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Cambio Campo - Troise: "Il Napoli ha ritrovato entusiasmo. La Roma ha una grande occasione, ma è presto per parlare di scontro scudetto"

Cambio Campo - Troise: "Il Napoli ha ritrovato entusiasmo. La Roma ha una grande occasione, ma è presto per parlare di scontro scudetto"Vocegiallorossa.it
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di Marco Campanella

Torna l'appuntamento con "Cambio Campo", la rubrica di Vocegiallorossa.it nella quale, prima di ogni partita della Roma, vi proponiamo un'intervista ad un giornalista che segue la squadra avversaria.

L’ospite di oggi è Ciro Troise, giornalista del Corriere della Sera, con il quale abbiamo parlato di Roma-Napoli.

Rispetto all’anno scorso in cui ha vinto il campionato, il Napoli di Antonio Conte ha cambiato qualche cosa a livello tattico? Se sì, in cosa si differenzia il gioco dei partenopei rispetto alla passata stagione? 
«Il Napoli, sotto il profilo tattico, ha affrontato un percorso complesso. La stagione era iniziata con un centrocampo a quattro formato da Anguissa, Lobotka, De Bruyne e McTominay, una scelta pensata per sfruttare al massimo l’abbondanza di qualità, fisicità e spessore a disposizione di Antonio Conte nella zona centrale del campo. Questa soluzione aveva portato benefici in termini di creatività — basti pensare ai due assist di De Bruyne per Hojlund contro lo Sporting Lisbona in Champions League — ma aveva anche mostrato qualche limite nella fase di non possesso, con la squadra più vulnerabile soprattutto sul lato sinistro, dove la coppia Spinazzola-McTominay risultava attaccabile.
Dopo l’infortunio di De Bruyne, Conte è tornato al 4-3-3, ma la qualità della manovra ne ha risentito: il possesso nell’ultimo terzo di campo è sceso dal 68% al 43%. La sconfitta con il Bologna e le successive critiche hanno portato alla svolta verso il 3-4-2-1. Senza Anguissa, il Napoli ha puntato maggiormente sull’imprevedibilità di Neres e Lang, capaci di attaccare gli spazi creati dai movimenti di Hojlund.
Con questa nuova impostazione, dopo 291 minuti senza segnare, il Napoli ha trovato 5 gol in due partite, con due reti firmate proprio da Neres. Politano si è rivelato un’arma utile a gara in corso sia contro l’Atalanta, aiutando l’uscita dalla pressione, sia contro il Qarabag, quando il passaggio al 4-2-3-1 ha favorito maggiori attacchi sulla destra e ha creato ulteriori spazi centrali per Neres».

Per questa partita, Conte potrebbe proporre qualcosa di inedito a livello tattico visti anche i tanti infortuni? Che Napoli dobbiamo aspettarci all’Olimpico? 
«No, credo che il Napoli proporrà la stessa formazione di martedì all’Olimpico, con Politano ancora una volta come soluzione a gara in corso. Anche Elmas può essere un cambio, uno dei pochi a disposizione. Penso che il Napoli giocherà una partita completa all’Olimpico: ci saranno momenti in cui andrà a disturbare il possesso della Roma e altri in cui farà densità, restando compatto nella propria metà campo, cercando poi di risalire il campo tramite gli esterni offensivi, che possono trascinare anche gli inserimenti di altri giocatori. Vedi McTominay, che col Qarabag ha segnato un gol e ha propiziato un’autorete. Credo che questo Napoli si presenterà all’Olimpico seguendo questa linea del 3-4-2-1, soprattutto alla luce dei tanti infortuni, un assetto che ha permesso agli azzurri di ritrovare fiducia dopo ciò che era accaduto e in particolare dopo la sconfitta di Bologna».

