Rizzitelli: "Ho visto Abraham molto sfiduciato, spero che la pausa possa fargli bene"

27.11.2022 09:06 di Marco Rossi Mercanti Twitter:    vedi letture
Rizzitelli: "Ho visto Abraham molto sfiduciato, spero che la pausa possa fargli bene"
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© foto di Alberto Fornasari

Ruggiero Rizzitelli, ex attaccante della Roma, è stato intervistato dall'edizione odierna de Il Corriere della Sera. Ecco uno stralcio delle sue parole:

Abraham?
«La cosa che mi preoccupa di più sono le sue movenze in campo. Tammy sta perdendo fiducia nei propri mezzi. L’inglese è in difficoltà, probabilmente aveva già la testa già al Mondiale e adesso che si ritrova fuori dalla Nazionale le cose non sono semplici. Deve darsi da fare per riconquistare la fiducia di Mourinho, dei tifosi ma soprattutto far crescere la sua autostima. Nelle ultima partita l’ho visto davvero sfiduciato, non è più lui. Può anche capitare di sbagliare, quello che mi preoccupa davvero è l’atteggiamento che sta mostrando in campo. Mi sembra quasi che sia il primo a non credere più in sé stesso. Spero che la pausa possa fargli bene, anche perché lui è l’unico che può tirarsi fuori da questa situazione».

L’arrivo di Dybala e Belotti può aver influito sul suo rendimento?
«Se fosse così sarebbe ancora più grave. Vorrebbe dire non avere il carattere adatto per stare in una grande squadra. Temo che in questi primi mesi si sia risparmiato dopo essersi convinto che sarebbe andato al Mondiale. Vorrei davvero di vederlo in campo con un’altra testa da gennaio in poi».

A gennaio arriverà il norvegese Solbakken a rinforzare l’attacco.
«Lo abbiamo visto l’anno scorso solamente in tre partite. Contro la Roma aveva giocato bene, ma adesso non si può caricarlo di responsabilità. Mi sembra un buon giocatore, forte fisicamente e con una bella gamba, ma da qui a pretendere che arrivi per risolvere ogni problema ce ne passa. Se ci aspettiamo questo, abbiamo capito davvero poco. I problemi della Roma devono risolverli prima Belotti, Abraham, Zaniolo e Pellegrini. Poi ovviamente Solbakken potrà dare una mano, ma diamogli tempo».