Scacco Matto - Carpi-Roma 1-3

 di Gabriele Chiocchio Twitter:   articolo letto 8835 volte
Fonte: Redazione Vocegiallorossa - Gabriele Chiocchio
Scacco Matto - Carpi-Roma 1-3

La Roma batte anche il Carpi e Spalletti ottiene la quarta vittoria di fila, issandosi momentaneamente al terzo posto, in attesa di Fiorentina-Inter.

LE SCELTE - Per affrontare il probabile bunker difensivo ordito da Castori, Spalletti si affida a un 4-2-3-1 con Florenzi e Digne terzini, un centrocampo muscolare con Nainggolan e Vainqueur, due esterni a piede invertito come Salah ed El Shaarawy e la qualità di Diego Perotti per far arrivare palloni giocabili a Edin Dzeko. Dall’altra parte, 3-5-2 con Mancosu e Mbakogu di punta.

LA PARTITA - Il copione della gara è facilmente immaginabile: Roma a fare la partita e Carpi ad aspettare e ripartire a duemila, come anticipato da Spalletti in conferenza stampa. Il tecnico di Certaldo però mette in campo una formazione decisamente povera di capacità associative: nessuno dei quattro giocatori centrali di difesa e centrocampo dispone di qualità di impostazione e per iniziare l’azione i giallorossi impiegano molto, troppo tempo, eseguendo anche tre o quattro passaggi in orizzontale nella propria metà campo prima di affacciarsi in quella opposta. Parziale antidoto a questa abulia è Diego Perotti, che come già accaduto nelle gare precedenti si abbassa molto diventando a tratti anche intermedio in un 4-3-3, ma questa è un’arma a doppio taglio perché lascia isolato davanti Edin Dzeko, visto che El Shaarawy parte molto largo e abbastanza arretrato e Mohamed Salah stringe per puntare la porta. Il bosniaco è il bersaglio dei lanci lunghi dei compagni ed è costretto spesso a cercare la giocata di prima, visto che risultando solo contro tre difensori del Carpi è sempre raddoppiato e incapacitato - al di là della scialba prova - a mettere giù palla. La spizzata del 9 finisce per generare l’unica vera chance della Roma, sprecata da Salah che centra la traversa da pochi passi, ma in generale non ci sono fluidità e ritmo necessari per abbattere il fortino del Carpi, che dal canto suo esegue perfettamente il suo piano gara giocando solo in verticale per Mancosu e Mbakogu, che in un’occasione coglie fuori tempo Szczesny trascinandosi però il pallone fuori.

I CAMBI - Già all’intervallo, Spalletti trattiene El Shaarawy negli spogliatoi e inserisce Miralem Pjanic, uomo che nelle intenzioni dovrebbe aggiungere qualità. Il bosniaco è libero di muoversi a centrocampo, con Perotti che si sposta a sinistra al posto del numero 22. I giallorossi però continuano a sbattere sul muro, affidandosi a cross che non cambiano la situazione. Castori mantiene alta la minaccia richiamando Mancosu e inserendo un altro velocista, Lasagna, ma viene punito dalla giocata di Digne, che con il sinistro pesca il jolly mettendo la gara su binari congeniali. Il Carpi deve infatti scoprirsi e la Roma può iniziare a giocare senza il pallone, pressando, ma un errore individuale di Rüdiger porta al pareggio proprio di Lasagna, servito da Mbakogu. La cosa ha del paradossale: sia il tedesco che Manolas sono due difensori molto veloci, i più adatti per caratteristiche a fronteggiare un’offensiva portata da calciatori veloci, e il tedesco ha preferito provare a giocare il pallone senza motivo, regalandolo di fatto all’attaccante carpigiano, anziché spazzare comodamente in fallo laterale. Si ritorna dunque alla situazione precedente, ma la Roma, con ancora riserve di energie nel serbatoio, alza il ritmo, recupera più alto il pallone e insiste sui due esterni, non trovando spazio centralmente. E proprio dall’out destro arriva il gol che cambia definitivamente il match: Salah sfonda, Dzeko fa il giusto movimento e insacca la rete del 2-1. aiutando poi a chiudere il risultato con una giocata notevole per l’inserimento centrale di Nainggolan. Inutile dunque l’ingresso, già avvenuto, di Di Gaudio per uno stremato Mbakogu, così come quello di Verdi per Suagher.  Da segnalare solo per il referto quello di Emerson per Salah.

LA CHIAVE - Contrariamente alle gare precedenti, la Roma ha gestito con ritmi bassi la prima parte per avere energie nella seconda: questa scelta ha pagato nel momento in cui c’è stato da rimettersi in carreggiata dopo il pareggio di Kevin Lasagna e ha colto impreparato anche Fabrizio Castori, che si aspettava invece un andamento analogo a quello delle ultime tre partite.