Gasperini: "Rensch ha cambiato la gara. Il futuro di Dybala? Chi lo sa..."

Gasperini: "Rensch ha cambiato la gara. Il futuro di Dybala? Chi lo sa..."Vocegiallorossa.it
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di Marco Campanella

Al termine di Parma-Roma, ha parlato Gian Piero Gasperini

Gasperini a Sky Sport

Il pubblico neutrale si è divertito con queste partite, lei si è divertito?
«Alla fine! Alla fine sicuramente, ma comunque... il successo di tutto. Sì, vero, anche se devo dire che penso che la gente si sia divertita perché la partita è stata davvero di livello. Abbiamo fatto sicuramente un primo tempo molto buono, abbiamo preso qualche contropiede di troppo, però bene, bene sotto tutti gli aspetti. E comunque abbiamo incontrato un Parma che ha pareggiato subito all'inizio del secondo tempo e ha battagliato alla grande, giustamente. La partita è stata difficile, nel finale l'abbiamo ribaltata, ma devo dire che abbiamo avuto tante occasioni».

Dybala ha detto che il derby potrebbe essere la sua ultima gara all'Olimpico...
«Ha detto così? Però magari chissà, e poi non so, c'è ancora una settimana di tempo e arriverà il derby. Però Paulo è stato bravissimo anche oggi, rientrava dopo tanto tempo, ci ha dato sicuramente qualità. È un peccato non averlo avuto per così tanto tempo questa stagione».

Si aspettava un secondo tempo così? Secondo te qual è stato il cambio più decisivo? Perché io un sospetto ce l'ho, eh?
«Un sospetto ce l'hai? Vabbè, io direi Rensch, ha fatto gol e rigore, insomma, in termini di risultato è chiaro che ha cambiato la partita. Però anche noi abbiamo fatto sicuramente un ottimo primo tempo. Quel gol lì su un errore che abbiamo fatto, abbastanza netto, all'inizio del secondo tempo, non è stato facile recuperare tutte le energie per riportarsi in vantaggio contro una squadra che stava così bene come il Parma, che partiva anche in contropiede, con fisicità, perché poi hanno messo dentro anche Pellegrino, hanno messo i loro giocatori. Però abbiamo avuto davvero un grande spirito, questa squadra è stata straordinaria dall'inizio alla fine. Abbiamo avuto occasioni importanti, con Malen, il portiere ha fatto anche alcune parate strepitose. Ha parato incredibilmente sia sull'1-1, che anche dopo, sembrava una partita un po' stregata per il numero di occasioni. Poi, quello che non siamo riusciti a fare in tanti calci d'angolo, che ne abbiamo avuti veramente tanti, e palle inattive, tante palle finite fuori per un soffio, nei miei cilindri di testa. Poi, dopo, è successo il tonfo negli ultimi minuti».

I cambi sono sinonimo di un grande gruppo. Complimenti.
«No, vabbè, complimenti a loro, ai ragazzi per come sono entrati. Ma io ho sempre fatto i complimenti al primo giorno a questo gruppo, per come vuole raggiungere il traguardo. Oggi è la dimostrazione, però, perché c'è stato questo ribaltamento di risultato, ma non lo sarebbe stato comunque. Perché sotto quell'aspetto questa squadra non è mai mancata. Adesso è chiaro che anche certi cambi sono cresciuti, no? Poi abbiamo recuperato anche qualche giocatore, tipo Dybala, tipo Soulé. Ci manca ancora Pellegrini, oggi purtroppo era fuori e c'era El Shaarawy, però. Ora, il poter aiutare la squadra e, in questo caso, cambiare così la svolta della gara con i cambi, che ci è riuscito poche volte durante l'anno, vuol dire che adesso siamo sicuramente più pronti».

Gasperini a DAZN

Sui gol nel recupero.
«Beh, credo che anche a me sia capitato rarissime volte di fare gol nei minuti di recupero sì, però passare dal 2-1 al 3-2 non è molto usuale. È comunque la testimonianza che questi ragazzi ci credono sempre».

L’ha colpito il rigore? E cosa ha pensato in quel momento decisivo?
«Io non guardavo il rigore. È la prima volta che non lo guardo. Guardavo la gente, ho detto: se la gente esulta vuol dire che abbiamo fatto gol. Invece l’ho visto dal tabellone in diretta».

Sul 2-1 del Parma l’ho vista seduto in panchina: cosa stava pensando in quel momento? Credeva ancora nella rimonta?
«Noi non pensiamo mai che sia finita finché l’arbitro non fischia. Però le condizioni erano difficili: eravamo sotto 2-1, mancava poco e non bastava pareggiare, bisognava ribaltarla. Pensavo alle occasioni avute e alle parate di Suzuki, che sono state strepitose. E già stavo pensando alla conferenza stampa. Poi è andata bene».

