Roma-Porto 2-1 - Scacco Matto - Il Porto impantanato nella ragnatela giallorossa, Zaniolo bravissimo anche in fase difensiva

13.02.2019 20:45 di Alessandro Carducci Twitter:   articolo letto 9362 volte
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Roma-Porto 2-1 - Scacco Matto - Il Porto impantanato nella ragnatela giallorossa, Zaniolo bravissimo anche in fase difensiva

La Roma si aggiudica il primo round dell'andata degli ottavi di finale contro il Porto, grazie alla doppietta di Zaniolo, sporcata solo dal gol di Lopez.

LE SCELTE - Di Francesco conferma il 4-3-3 delle ultime due partite. Florenzi sostituisce l'infortunato Karsdorp mentre il resto del pacchetto difensivo non presenta novità rispetto a quanto preventivato.
De Rossi torna in cabina di regia, con Pellegrini e Cristante ai suoi lati. 
In avanti, Di Francesco preferisce la freschezza di Zaniolo sulla fascia destra e tiene Kluivert in panchina. La scelta dell'ex Inter è giustificata anche dalla vena offensiva del terzino sinistro del Porto, Alex Telles, e dalla presenza di Brahimi.
I portoghesi sembrano inizialmente schierarsi con il 4-3-3, con Brahimi, Soares e Fernando a formare il tridente offensivo ed Herrera, Danilo e Otavio a centrocampo.
Ben presto, però, Conceição apporta alcuni correttivi: Brahimi torna sulla linea del centrocampo mentre Otavio si posiziona largo a destra, con il compito di aiutare Militao in fase difensiva formando, a volte, quasi una difesa a 5 a causa delle frequenti scorribande di Kolarov.

 

 

 

L'ATTEGGIAMENTO - La Roma in fase di non possesso si posiziona con un 4-5-1 per chiudere ogni spazio agli avversari. L'obiettivo è, ovviamente, quello di non prendere gol, giocando all'Olimpico, ma la squadra di Di Francesco alterna intelligentemente momenti in cui rimane chiusa ad altri in cui tenta una timida pressione. Il Porto ha la caratteristica di tenere il possesso della palla ma di farsi trovare scoperta facilmente qualora l'avversario riesca a recuperare il pallone e i giallorossi creano alcuni pericoli proprio aggredendo l'avversario e riappropriandosi della palla.
I lusitani spingono Mirante a lanciare lungo disturbando la Roma in fase di costruzione Soares e Fernando a disturbare i due centrali e uno tra Herrera e Danilo in pressione su De Rossi.
Parlavamo prima di come Otavio debba aiutare Militao e, al 38'pt, proprio una sua mancata copertura lascia Militao scoperto contro Dzeko, che stoppa la palla, rientra sul destro e si accanisce contro il palo con un tiro potente ma non sufficientemente preciso.

LA RIPRESA  - Il Porto inizia la ripresa cercando di guadagnare metri finché la Roma non rompe gli equilibri con il primo gol di Zaniolo. 
Poco prima, Conceição  era stato costretto a sostituire l'infortunato Brahimi con Lopez. Sul piano tattico non cambia molto e, pochi minuti dopo, il Porto perde uno dei consueti palloni ingenui e i giallorossi ne approfittano: il tiro di Dzeko colpisce il palo e Zaniolo è il più lesto ad approfittarne.
Il gol di Lopez è frutto più di una casualità che di un'azione studiata e Conceição  si gioca l'ultima carta con l'ingresso di Hernani al posto di uno stanco Otavio. Un minuto prima, Di Francesco aveva effettuato il primo cambio: fuori Pellegrini e dentro Nzonzi nel ruolo di mezzala. Il tecnico giallorosso toglie poi uno stanchissimo Zaniolo per inserire Santon, spostando Florenzi in in avanti. Tatticamente non cambia nulla, così come a un paio di minuti dal termine esce El Shaarawy per Kluivert, pronto a sfruttare con la sua rapidità gli spazi lasciati dai lusitani.

VITTORIA STRETTA - La compattezza della Roma ha tolto ogni linea di passaggio al Porto. Privi di Marega, i portoghesi hanno faticato a tenere sul piano fisico (anche se Soares ha dato tutto) mentre l'assenza di Corona ha tolto imprevedibilità sulla fascia destra. Dall'altra parte, Florenzi è stato sempre aiutato da Zaniolo a contenere Brahimi e le avanzate di Telles. Con il Porto che ha tenuto i terzini sempre molto alti, sono state più le occasioni in cui la Roma avrebbe potuto ripartire in contropiede che i pericoli creati dai lusitani. 
Il gol preso è una beffa e non è meritato.