Roma-Cagliari 4-0 - Scacco Matto - Terzini, palla a terra, inserimento e qualità. Il 4-3-fantasia di De Rossi stritola i sardi

06.02.2024 17:50 di Alessandro Carducci Twitter:    vedi letture
Roma-Cagliari 4-0 - Scacco Matto - Terzini, palla a terra, inserimento e qualità. Il 4-3-fantasia di De Rossi stritola i sardi
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LE SCELTE - Daniele De Rossi conferma il 4-3-3 con l'esordio di Angelino a sinistra, Karsdorp terzino destro e la coppia Mancini-Llorente in mezzo. A centrocampo, per la prima volta De Rossi ha a disposizione Pellegrini, Cristante, Paredes e Bove ed è proprio quest'ultimo a farne le spese, rimanendo in panchina. Dybala, El Shaarawy e Lukaku compongono il reparto avanzato.
Ranieri si presenza con la difesa a 3, che difenda facilmente a 5, con Nandez, Prati e Makoumbou in mezzo al campo. In avanti, Lapadula gira attorno a Petagna.

QUALITÀ - De Rossi, nel pre-partita, aveva parlato di qualità in merito ai due nuovi acquisti, Angelino e Baldanzi, ma almeno nei primi venti minuti di partita la qualità straborda per tutto il terreno di gioco dello stadio Olimpico. Veli, sovrapposizioni, terzini che spingono, rotazioni, la Roma fa esplodere tutto il bel calcio di cui è capace, martellando il Cagliari come poche volte si è visto negli ultimi tempi.

SE UNO SALE, L'ALTRO RIMANE - I terzini spingono sicuramente parecchio nel sistema di gioco di De Rossi. Aiutato da un Angelino già perfettamente ambinatosi, il tecnico giallorosso chiede ai suoi di sfruttare molto le corsie esterne. Quando sale uno, l'altro rimane però più dietro, quindi si può vedere nella stessa azione salire prima Karsdorp e poi, nel prosieguo della stessa, salire Angelino con l'olandese in marcatura preventiva. A volte, è la mezzala di riferimento a spingere in avanti il terzino: in particolare, Cristante si abbassa per far salire Karsdorp e costringere il quinto del Cagliari a tenere d'occhio l'olandese, consentendo a Dybala di avere più spazio in mezzo.

4-3-FANTASIA - Dybala gioca un po' a tuttocampo, come detto in conferenza anche da De Rossi. Lo si trova partire a destra, lo si vede trequartista centrale oppure anche sul centrosinistra. El Shaarawy, invece, parte come sempre largo a sinistra per poi accentrarsi e lasciare spazio ad Angelino. Un tridente, quindi, asimmetrico con un centravanti che si muove in verticale come Lukaku, un giocatore che parte fisso da sinistra e uno che va ovunque. Il secondo gol è l'esempio lampante. Tutto nasce da un recupero palla della Roma nella propria metà campo. Dybala sceglie di venire incontro, proprio aveva detto De Rossi in conferenza ("Non puoi dire a Dybala di non abbassarsi mai perché, magari, così facendo fa la giocata decisiva"), e infatti l'argentino fa un velo determinante che libera Cristante nella corsa. Da lì, il cambio di cambio intelligente per El Shaarawy, poi altro inserimento di un'altra mezzala (Pellegrini), poi velo di Lukaku e gol proprio di Dybala, che chiude il cerchio. Il tutto con rapidità e qualità.

CRISTANTE - Abbiamo visto nel secondo gol il suo coinvolgimento andando ad attaccare subito lo spazio. De Rossi gliel'ha chiesto esplicitamente di inserirsi maggiormente, soprattutto con Angelino in possesso del pallone, conoscendo le qualità del terzino con la palla. Come in occasione del secondo gol, a inizio ripresa Cristante fa una cosa simile: palla sul lato destro della metà campo difensiva della Roma, giocata di Dybala che trova sotto pressione Mancini. Da questi, a Paredes che ha i piedi quasi sulla linea laterale e vedere il movimento di Cristante a sfondare da quella parte: palla per lui e il centrocampista giallorosso conquista il corner andando alla conclusione dopo una lunga galoppata. Sugli sviluppi del corner, il fallo di mano di Petagna e il rigore di Dybala. Più in generale, Mourinho aveva avuto l'intuizione di sfruttare le doti in inserimento di Cristante ma il tutto era rimasto a uno stato embrionale. Vediamo se De Rossi riuscirà a trarre il massimo da un calciatore che ha tutte le qualità per fare bene, partendo da quella posizione e con la licenza di avanzare. Il resto è storia, con la Roma che amminstra agevolmente fino alla fine.