Nel secondo tempo la squadra è sembrata anche un po’ nervosa nella gestione. Ha visto sufficienza o presunzione in alcuni momenti?
«Nel secondo tempo qualcosa è mancato nella gestione. Il gol subito è stato brutto, perché nel primo tempo avevamo fatto bene. Sono episodi che ti fanno arrabbiare perché sono un po’ gratuiti. Poi loro hanno preso entusiasmo e non era facile ribaltarla. Abbiamo speso tanto, non avevamo più le energie del primo tempo. Però ci sono state tre o quattro occasioni clamorose in cui potevamo fare gol e non ci siamo riusciti. Sembrava una giornata storta, ma va premiato lo spirito della squadra. Abbiamo avuto tante occasioni da calcio d’angolo e alla fine l’abbiamo ribaltata. Il rigore mi sembra netto. Capisco il Parma, perdere così fa male, ma la Roma ha meritato la vittoria contro un Parma molto motivato e forte».

Sull’azione del rigore e su Malen: come è nata la gestione? E che giocatore è?
«Sul rigore abbiamo mandato Dybala perché tutti andavano su di lui per disturbarlo. Lui ha fatto da "filtro", poi ha dato la palla a Malen. Malen è un ragazzo tranquillo, non molto espansivo, si è inserito benissimo nello spogliatoio. Non è un leader rumoroso, ma è un ragazzo straordinario. Ha sempre un viso sereno, grande motivazione, ci ha alzato il livello in campo e siamo molto affezionati a lui anche come persona».

Quanto pesa aver perso Dybala per così tanto tempo?
«È un peccato averlo perso per tanti mesi. Io ero convinto che sarebbe stata un’annata straordinaria per lui, lo avevo visto a livelli altissimi. Adesso lo abbiamo di nuovo, ed è un ragazzo con energie incredibili. Anche a fine partita era ancora fresco, lucido e pimpante».

Gasperini in conferenza stampa

Cuesta si è lamentato molto dell’arbitraggio. Secondo lei, manca invece un rigore su Mancini nel primo tempo?
«Ci sono le immagini, ha ragione Cuesta, le vedrà tutta Italia. Capisco la delusione, non è facile perdere nel recupero quando pensavi di aver vinto. Loro hanno giocato giustamente con uno spirito straordinario e questo è bello per il campionato. Vincere così contro una squadra che ci teneva così tanto dà molta soddisfazione. Il portiere loro è stato straordinario. Abbiamo meritato di vincere, sarebbe stata una beffa perdere».

Ci racconta il suo finale?
«La prima volta che non guardo il rigore, ho guardato il pubblico anche se alla fine ho visto il rigore dal tabellone. È la prima volta che ribalto una partita così nel finale, magari da un pareggio ho vinto e oda una sconfitta ho pareggio ma mai, da una sconfitta, avevo poi vinto. Questo è un campionato bellissimo, il pubblico ha visto una gara di livello».

Le parole di Dybala?
«Ha detto una cosa precisa, ha detto che potrebbe essere l’ultima gara, questa è una cosa che riguarda la proprietà e il giocatore, io sarei contento di riaverlo il prossimo anno. Io l’ho visto bene, purtroppo è stato fuori 3 mesi per infortunio. Dybala non ha solo tecnica, ha fibra muscolare particolare, a fine gara era ancora fresco e faceva giocate di qualità».

Vittoria fondamentale in vista del derby. 
«Vittoria fondamentale perché certifica l’appartenenza di questi giocatori, di questo gruppo, la volontà di raggiungere traguardi. È stata una delle poche volte che abbiamo svoltato la gara con i cambi, questo gruppo ha saputo reagire ai passi falsi. Sono triplamente felice a prescindere dal risultato. Intanto ci prendiamo questa gioia, poi non è sufficiente perché dobbiamo fare il massimo senza avere rammarichi e sperare che qualcuno faccia qualche passo falso. Siamo molto felici di tutte queste risposte».

Da allenatore, ha notato cose preoccupanti in vista del derby? Una mancanza di concentrazione da parte di alcuni singoli?
«Se lei mi parla di cose negative io posso parlare 4 volte di cose positive, errori ci sono stati da una parte e dall’altra. In questa fase del campionato, non tutti possono stare al massimo fino alla fine. Poi c’è anche l’avversario che quando ha fatto gol ha preso una tripla energia».