Scacco Matto - Bologna-Roma 2-0, giallorossi senza più basi

24.09.2018 20:23 di Gabriele Chiocchio Twitter:   articolo letto 5758 volte
Fonte: Redazione Vocegiallorossa - Gabriele Chiocchio
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Scacco Matto - Bologna-Roma 2-0, giallorossi senza più basi

La Roma cade rovinosamente al Dall'Ara: Mattiello e Santander firmano la prima vittoria del Bologna, mandando i giallorossi sempre più in crisi.

LE SCELTE - Ancora 4-3-3 per Di Francesco, che sull’out di sinistra difensivo piazza Ivan Marcano, lasciando fuori due giocatori di ruolo come Kolarov e Luca Pellegrini, un bivalente come Santon e un centrale che ha maggiore esperienza nella posizione come Jesus; il resto della difesa è confermato con Alessandro Florenzi, Konstantinos Manōlas e Federico Fazio davanti a Robin Olsen. Il mediano è Daniele De Rossi, con Bryan Cristante e Lorenzo Pellegrini ai lati; davanti, esordio dal primo minuto per Justin Kluivert, che completa il tridente con Edin Džeko e Diego Perotti. Filippo Inzaghi sceglie invece il 3-5-2, con Diego Falcinelli e Federico Santander davanti.

 

 

 

TRE E MEZZO - La scelta di Marcano dà seguito a quanto visto nelle precedenti gare, con l’ampiezza cercata a destra e la fascia sinistra occupata da Perotti, impegnato a rientrare in campo e protetto maggiormente dal terzino ex-Porto, più bloccato rispetto a Florenzi con una linea che tanto somiglia al tre e mezzo visto con Spalletti. Il rovescio della medaglia è che lo spagnolo, che terzino non è, offre meno sovrapposizioni al compagno, costringendolo a puntare uomini da solo o ad attendere il movimento della mezzala di riferimento.

NEANCHE LE BASI - Ma qualsiasi scelta tattica non ha beneficio, se la base è insufficiente. Dal primo giorno di gestione di Di Francesco, si sa come l’idea di calcio di Di Francesco vista a Sassuolo richieda tanta intensità, soprattutto da mezzali ed esterni offensivi: i primi faticano a vincere contrasti contro Svamberg, Nagy e Dzemaili, i secondi non riescono neanche a sfruttare la superiorità numerica data dagli incastri del modulo. L’unico mezzo con cui la Roma si rende pericolosa nel primo tempo sono i centimetri mostrati sui calci piazzati; dall’altra parte, il Bologna non fa molto di più ed è vittima della linea difensiva alta che mette in fuorigioco più volte gli attaccanti, ma arriva al gol semplicemente con una presenza offensiva costante nella parte centrale del primo tempo. C’è poca intensità - stavolta difensiva - in tutto, dalle spazzate di Fazio e Pellegrini, all’uscita di Olsen, alla marcatura di Marcano su Federico Mattiello, che si accentra e calcia di sinistro portando i suoi in vantaggio.

SALVARE IL SALVABILE? - Già la prima sostituzione è simbolica: Javier Pastore prende il posto di Cristante solo perché il 4 è ammonito e si salva dall’espulsione per grazia ricevuta. Il gol dal 60’ di Federico Santander, che finalizza un contropiede in campo aperto, situazione da partita conclusa, ma con mezz’ora ancora da giocare. Anche se di fatto la partita conclusa già la è e Di Francesco richiama uno spento Kluivert per inserire Cengiz Ünder e poi Federico Fazio, anche lui molto nervoso, per inserire Aleksandar Kolarov: effetto collaterale è che, con due terzini veri, i giallorossi finiscono quasi per inerzia per avvolgere la difesa rossoblu, finendo però solamente per sfornare una lunga serie di traversoni non sfruttati. Inzaghi deve solo riempire il serbatoio di energia, con Mbaye per Svanberg e Okwonko (utile anche per i contropiede, poi sprecati) per Falcinelli per chiudere la pratica e portare a casa i primi tre punti.