Parma-Roma - Scacco Matto - Cuesta ha provato a mettere in difficoltà Gasperini
La Roma vince una partita folle nei minuti di recupero e rimane in scia del quarto posto, grazie al 3-2 in casa del Parma.
LE FORMAZIONI - Gasperini rilancia dal primo minuto Dybala al fianco di Soulé, a supporto di Malen. Cristante e Koné fungono da frangliflutti davanti alla difesa, con Celik e Wesley ai lati. Mancini, Ndicka ed Hermoso compongono la linea difensiva.
Cuesta risponde con il classico 3-5-2 con Strefezza che agisce attorno a Elphege. Nicolussi Caviglia gioca regista con Delprato e Valeri sulle fasce. Ordonez e Keita vengono schierati sulle fasce mentre Circati, Troilo e Valenti giocano in difesa.
SOVRACCARICO SULLA DESTRA - La Roma inizia bene e tenta di sfondare da destra cercando di sovraccaricare la fascia con Soulé, Celik e la sovrapposizione di Mancini, esterno aggiunto. Hermoso fa la stessa cosa dall'altra parte, pur con minore costanza rispetto al difensore ex Atalanta.
I giallorossi, in generale, portano molti calciatori in avanti, in particolare in area di rigore, motivo per cui Gasperini riprende spesso Wesley, chiedendogli di andare al cross senza giocare palla al limite, così come chiede a Soulé di attaccare di più l'area piccola.
IL GOL - La rete, però, deriva dal recupero palla in tandem da parte di Cristante e Koné, e dall'assist di prima di Dybala per Malen (la Joya manderà in porta Malen un'altra volta, servendo anche l'assist per il palo di Soulé e il cross per il fallo da rigore subìto da Rensch). La freddezza dell'olandese sotto rete non fa notizia e i capitolini passano così in vantaggio.
IL PARMA - I ducali cercano di dare meno spazio possibile a Malen, colpendo in contropiede soprattutto da sinistra, con Valeri che prende qualche metro su Celik, il quale fatica molto a contenerlo. Con pochi passaggi, la squadra di Cuesta riesce a pungere la Roma ma, nel primo tempo, non capitalizza a causa della poca concretezza di Strefezza e ai movimenti non sempre corretti da parte di Elphege. I ducali provano comunque a pressare per disturbare la manovra giallorossa.
ERRORI INDIVIDUALI - I due gol del Parma nascono da dormite dei giallorossi: il primo da un passaggio a dir poco temerario di Hermoso, che innesca il contropiede ducale, mentre, sul secondo, Mancini interviene totalmente fuori tempo mancano proprio il pallone. Errori su cui adesso possiamo sorridere ma che hanno rischiato di costare carissimo.
Nella ripresa, il Parma ha alzato ulteriormente la pressione e la Roma ha faticato un pochino a trovare linee pulite di passaggio, ma sono stati i cambi a stravolgere la partita, con Rensch che ha prima colpito con un colpo da biliardo e poi ha conquistato il rigore decisivo.
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