Rossettini: "Nessuno ci dava credito per lo Scudetto e adesso ci godiamo questa vittoria". VIDEO!
La Roma Femminile ha vinto 2-0 contro la Ternana e si aggiudica lo Scudetto. Al termine della partita il tecnico giallorosso, Luca Rossettini, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Rai Sport. Ecco le sue parole:
Che cosa è successo con l’infortunio?
«Per chiederle come stesse e l’abbiamo visto anche noi: era in lacrime e ha detto “è rotto, è rotto”. Dispiace, è un momento di festa, non sono cose piacevoli, però sono cose che succedono, fanno parte del calcio. Lavoriamo al meglio e speriamo che non sia niente».
Che emozione sta provando dopo lo scudetto?
«È il coronamento di un lavoro iniziato quest’estate, in mezzo a mille dubbi. Non ci dava credito nessuno, siamo ripartiti con un progetto nuovo, con tantissime incognite, io per primo, in un’esperienza totalmente nuova. Però ho trovato un gruppo di lavoro, oltre alle giocatrici, uno staff, la società, un ambiente straordinario che mi ha dato fiducia e supporto anche nei momenti più particolari. Sono orgoglioso, sono orgoglioso delle mie giocatrici. Siamo arrivati in fondo a tutto, adesso ci aspettano una finale di Coppa Italia e le ultime due partite di campionato, vogliamo concludere nel migliore dei modi perché lo merita questo pubblico incredibile, questo club e questa città che ci ha sostenuto sempre».
Vuole dedicare questa vittoria a qualcuno?
«Se posso vorrei fare tre dediche. La prima è a mia moglie Valentina e ai miei figli, perché senza il loro supporto non avrei potuto fare tutto questo. Mi hanno dato la tranquillità di stare lontano da casa ed è una gioia grandissima. La seconda è per Davide Astori, che è stata una persona importante per la mia vita calcistica e umana: ho promesso alla famiglia di ricordarlo ogni volta che potevo. E anche per un mio ex compagno che ci ha lasciato da poco, Alex Manninger. La terza dedica è a questa gente, a questi colori incredibili che mi hanno segnato il cuore tanti anni fa, nel 2007, quando sono entrato per la prima volta all’Olimpico. Sentire l’inno è qualcosa che mi ha accompagnato sempre, anche nella vita privata. Essere qui oggi e viverlo da protagonista è qualcosa di unico».
Si aspettava di arrivare fino a qui?
«Si lavora per questo, con standard alti, puntando al massimo. Però la vittoria non è mai scontata, dipende da tanti fattori e oggi si sono incastrati tutti: società, staff, gruppo. Ho vissuto tante delusioni nella mia carriera e probabilmente erano step per arrivare a questo traguardo. Adesso ce lo godiamo, festeggeremo con la nostra gente e poi penseremo alla finale di Coppa Italia per provare a fare qualcosa di ancora più straordinario».
Rossettini in Mixed Zone
Come è stato costruito questo successo?
«Ho trovato un gruppo e una società che mi hanno supportato e messo nelle condizioni di portare le mie idee e il mio modo di vedere il calcio. Questa è una squadra che non ha stravinto, ma ha vinto guadagnandosi ogni punto sul campo, spesso con margini molto ridotti. Ha imparato durante l’anno a fare tante cose: a giocare, a difendersi, a ripartire. Sono davvero orgoglioso della disponibilità e della qualità che le ragazze hanno messo in campo, anche nei momenti difficili, perché dopo ogni caduta hanno sempre trovato l’energia per rialzarsi e andare a vincere partite importanti»
Quanto hanno inciso i momenti difficili della stagione?
«All’inizio forse non eravamo pronti per vincere, abbiamo perso delle finali pur giocando bene. Però questa squadra aveva margini importanti e lo si vedeva nel lavoro quotidiano. Sono emerse anche delle sorprese che magari dall’esterno non si aspettavano, ma quei “diamanti grezzi” sono stati lavorati. Per un allenatore è l’orgoglio più grande vedere le giocatrici crescere e migliorare all’interno del gruppo»
Domanda Vocegiallorossa.it - La squadra è pronta per vincere la terza finale?
«La squadra ha dimostrato di essere pronta intanto a vincere il campionato, poi le finali sono partite da giocare e ce le andremo a giocare con una consapevolezza e un entusiasmo diversi. Vogliamo finire il campionato nel migliore dei modi, vincere le due partite che restano e presentarci alla Coppa Italia con l’atteggiamento giusto, perché provare a conquistare il doppio titolo sarebbe qualcosa di straordinario. Non dimentico che anche da primi in classifica abbiamo ricevuto critiche, anche sul percorso in Champions League, ma non sono d’accordo: abbiamo superato due turni preliminari e affrontato squadre molto forti, e quelle esperienze ci hanno dato la forza per arrivare fino a qui. Non era scontato vincere, perché i margini sono stati sempre molto ridotti e spesso abbiamo portato a casa partite soffrendo contro squadre come Juventus, Inter, Milan e Fiorentina. Questo gruppo però è cresciuto nel tempo, anche grazie al lavoro fatto in precedenza, e c’era una forte voglia di rivalsa. Ricordo le prime parole con Giugliano a inizio anno: “mister, io voglio vincere”. Io le ho risposto che ero lì per lo stesso motivo, e da lì è partito un percorso che ci ha portato fino a questo traguardo».
Come hai gestito il gruppo nei momenti decisivi?
«Ho cercato sempre di tenere le ragazze focalizzate sulla partita, senza farci distrarre da tutto l’ambiente intorno. Anche quando si parlava già di vittoria, siamo rimasti concentrati su ogni dettaglio, perché bastava poco per compromettere tutto. Siamo sempre rimasti umili, focalizzati sul lavoro quotidiano. Anche dopo le battute d’arresto e le sconfitte, che fanno parte del percorso, la squadra ha saputo ripartire e crescere. Questo è stato fondamentale per arrivare fino in fondo».
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