Hellas Verona-Roma 0-2 - Scacco Matto - Dybala accende il Bentegodi
La Roma espugna Verona e strappa il biglietto per la prossima Champions League, grazie ai gol di Malen ed El Shaarawy.
LE FORMAZIONI - Nessuna sorpresa per per Gian Piero Gasperini, che propone gli undici migliori con Ghilardi sul centrodestra e Mancini centrale al posto dell'infortunato Ndicka, con Hermoso a sinistra. Sulle fasce, agiranno Celik e Rensch, che sostituisce Wesley, con Cristante e Pisilli in mezzo al campo. Dybala e Soulé giocheranno a supporto di Malen.
Sammarco schiera il classico 3-5-2 con l'ex Nelsson in difesa mentre, in mezzo al campo, Lovric prende il posto di Gagliardini con Akpa-Akpro e Harroui ai suoi lati. In avanti, Suslov gioca alle spalle di Bowie.
HELLAS VERONA BLINDATO IN AREA - I padroni di casa se la giocano con umiltà, senza provare a pressare ma rimanendo chiusi nella propria metà campo, chiudendo tutti gli spazi e soffocando la manovra della Roma. I veronesi tentano poi di ripartire con Suslov e Bowie, mettendo in difficoltà i giallorossi in un paio di occasioni, una in particolare con Ghilardi che si perde Bowie e Svilar costretto all'ennesimo miracolo stagionale.
GIROPALLA LENTO - La premessa è che giocare con una squadra tutta chiusa a riccio non è semplicissimo, ancor di più quando i tuoi esterni non sono i campioni mondiali dell'uno contro uno. A tal proposito, la squalifica di Wesley pesa parecchio perché i giallorossi schierano Celik e Rensch, che faticano a dare qualità. I capitolini provano a sfondare con le due catene, ma Soulé è fuori dal match e allora ci si aggrappa a qualche giocata di Dybala, mentre Malen è marcato a vista da Edmundsson e riceve palla solo spalle alla porta.
RIPRESA - La Roma, nel secondo tempo, cerca di accelerare ed è sempre Dybala a smuovere le acque: l'argentino è imprendibile e costringe Valentini al doppio giallo, con l'Hellas Verona che termina in 10. Dopo il vantaggio di Malen, i giallorossi giocano ancora più sciolti e Gasp interviene in maniera netta con i cambi, togliendo dal campo Ziolkowski, inserito all'intervallo, dopo l'ammonizione rimediata da quest'ultimo e temendo che, visto l'impetuoso temperamente del giovane difensore, non fosse in grado di controllarsi ed evitare il secondo giallo. Così entra Koné e Cristante scende sulla linea difensiva mentre entra anche El Shaarawy al posto di uno spento Soulé. Ed è proprio il Faraone ad avviare il contropiede decisivo, dando a Dybala, il quale controlla, aspetta e, di tacco, serve proprio El Shaarawy, che chiude i conti.
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