Lecce-Roma 0-0 - Scacco Matto - Poca grinta e duelli persi, le mosse che non hanno cambiato il risultato

02.04.2024 22:47 di Alessandro Carducci Twitter:    vedi letture
Lecce-Roma 0-0 - Scacco Matto - Poca grinta e duelli persi, le mosse che non hanno cambiato il risultato
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© foto di Federico De Luca 2024 @fdlcom

LE SCELTE - De Rossi tiene fuori Dybala ed El Shaarawy, schierando un attacco con Baldanzi, Lukaku ed El Shaarawy. Cristante, Paredes e Bove giocano in mezzo al campo con Karsdorp, Mancini, Ndicka e Angelino a comporre la linea difensiva.
Gotti risponde con un 4-4-2 con l'attacco pesante formato da Piccoli e Krstovic. Almqvist e Dorgu agiscono larghi con Blin e Ramadani molto attivi nel cuore del centrocampo.

L'INFERIORITÀ DEL LECCE IN MEZZO AL CAMPO - Con questo schieramento, la squadra di Gotti rischia di trovarsi in inferiorità numerica in mezzo al campo, con Blin e Ramadani contro Cristante, Paredes e Bove. Le contromisure del tecnico dei salentini sono di schermare, con i due attaccanti Paredes, mentre quando uno dei due centrocampisti sale in pressione allora deve essere un centrale difensivo a salire per per non lasciare una voragine in mezzo al campo. È ciò che accade, per esempio, al 9' quando Ramadani sale in pressione e Blin chiama Pongracic al suo fianco per non soccombere contro il centrocampo della Roma.

IMBOTTIGLIAMENTO IN MEZZO AL CAMPO - La Roma, forse ingolosita dalla possibilità di cercare la superiorità in mezzo al campo, gioca troppo per vie centrali, come ammesso dallo stesso De Rossi a fine gara. Il tecnico centrale, invece, aveva preparato la gara per attaccare sull'esterno qualora il Lecce, come accaduto, si fosse messo a 4 dietro.

COMPATTEZZA E SECONDE PALLE - I capitolini perdono, costantemente, tutte le seconde palle. Questo fa perdere compattezza ma, soprattutto, fiducia alla squadra di De Rossi. Il motivo per cui i suoi calciatori siano arrivati (quasi) sempre in ritardo dovrà essere lo stesso De Rossi a capirlo. Fatto sta che quasi tutte le occasioni del Lecce originano da seconde palle facilmente raccolte dai padroni di casa. Elencare le occasioni e singoli coinvolti sarebbe inutile perché sarebbe un elenco troppo lungo e coinvolgerebbe più o meno tutti. Un po' di pancia piena, la poca concentrazione dopo la sosta, la distrazione prima di un ciclo terribile di gare. Quale che sia la ragione, i salentini hanno avuto quasi sempre la meglio. Poca compattezza e poca aggressività sulle seconde palle non fanno che esporre la Roma, e quindi la difesa, a pericolose imbucate. Mancini, Ndicka e, poi, Huijsen sono costretti ad affrontare spesso situazioni estremamente complicate, così come a volte Karsdorp e Angelino. La situazione peggiore per qualsiasi difensore.

RIPRESA - Nel secondo tempo, i giallorossi cambiano qualcosina per provare a migliorare la situazione. Bove e Cristante si invertono, con il giovane centrocampista giallorosso che va in pressing al posto dell'ex atalantino, stanco dopo un primo passato a pressare lamentandosi del poco supporto da parte dei compagni (di Paredes, in particolare, in alcune occasioni). Inoltre, i due terzini salgono costantemente entrambi per dare ampiezza e provare a bloccare gli esterni del Lecce. La situazione, inizialmente, migliora: la squadra è più compatta, i reparti più stretti e questo aiuta anche la riconquista del pallone. Huijsen è più aggressivo rispetto a Ndicka ed è più efficace per rendere sterili le palle lunghe dei padroni di casa. 

I CAMBI - De Rossi prova poi a mettere un palleggiatore come Aouar, che avrà l'occasione d'oro per segnare sprecandola, ed El Shaarawy al posto di Zalewski. Il Faraone, sfruttando anche la stanchezza del Lecce, creerà più di un problema ai salentini. Nel finale, entra anche Dybala ma ha poche occasioni per cambiare il match e la Roma spreca, così, una ghiotta occasione prima di un ciclo di gare terribile.