2, col giusto equilibrio ottavi più vicini

08.11.2018 19:45 di Gabriele Chiocchio Twitter:   articolo letto 5422 volte
Fonte: Redazione Vocegiallorossa - Gabriele Chiocchio
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Scacco Matto - CSKA Mosca-Roma 1-2, col giusto equilibrio ottavi più vicini

Con i gol di Manolas e Lorenzo Pellegrini, la Roma sbanca il Luzhniki e fa un deciso passo avanti verso la qualificazione agli ottavi di Champions League.

LE SCELTE - Di Francesco sceglie la versione più conservativa del suo 4-2-3-1, con Alessandro Florenzi a destra nei trequartisti alle spalle di Edin Džeko, con Lorenzo Pellegrini al centro e Justin Kluivert a sinistra. In difesa, sempre a destra, va Davide Santon, con Konstantinos Manōlas, Federico Fazio e Aleksandar Kolarov a completare la linea davanti a Robin Olsen e Bryan Cristante e Steven Nzonzi mediani. Hancharenka sceglie un 4-3-2-1, con Nikola Vlašić e Arnór Sigurdsson alle spalle di Fedor Chalov.

 

 

DUE MARCE DIVERSE - La partita viene subito messa in discesa per la Roma dall’errore in uscita di Igor Akinfeev, che favorisce Manōlas sull’angolo battuto da sinistra per il colpo di testa che porta avanti i giallorossi. Già costretti dalla classifica della vigilia a fare la partita, i russi devono proporsi in avanti, ma sono anche costretti a cambiare subito sistema di gioco: Mario Fernandes si infortuna e al suo posto entra Georgi Schennikov, con la difesa che diventa a 3 e Kirill Nababkin che si sposta a destra nei quattro di centrocampo. Con la responsabilità di fare la partita, la squadra di Hancharenka nel primo tempo manovra più tramite fraseggi, ma a una velocità non troppo elevata che, specie nei primi metri di campo, favorisce l’aggressione da parte della Roma, che recupera il pallone in alto pericolosamente almeno in un paio di occasioni, non riuscendo però a convertire in rete. Come il CSKA non riesce a convertire in rete i propri tentativi, perlopiù dalla distanza.

IL MODULO SBAGLIATO - Nella ripresa arriva il pareggio di Sigurdsson, che capitalizza un’azione nata grazie a un difetto strutturale del 4-2-3-1: su un ribaltamento del CSKA, sia Nzonzi che Cristante vanno ad aggredire e lasciano, essendo solo in due, completamente libero lo spazio alle loro spalle, preso e capitalizzato nonostante il tentativo di rientro del 4.

POCHI E POI UNO IN MENO - Il CSKA Mosca, però, quando attacca difende con troppi pochi uomini e lascia troppi spazi: basta un (ottimo) innesco di petto di Džeko e Kluivert può correre per sfruttarli, causando l’espulsione di Hördur Magnússon. Sempre pochi uomini si oppongono in occasione del gol del 2-1 (viziato da fuorigioco) di Pellegrini, ma l’atteggiamento è in parte causato dall’assenza di contromisure di Hancharenka, che inserisce il difensore Nikita Chernov (per Sigurdsson) solo a frittata già fatta.

RESTARE IN EQUILIBRIO - Di Francesco, avanti di un gol e di un uomo, scegli la soluzione conservativa: Cengiz Ünder entra al posto di Kluivert e non di Florenzi e Nicolò Zaniolo sostituisce Pellegrini, mantenendo gli stessi equilibri di inizio gara e non sbilanciando la squadra in avanti per provare a chiudere la partita. Una scelta, a posteriori, tutto sommato accettabile, perché di rischi ne arrivano pochi, pur con Khetag Khosonov per Ilzat Akhmetov nei russi. Per chiudere a doppia mandata la porta di Olsen, Di Francesco sceglie Jesus per Florenzi nel finale, portando in porto la barca col vessillo.