Totti: "I miei primi 50 anni da romano e romanista. Ho coronato il mio sogno"

Totti: "I miei primi 50 anni da romano e romanista. Ho coronato il mio sogno"
Oggi alle 08:18Rassegna Stampa
di Marco Campanella

All'indomani del suo compleanno, Francesco Totti ha pubblicato una propria lettera sulle pagine de Il Messaggero. Di seguito, uno stralcio di quanto pubblicato. 

LA LETTERA DI FRANCESCO TOTTI

"Ne è passato di tempo da quando insieme a mio fratello Riccardo giocavamo alle Terme di Caracalla. Spesso finivo inizialmente in porta perché ero il più piccolo ma poi quando c’era da recuperare tornavo subito in attacco. Ieri ho compiuto 50 anni ma sono all’estero e per il fuso orario festeggio anche oggi. E poi sono 50, non basta un solo giorno per festeggiare. Mi giro e vedo la mia avventura da ragazzino prima e uomo poi nella Roma e mi ritengo soddisfatto. Ho coronato un sogno, il mio sogno, quello di un romano che è riuscito a giocare soltanto nella squadra della sua città, vestendo i gradi di capitano. […]
Siamo in pochi a potersi vantare di una cosa del genere. Per questo motivo un paio di anni fa ho detto di no al ritorno in campo. Sono stato tentato, lo ammetto, però poi il legame con la mia città, la mia squadra e la mia gente mi ha fatto dire di no. E penso alla fine di aver fatto la cosa giusta. Sarei stato forse egoista, avrei fatto felice Francesco ma avrei deluso milioni di tifosi. […]
Ieri quando ho spento le candeline dei 50, mi sono detto: Ma che davvero? Se devo dirvi la verità non me li sento. Sarà perché continuo a mantenermi in forma con il padel e con qualche partita a calciotto. Di testa, poi, io ne ho sempre la metà, 25. Però quando tagli questo traguardo ripensi a tante cose. A quello che hai fatto nella vita come calciatore e come padre. Posso ritenermi in entrambi i casi soddisfatto. Ho tre figli splendidi che mi rendono orgoglioso ogni giorno e anche nel calcio qualcosa alla fine ho fatto. Ho vinto un Mondiale che non dovevo nemmeno giocare e soprattutto uno scudetto che per me, nato a Porta Metronia, vuol dire tutto. Quando mi capita di passare a via Sibari e vedo il murale sulla facciata laterale della scuola Pascoli, davanti al campo della Romulea, mi viene sempre da sorridere. È una sensazione che non si può spiegare. La si può soltanto vivere. Da romano e romanista".