Manchester United-Roma 6-2 - Scacco Matto - Difesa alta e aggressività, un rischio calcolato finché hanno retto le forze e la testa

30.04.2021 21:30 di Alessandro Carducci Twitter:    Vedi letture
Manchester United-Roma 6-2 - Scacco Matto - Difesa alta e aggressività, un rischio calcolato finché hanno retto le forze e la testa
Vocegiallorossa.it
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

LE SCELTE - Nessuna sorpresa per Paulo Fonseca, che propone una linea difensiva formata da Smalling, Cristante e Ibanez. Karsdorp e Spinazzola pungono ai lati con la coppia Diawara-Veretout in mezzo al campo. A supporto di Dzeko, agiscono Pellegrini sul centrodestra e Mkhitaryan sul centrosinistra.
Solskjaer schiera il consueto 4-2-3-1 con Wan-Bissaka, Lindelöf, Maguire e Shaw a formare il pacchetto difensivo. McTominay si posiziona accanto a Fred a centrocampo mentre Pogba si posiziona alto a sinistra, con Rashford a destra e Bruno Ferndandes alle spalle di Cavani.

LINEA ALTA - Al contrario di quanto fatto contro l'Ajax, la Roma decide di osare e di giocarsela (quasi) a viso aperto. Fonseca tiene la linea difensiva alta, con Smalling incaricato di accorciare in maniera aggressiva sul ricevente palla nella sua zona, quasi sempre Pogba, prendendosi più di qualche rischo, che finirà per pagare nel corso della partita. Il primo gol, infatti, nasce proprio da un suo tentativo di aggredire alto Pogba. L'ex juventino si gira molto bene, Diawara lo guarda e la palla finisce a Cavani, che manda Bruno Fernandes in porta.

QUANDO IL GIOCO SI FA DURO... - Da notare che Ibanez sembrerebbe poter e voler anticipare Cavani. Poi ci ripensa, rimane fermo e l'ex attaccante del Napoli ha tutto lo spazio per dare la palla a Bruno Fernandes. Il difensore giallorosso sarà in difficoltà per tutta la partita, alternando buoni interventi a disimpegni sbagliati molto semplici, palloni che solitamente non sbaglia. Un conto, però, è giocare in campionato e un conto è disputare una semifinale di Europa League.

QUALITÀ - Il rammarico deriva dal fatto che la Roma, di qualità, ne ha tirata fuori in avanti. Pellegrini e Mkhitaryan, a tratti, hanno creato seri pericoli. Dzeko si è fatto trovare pronto in occasione del secondo gol e Karsdorp ha messo un paio di filtranti di altissimo livello (non è la prima volta).

L'IDEA - Il Manchester United diventa letale quando arriva in zona rifinitura. Lì può dispiegare le sue armi, le sue qualità con Rashford, Cavani, Pogba, Bruno Fernandes, senza considerare i due esterni, Wan-Bissaka e Shaw. La difesa alta, la squadra corta e l'aggressività ossessiva di Smalling si inseriscono, quindi, nel progetto di non far arrivare il Manchester in quella zona. Finché la Roma ha retto, mentalmente e fisicamente, il canovaccio è stato seguito bene e i capitolini hanno rischiato poco. Quando le energie sono venute meno, quando la concentrazione è svanita per paura di perdere o, provocazione, di vincere (il braccino del tennista) la Roma non è stata più compatta né corta, concendendo al Manchester quelle praterie con cui gli inglesi vanno a nozze.

SFORTUNA - A tutto questo, non può non aggiungersi una sfortuna colossale. Tre infortuni in mezz'ora sono un record tristemente difficile da battere e che, oltre a togliere tre pedine importanti, ha impedito a Fonseca di compiere qualsiasi correttivo nella ripresa.