L'avversario - Come cambia il Napoli con Osimhen o Raspadori. I punti deboli dei campani e i duelli chiave

23.10.2022 17:30 di  Alessandro Carducci  Twitter:    vedi letture
Fonte: Redazione Vocegiallorossa - Alessandro Carducci - Qualifica di osservatore rilasciata dalla FIGC, corso di match analyst con Sics
L'avversario - Come cambia il Napoli con Osimhen o Raspadori. I punti deboli dei campani e i duelli chiave
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Sarà il Napoli di Luciano Spalletti ad affrontare la Roma questa sera alle 20:45.

POSSESSO PALLA – I campani puntano ad avere il possesso del pallone, seguendo le indicazioni del tecnico toscano, secondo cui ci sono meno pericoli se la propria squadra tiene il pallone nella metà campo avversaria, facendo correre gli avversari senza palla, pur esponendo il fianco a eventuali contropiedi. Non sorprende, quindi, che siano la formazione con più passaggi in Serie A.
Il Napoli schiera un 4-3-3 con un fraseggio nello stretto con qualità e rapidità.

I SINGOLI - Lobotka è bravissimo a eludere il pressing avversario, mantenendo la calma anche sotto pressione, creare superiorità e trovare l’uomo libero nello spazio. Zielinski sta avendo una crescita esponenziale in termini di qualità e concretezza ma la forza dei campani si vede nel fatto che la risrva di uno dei titolari, Anguissa, sia Ndombele, che sarebbe titolare in molte squadre in serie A e che dà un contributo importante al centrocampo azzurro, non solo con la sua fisicità ma anche con la capacità nel capire sempre dove posizionarsi per farsi trovare smarcato. I terzini, inoltre, spingono parecchio e cercano la sovrapposizione anche nei corridoi interni, con il Napoli abile nell’occupare i mezzi spazi. Sugli esterni, Politano dà ampiezza oltre a essere bravo nello stretto mentre Kvaratskhelia è la rivelazione del campionato: fisicamente strutturato, ha forza ed esplosività nelle gambe e tenta spesso il dribbling (terzo in Serie A per numero di dribbling tentati). Parte largo e può sia andare sul fondo per crossare, sia accentrarsi e scambiare nello stretto o andare al tiro.

DUELLI - Volendo ipotizzare alcuni duelli che potrebbero decidere il match, sicuramente viene in mente quello tra Mancini e Kvaratskhelia. Il difensore giallorosso dovrà essere bravo non solo nel uno contro uno ma anche nelle letture difensive, capendo quando accorciare e tentare l'anticipo e quando coprire la profondità, con il georgiano che galleggia spesso tra le linee senza dare riferimenti. Scontato, inoltre, il duello tutto fisico tra Smalling e Osimhen. Meno scontato, invece, capire chi dovrà prendere Raspadori se dovesse giocare l'ex Sassuolo. Probabilmente, sarebbe Cristante a capitare più spesso dalle sue parti. Oltre agli uno contro uno sulle fasce, sarà fondamentale limitare Lobokta. Potrebbe essere Camara a mordere le sue caviglie, come fatto con Villar, con un livello però nettamente superiore del centrocampista del Napoli.

COME CAMBIA IL NAPOLI CON OSIMHEN E RASPADORI – Spalletti ha due armi importanti in avanti: con il nigeriano, aggiunge centimetri e fisicità, potendo permettersi anche di lanciare lungo in caso di difficoltà, e sfruttando la capacità dell’ex Lille di attaccare la profondità.
Quando gioca Raspadori, invece, il Napoli perde dal punto di vista fisico ma guadagna nel gioco di posizione: l’ex Sassuolo predilige venire incontro e sfruttare la sua abilità nello stretto e l’ottimo primo controllo per creare triangoli e fraseggiare al limite dell’area con combinazioni, uno-due e aprendo lo spazio per l’inserimento dei compagni. Con il nigeriano, il Napoli attacca in maniera più semplice e diretta mentre con l’ex Sassuolo può risalire il campo con più lentezza ma portando più uomini in avanti, cosa che poi può essere sfruttata anche nell’immediata aggressione per recuperare il pallone.

PRESSIING O NO – I partenopei adottano due comportamenti in fase difensiva. Il primo è alzare il baricentro e schierare una sorta di 4-4-2 con un centrocampista al fianco della punta per pressare subito i due centrali avversari mentre i quattro dietro (i due esterni offensivi e i due centrocampisti centrali) sono pronti ad accorciare subito. Inoltre, uno dei centrali difensivi rompe la linea difensiva e copre un eventuale movimento incontro di una punta avversaria. I movimenti sono ben organizzati e il Napoli recupera con una certa frequenza il pallone nella metà campo offensiva. Chiaramente, se qualcosa dovesse andare storto in questa fase si potrebbero aprire spazi interessanti in contropiede
In altre occasioni, invece, i campani decidono di difendere bassi per chiudere le linee di passaggio. In queste occasioni, la squadra di Spalletti tende a schiacciarsi troppo nella propria area di rigore, con una linea difensiva troppo bloccata e poco aggressiva. Spesso, il Napoli ha sofferto quando gli avversari sono riusciti ad arrivare sul fondo per poi tornare indietro e accentrarsi, trovando i campani troppo schiacciati e ampio spazio al limite dell’area.

DUELLI AEREI - Ciò che accomuna le due squadre è la pericolosità sulle palle alte: i campani, infatti, sono la squadra con più gol segnati di testa (7), seguita dall'Udinese (6), dalla Roma e dalla Juventus (5). 
Più in generale, entrambe le contraeree funzionano molto bene considerando la fisicità di tutte e due le formazioni: daty Wyscout alla mano, la Roma è al momento prima in Serie A come percentuale di duelli aerei vinti (55,9%), con il Napoli che segue subito dietro a quota 53,9%.