Svilar: "La Roma merita di stare dove sta oggi. Rientro da Verona? Mi vengono i brividi anche adesso a pensarci"
Svilar è intervenuto ai microfoni di TeleRadioStereo. Queste le parole dell'estremo difensore giallorosso:
Dopo sette-otto anni, riportare la Roma in Champions che emozione è?
«Un club come la Roma, deve stare sempre in Champions. Raggiungerla così, in questo modo, è veramente… non so come dirvelo, però è una cosa da brividi. È bellissimo».
Vedere sempre 70mila persone allo stadio e riportare la Roma in Champions ha un sapore speciale?
«Sì, assolutamente. Anche quando guardavo le partite di Europa League e Conference in televisione, prima di arrivare qui, vedevo quanto questa piazza meritasse certi palcoscenici. La Roma merita di stare dove sta oggi».
Hai mantenuto concentrazione e continuità anche nei momenti difficili della stagione.
«In una stagione così lunga ci sono sempre momenti complicati, però il mister è stato bravissimo a gestirci anche nei periodi meno buoni. Tutti hanno messo un pezzettino per arrivare al nostro obiettivo e siamo stati bravi a fare questa cosa».
Quanto ha inciso Gasperini in questa qualificazione?
«Tantissimo. Anche nei momenti meno buoni, magari tre o quattro settimane fa, lui continuava a ripeterci che ce l’avremmo fatta, che saremmo andati in Champions. Ci ha fatto credere sempre in questo obiettivo e poi ci abbiamo creduto tutti insieme».
Cosa vuoi dire ai tifosi della Roma?
«Li voglio ringraziare, gli voglio bene e sono veramente strafelice per loro, perché lo meritano davvero».
Un messaggio finale?
«Forza Roma, forza Roma sempre».
Mile Svilar a Centro Suono Sport
Ieri all’aeroporto i tifosi ti hanno accolto con grande entusiasmo. Raccontaci quella serata.
«Mi vengono i brividi anche adesso a pensarci. Vorrei riviverla ancora, se fosse possibile. È stata una giornata bellissima. La partita era molto tesa, nervosa, poi siamo stati bravi a segnare e a prenderci questa Champions League che meritavamo da tanto tempo. La Roma deve stare sempre in Champions, quindi siamo molto orgogliosi e fieri del lavoro fatto e di aver dato questa gioia alla gente, che la meritava davvero. Questo è un orgoglio che nessuno ci toglierà».
Quanto c’è di Gasperini in questa qualificazione in Champions League?
«Tantissimo, tantissimo. In una stagione ci sono alti e bassi, perché giochi undici mesi quasi e non puoi vincere sempre. Lui è stato bravissimo a gestirci anche nei periodi meno buoni. Alla fine aveva ragione lui, perché ci abbiamo sempre creduto di poter arrivare a questa posizione. Adesso ci siamo e ce la dobbiamo godere al massimo».
Dopo il derby hai gridato “ancora una”. In quel momento avevi già capito che la Champions era possibile?
«Sì, perché durante il derby non conoscevo i risultati degli altri, eravamo concentrati solo sulla nostra partita. Quando è finita ho chiesto agli allenatori cosa avessero fatto le altre squadre e quando ho saputo che vincendo a Verona potevamo andare in Champions mi sono caricato ancora di più. Pensavo già alla partita di domenica. Abbiamo corso tutto l’anno verso questo obiettivo e quando era così vicino, quando il destino era nelle nostre mani, ho detto: “Dai, ancora una”. Nonostante cominciassimo a essere stanchi, non abbiamo mollato. Ed è andata così. Siamo molto orgogliosi e molto fieri di essere qui a Roma oggi, sempre, ma oggi ancora di più».
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