PODCAST

Continua il paradosso gasperiniano

Continua il paradosso gasperiniano Vocegiallorossa.it
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 16:23Primo piano
di Luca d'Alessandro

Avete presente quando volete fortemente una cosa, riuscite a ottenere tutto il resto, senza però riuscire ad avere ciò bramate al 100%?. Questa è la situazione che sta vivendo Gasperini dal primo minuto che è diventato allenatore della Roma. Per il tecnico il reparto che fa la differenza è l'attacco e una cosa sola voleva: rinforzi in quel ruolo. È arrivato Bailey in estate. Grosse aspettative, perché incarnava le caratteristiche richieste: dribbling, corsa, tecnica. Un allenamento e la sua storia in giallorosso è stata compromessa, fino a essere rispedito al mittente. È arrivato Ferguson, si è presentato con buone prestazioni, ma pian piano che le partite sono diventate importanti si è visto come non sia l'attaccante ideale per Gasperini. Quindi bisognava pescare tra le carte nel mazzo a disposizione. Rivitalizzato Pellegrini con un derby, Soulé una certezza con più alti, ma anche molti bassi, Dybala più fuori che in campo, con prestazioni non proprio alla "Dybala", Dovbyk in crisi tecnica e fisica ed El Shaarawy che ha smarrito la via del gol. 

Nonostante tutto, Gasperini va avanti, porta la Roma in cima, poi il gap con le altre si fa sentire, ma non molla. La classifica si allunga, si ricuce fino al terzo posto attuale. Arriva Malen che fa un esordio coi fiocchi, di quelli da far venire un sorriso a 36 denti in ottica futura. Insieme a lui anche Vaz e Venturino. Dybala sembra tornato ai suoi livelli. La nottata è passata? Manco per scherzo. Basta qualche giorno e Malen s'inceppa col Milan, Ferguson s'infortuna, idem con patate per Dybala. L'attaccante sinistro? Massara è ancora alla ricerca del profilo giusto (da giugno). 

Una situazione tra il paradossale e il tragicomico, perché la Roma è una squadra solida: ha un super portiere, la difesa ha visto la crescita esponenziale di Ghilardi e Ziolkowski, ormai titolari a tutti gli effetti. Idem a centrocampo, con Pisilli arrivato ai livelli di Cristante, Koné ed El Aynaoui. Addirittura si è trovata la quadratura anche sulle fasce, con Wesley a sinistra e Celik a destra. Tutto liscio come l'olio, tranne l'unica cosa che Gasperini ha voluto fin dall'inizio: un attacco per sviluppare il suo gioco. Il paradosso Gasperiniano che vivrà una nuova puntata nella prossima partita contro l'Udinese, visto il nuovo stop di Dybala.