Roma-Genoa 1-0 - Scacco Matto - Meccanismi difensivi e come la Roma ha impostato l'azione

08.03.2021 22:45 di Alessandro Carducci Twitter:    Vedi letture
Roma-Genoa 1-0 - Scacco Matto - Meccanismi difensivi e come la Roma ha impostato l'azione
Vocegiallorossa.it
© foto di Federico De Luca 2021

LE SCELTE - Paulo Fonseca cambia qualcos,a tenendo fuori Villar e Mkhitaryan, con Pedro ed El Shaarawy al loro posto. In difesa, spazio a Mancini, Smalling e Cristante nell'inedita posizione di centrale sinistro. Pellegrini scala a centrocampo accanto a Diawara, in un buon momento di forma. Pedro ed El Shaarawy agiscono tra le linee dietro a Borja Mayoral.
Ballardini, invece, conferma la formazione della vigilia con il solo Pjaca al posto di Shomurodov accanto a uno dei tre ex della giornata, Mattia Destro. Nel 3-5-2 ligure, Ghiglione e Zappacosta agisono sulle fasce con Zajc, Badelj e Strootman in mezzo al campo. Confermata anche la difesa, con Masiello, Radovanovic e Criscito.

REMISSIVI - Il Genoa, contrariamente a quanto ci si aspettasse, decide di avere un atteggiamento molto accorto, in linea con quanto fanno solitamente gli avversari della Roma, decidendo di non pressare per non scroprire il fianco e non dare spazio dietro alla linea, spazio che Borja Mayoral saprebbe bene come attaccare. Lo spagnolo, invece, fatica a tenere palla spalle alla porta e, inoltre, rimanendo compatto il Genoa vuole creare densità nella propria trequarti, sperando così di mettere in difficoltà la Roma, bravissima a giocare tra le linee.

COSTRUZIONE - La Roma inizia l'azione con Diawara che si abbassa sulla linea di Mancini, Smalling e Cristante, formando così una difesa a quattro per eludere un'eventuale pressione ligure (che comunque, come accennato prima, mantiene un atteggiamento accorto). L'obiettivo del club giallorosso è di arrivare palla a terra nella zona di rifinitura, presidiata da Pedro, El Shaarawy e anche Pellegrini, che fa il Veretout e attacca la profondità in più di un'occasione. Quando la palla non riesce ad arrivare pulita in avanti, si prova ad andare sulle catene laterali (Mancini per Karsdorp con Pedro in appoggio, per esempio). Qualora anche questa soluzione fallisca, Cristante si occupa del lancio lungo a cercare un compagno in avanti. L'ex atalantino gioca sul centrosinistra proprio per poter impostare con più tranquillità. Sempre più spesso, infatti, gli allenatori abbassano un centrocampista non in zona centrale ma in posizione più laterale, dove si presume ci sia più libertà e meno pressione. La stessa cosa viene applicata a Cristante, spostato più lateralmente per poter giocare con più tranquillità e, nel primo tempo, esegue più di un filtrante a penetrare le linee avversarie. Proprio l'ex atalantino si trova più di volta a impostare e tra i giocatori a venire di più incontro per ricevere palla troviamo Pedro, estremamente abile a smarcarsi e a farsi trovare libero.

PRINCIPI - Uno dei principi tattici della Roma è l'attacco della zona di rifinitura. La strategia serve per capire quale sia il modo migliore per arrivare a giocare tra le linee e può variare a seconda dei calciatori a disposizione, degli avversari e dei momenti della partita. A volte palla a terra, a volte si arriva dalle fasce, a volte con un lancio lungo ma il principio resta lo stesso. Esempio: al 10' del primo tempo Cristante cambia gioco per Mancini. Pjaca e Destro avrebbero dovuto scivolare per schermare Mancini e non consentirgli di trovare linee di passaggio libere per i centrocampisti o gli attaccanti ma sono molto lenti a muoversi. Mancini ha così campo libero e vede il movimento incontro di El Shaarawy, non seguito da alcun centrocampista ligure. In questo momento il Genoa è quindi diviso in due tronconi. Pjaca e Destro in avanti e il resto della squadra schiacciato davanti alla sua area di rigore. Il Faraone si butta in questo spazio, Masiello (il centrale destro della difesa rossoblu) se ne accorge e tenta di raggiungerlo, arrivando tardi. Cosa succede? Avendo accorciato all'improvviso, nessun compagno ha coperto lo spazio lasciato da Masiello e se El Shaarawy se ne fosse accorto avrebbe dato il pallone proprio lì nello spazio attaccato da Borja Mayoral, che si sarebbe trovato da solo davanti a Marchetti. Il passaggio, invece, sarà per Pedro e sarà intercettato ma la Roma aveva costruito un'azione molto pericolosa.

MECCANISMI DIFENSIVI - La Roma è una squadra organizzata, dove tutti sanno cosa bisogna fare. Un altro principio di gioco riguarda la possibilità, per i difensori, di rompere la linea per accorciare sugli avversari. Lo sanno fare benissimo Mancini (i difensori di Gasperini lo fanno continuamente) e Ibanez. Mancini in più di un'occasione è uscito per marcare un avversario e quando ciò è avvenuto uno dei centrocampisti (Diawara o Pellegrini) ha coperto lo spazio lasciato libero.

PREVENTIVE - A Fonseca, nel post gara, è stato chiesto come mai la Roma corra così pochi rischi in contropiede. Dipende tutto dalle coperture preventive. Cosa sono? Semplicemente, mentre la squadra sviluppa la propria azione difensiva qualcuno deve rimaere indietro a presidio della propria metà campo. Non è una cosa che viene lasciata al caso ma è sempre prestabilità, anche in funzione dell'avversario. Contro il Genoa, la Roma ha sempre lasciato Cristante e Smalling contro Destro, con Pjaca che sopraggiungeva così come Mancini. Da un 2vs1 si è passati spesso a 3vs2 che i giallorossi hanno sempre gestito bene, anche in virtù della maggior velocità di Smalling su Destro, che non è mai riuscito a scappare in profondità.

PALLE INATTIVE - Sempre di più nel calcio stanno acquisendo importanza le palle inattive per fare gol. Mancini ha ormai preso un appuntamento fisso ed è fondamentale che i giallorossi abbiano quanti più giocatori dominanti nel gioco aereo, proprio per avere un'arma in più e una soluzione in più per battere gli avversari.