I dubbi su Koné e le terapie conservative fallite: rivoluzione nello staff medico
Tensioni in campo e fuori. La Roma saluta l'Europa League tra mille rimpianti e si interroga sul suo futuro. Non solo sportivo, anche medico. L'emergenza condiziona da mesi le scelte di Gasperini, con alcuni infortuni che, con il senno di poi, si sarebbero potuti evitare.
DUBBI - Come scrive Il Messaggero, quello di Koné è solo l'ultimo infortunio ad aver lasciato dubbi sullo staff medico. Una gestione discutibile, quella del francese, fermo un mese: salta l'andata a Bologna per un affaticamento muscolare, eppure durante il riscaldamento è in campo. Cosa che Gasperini non ha gradito. Quest'ultimo rimane ancora più sorpreso il giorno dopo, quando Manu si allena con la squadra. Perché allora non giocare il giorno prima? Il classe 2001 rientra quindi a Como e martedì si allena a parte, eppure, in comune accordo con Gasperini e lo staff medico, parte titolare contro il Bologna all'Olimpico. Il risultato è tremendo, fuori dopo 15'.
RIVOLUZIONE - Quello di Koné però è solo l'ultimo caso. Nel corso della stagione ci sono stati infatti vari casi: da Bailey a Wesley, fuori a Cagliari per una contrattura. Ma anche le terapie conservative con Dovbyk, Ferguson e soprattutto Dybala hanno lasciato molti dubbi. Qui c'entrano anche le consulenze esterne, con il chirurgo ortopedico Ahlbäumer e quello finlandese Lempainen, che lo staff medico ha dovuto accettare. Alcuni componenti sono con Gasp dai tempi dell'Atalanta, altri invece sono stati ereditati dal passato. Prevista allora a giugno una rivoluzione medica.
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