Prima dell’ultima sosta, sembrava esserci un po’ di tensione in casa Napoli soprattutto tra squadra e allenatore. Che aria di respira adesso a Castel Volturno? C’è ancora qualche problematica da risolvere oppure è tornato il sereno? 
«Penso che, dopo la partita di Bologna, il Napoli abbia dimostrato di voler bene ad Antonio Conte, di stare con lui e di stimarlo, nonostante qualche cortocircuito sia effettivamente avvenuto, soprattutto nella programmazione degli allenamenti. Anche le parole di Lobotka, pur in un contesto ironico e simpatico, hanno lasciato intuire un certo disagio o fastidio da parte dello spogliatoio per la gestione delle sedute e una preoccupazione legata ai numerosi infortuni registrati: almeno quattro pesanti, tra Rrahmani, Lukaku, De Bruyne e chissà chi ancora.
Adesso però si respira nuovamente entusiasmo, adrenalina, la possibilità di affrontare questa partita con animo positivo alla luce dei risultati ottenuti contro Atalanta e Qarabag. Io credo che non ci sia mai stata vera aria di crisi: il Napoli non è mai andato fuori strada, come dimostrano i numeri. In campionato ha soltanto un punto in meno rispetto alla scorsa stagione e in Champions League, con la vittoria sul Qarabag, è pienamente in corsa per l’accesso ai playoff».

Secondo la tua opinione, il Napoli vede questa partita come uno scontro diretto per lo scudetto? I giallorossi vengono considerati in lotta per vincere il campionato oppure come una squadra che deve arrivare al quarto posto?
«Credo che sia presto per parlare di uno scontro diretto per lo scudetto, ma sicuramente si tratta di una sfida d’alta classifica. Il Napoli ne è consapevole e lo dimostra anche il fatto che Gasperini era uno degli allenatori in lizza qualora non fosse arrivato Conte, quando ancora era all’Atalanta e aveva appena vinto l’Europa League. Il Napoli considera la Roma una squadra che può lottare per il titolo, per la grande stima nei confronti dell’allenatore e per la qualità dell’organico giallorosso.
Penso quindi che il Napoli veda la gara dell’Olimpico come uno scontro d’alta quota, anche con vista Scudetto, considerando che siamo soltanto al 30 novembre e che questo è un campionato molto equilibrato, con una quota punti per il titolo che, a mio avviso, sarà piuttosto bassa. Ci sono diverse squadre che possono giocarsela: il Milan non avrà le coppe, l’Inter resta la più forte. La Roma è pienamente dentro questa contesa».

Come vedi questa partita? Il Napoli resta favorito in quanto squadra più attrezzata oppure la Roma deve sfruttare l’entusiasmo della momento e il calore del pubblico?
«Per me è una partita equilibrata. La Roma ha una grande occasione per infiammare ancora di più il clima che si respira nella capitale sul versante giallorosso: può approfittare degli infortuni del Napoli e del fatto che gli azzurri affrontano sette partite in 28 giorni con una rosa ridotta, o quantomeno fortemente colpita dalle assenze accumulate. Non credo che il Napoli sia favorito: penso che sia una gara equilibrata, fotografando il momento della stagione e come ci arrivano entrambe le squadre. Allo stesso tempo, il Napoli può affrontare questa sfida con la serenità di chi ha già superato il momento più complicato».

A proposito dei giallorossi, che ne pensi della nuova Roma di Gian Piero Gasperini? Secondo te può lottare davvero per lo scudetto o la qualificazione in Champions League deve restare l’obiettivo stagionale?
«Per me questo è un campionato talmente equilibrato che anche il Bologna deve nutrire ambizioni, figuriamoci la Roma. La Roma di Gasperini ha qualità, ma non una rosa molto ampia. Se non dovesse fare degli innesti a gennaio, considerando anche la perdita di Ndicka ed El Aynaoui per la Coppa d’Africa, potrebbe pagare dazio nella gestione del doppio impegno tra campionato ed Europa League.
Penso però che l’obiettivo stagionale debba rimanere il ritorno in Champions League, che per la Roma sarebbe importantissimo. Non è affatto scontato, perché ci sono molte squadre che puntano allo stesso traguardo e la classifica è molto corta. Tuttavia, a mio avviso, il miglior modo per arrivare nelle prime quattro è accompagnare questo entusiasmo, questa disponibilità e questa qualità che stanno portando la Roma ad essere prima in classifica, confidando soprattutto nelle capacità di Gian Piero Gasperini. La Roma è prima in classifica e non ha ancora un’identità completamente gasperiniana, perché non è ancora riconoscibile in tutto ciò che Gasperini ha proposto nel corso degli ultimi anni. Ha la miglior difesa, anche grazie — secondo me — alle parate di Svilar e a qualche errore degli avversari sotto porta. Quindi ha ancora margini di miglioramento, considerando anche il fatto che storicamente le squadre di Gasperini crescono molto nel girone di ritorno».