Ranieri: “Mercato condiviso con Gasperini. Se non sarò interpellato me ne andrò, non faccio il garante di nessuno". VIDEO!

Ranieri: “Mercato condiviso con Gasperini. Se non sarò interpellato me ne andrò, non faccio il garante di nessuno". VIDEO!Vocegiallorossa.it
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Ieri alle 20:27Interviste
di Benedetta Uccheddu

Claudio Ranieri ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Sky Sport nel pre partita di Roma-Pisa. Queste le sue parole:

Lei l'anno scorso aveva preso una squadra a pezzi, arrivando a sfiorare la qualificazione in Champions League. Le manca quell'adrenalina? Come va nel suo nuovo ruolo?
«Innanzitutto, l'anno scorso c'era stata un'unione completa tra me, i giocatori e il pubblico. I tifosi ci hanno preso per mano e devo dire che è stata veramente una cavalcata meravigliosa. Soltanto per un punto non siamo arrivati in Champions League. La squadra aveva fatto veramente tanto. Sono stato fortunato, perché ci sono stati soltanto due grandi infortuni: Dybala e Saelemaekers. Gli altri hanno fatto veramente grandi cose. Come mi trovo? Beh, è un ruolo totalmente differente. Quando sei allenatore hai una responsabilità pratica, rapida, devi prendere delle decisioni. In campo devi saper cambiare la partita, fare i cambi giusti, mentre qui invece devi guardare, vedere e poi, quando vieni interpellato, dire la tua. Per cui, è un po' diverso questo discorso».

Questo ruolo, che richiede esperienza, diplomazia e tante altre qualità. Ieri c'è stata una conferenza stampa molto interessante, guardando al futuro, quando in un passaggio l'allenatore Gasperini ha detto che negli ultimi due anni sono arrivati quasi 30 giocatori a Roma. È importante, ma è soprattutto importante andare a scegliere i target giusti. Non ha fatto due nomi di riferimento: Malen e Wesley. Se andrà su questa direzione, lei è d'accordo con l'allenatore su questo?
«Allora, io sono d'accordo. Sia l'anno scorso che quest'anno, tutti i giocatori che sono arrivati sono stati visionati e accettati da me e dall'allenatore. Per cui, è vero che abbiamo preso Malen e Wesley, però è vero che abbiamo preso anche tutti gli altri. Poi, molti si sono infortunati, e queste sono tutte altre questioni. Cioè, è troppo facile dire "Ah sì, Malen e Wesley", ma abbiamo preso anche Ferguson. Ferguson lo avevamo scelto. Si è perso del tempo magari dietro a Sancho, fino all'ultimo ci abbiamo provato, ma lui non è voluto venire. È logico che abbiamo perso delle occasioni importanti. Alcuni giocatori non piacevano all'allenatore e non li abbiamo presi. Per cui, sì, prendiamoli questi giocatori, però poi, con il fatto del fair play finanziario, abbiamo dovuto prendere tanti giocatori in prestito. Questo vuol dire che abbiamo preso dei giocatori in prestito e poi qualcuno è da Roma, e si è rivelato come Wesley, Malen e altri magari non stanno a quel livello. Pazienza, li abbiamo presi apposta, non si sono ambientati, si sono infortunati, non vanno bene per noi, cambiamoli».

Delle tante chiacchiere di quello che lei meglio di tutti sa, una piazza come Roma, che ha tanta fame di risultati, ma secondo le sue aspettative, è in linea con quello che è il programma di un nuovo percorso totalmente differente a livello di filosofia di gioco, tattico e atletico come il mister Gasperini a questo punto della stagione, premesso che ancora mancano delle partite molto importanti che possono veramente cambiare gli obiettivi e anche il mercato della prossima stagione per entrare in una certa competizione europea piuttosto che un'altra?
«Ma sicuramente, allora, l'anno scorso l'ho detto: mi faccio da parte perché deve essere un anno di conoscenza, sia da parte nostra dell'allenatore che sarebbe venuto, sia da parte dell'allenatore di quello che ha, di quello che trova, di quello che può cambiare. Per cui, tutto questo poi si discuterà a fine campionato».

Claudio Ranieri a DAZN

Volevo chiederle questo ruolo dietro la scrivania, questo primo anno, come lo sta vivendo, come l’ha vissuto e se ci fa anche un po’ un bilancio di questa sua prima esperienza.
«Il bilancio lo farò alla fine, diciamo che è totalmente differente. Naturalmente, un conto quando sei allenatore: scegli la formazione, gli allenamenti, la preparazione fisica, tutto. Durante la partita vedi quello che c’è e quello che non c’è, i cambi sono molto importanti. È logico che da senior advisor stai lì al tuo posto, poi quando vieni interpellato dici la tua. Quando vieni interpellato dalla società, perché io sono senior advisor della proprietà, non dell'allenatore, per cui entro marginalmente nelle questioni di campo».

L'equilibrio che stai trovando con Gasperini, il vostro rapporto, e poi dal tuo nuovo ruolo che cosa ti stupisce dell’allenatore Gasperini? L’aspetto che ti ha incuriosito più di tutti.
«Allora, abbiamo scelto, abbiamo posto 5-6 allenatori, 3 non sono venuti e la società ha scelto Gasperini. Naturalmente, io ho parlato per quello che conoscevo, abbiamo scelto lui. Mi metto in mezzo anche a me, perché non mi voglio tirare indietro, abbiamo scelto lui per quello che aveva fatto all’Atalanta, cioè partire con dei giovani e piano piano portarli su grandi palcoscenici. Ho smesso di allenare proprio per questo, dico: "Va bene, se dobbiamo perdere un anno di costruzione, lo faccio ben volentieri". Per cui, noi ci aspettavamo quello che sta succedendo, cioè abbiamo preso dei giovani e quando dico abbiamo preso, è perché io e lui abbiamo scelto i giocatori. Tutto, non c’è stato un giocatore che è venuto e lui non lo sapesse o non lo approvasse. Per cui, noi abbiamo preso questo Ziolkowski, Ghilardi, Venturino, lo stesso Zaragoza, che all’ultimo, è vero, non potevamo prendere Rowe, non potevamo prendere, perché poi le combinazioni di mercato sono molte. Però è stato preso su sua richiesta. Cioè, tutto quello che abbiamo cercato di fare per dare all'allenatore una squadra che l’anno scorso è arrivata a un punto dalla Champions League e dei giovani da poter maturare. Se mi piacerà continuare, continuerò. Se sarò interpellato, continuerò. Se non sarò interpellato, me ne andrò, perché non è che sto qui a fare il garante di nessuno. Io amo la Roma, per cui come mi son fatto da parte come allenatore, sarò pronto a farmi da parte come senior advisor».