Del Vecchio: "Era ora che la Roma tornasse in Champion. Sono fiducioso per il prossimo anno"

Del Vecchio: "Era ora che la Roma tornasse in Champion. Sono fiducioso per il prossimo anno"Vocegiallorossa.it
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Oggi alle 10:47Interviste
di Mattia Grieco
"Siamo tornati nel posto che ci spetta e quindi spero che l’anno prossimo la Roma possa far bene in Champions", le parole dell'ex calciatore.

Marco Del Vecchio si è raccontato a idealista, official partner della Roma, per la rubrica "A casa dei campioni". L'ex attaccante giallorosso nel corso dell'intervista ha parlato del mercato immobiliare romano e della Roma della prossima stagione, raccontando inoltre qualche aneddoto sull'anno dell'ultimo scudetto giallorosso. Di seguito le sue parole.

Sulla zona del nuovo stadio a Pietralata.
«Comprerei casa nella zona del nuovo stadio perché, quando si fanno progetti così grandi, come lo stadio, il nuovo stadio di Roma, sicuramente intorno nascerà una zona molto, molto bella, con tante infrastrutture, zone verdi, magari centri commerciali e aree dove si può fare sport. Magari nasceranno anche delle strutture scolastiche, delle università e quindi sì, investirei sicuramente, perché è una zona che la costruzione dello stadio rivaluterà tutto il quadrante in quella zona».

Sulla Roma in Champions.
«Era ora che la Roma tornasse in Champions, perché insomma, una squadra come la Roma non può non stare in Champions League. Siamo tornati nel posto che ci spetta e quindi spero che l’anno prossimo la Roma possa far bene in Champions, ma soprattutto in campionato. Io mi sento, dopo tanti anni in cui non vedevo grandi prospettive, molto fiducioso per il prossimo anno. Secondo me può essere veramente l’anno buono. Sarebbe spettacolare, visto che combacia con il centenario, però tocchiamo ferro e non diciamo niente».

Sull'anno dello scudetto.
«Di aneddoti dell’anno dello scudetto ce ne sono tantissimi, legati soprattutto alla stagione che è stata. Molte volte abbiamo avuto la paura di non vincerlo. Ci sono stati due episodi, soprattutto Napoli, la penultima giornata, quando stavamo vincendo lo scudetto e poi ci siamo trovati a giocarcelo all’ultima giornata. Quindi quella settimana c’era un po’ di tensione, però un grande ricordo è quello di Torino: avevamo sei punti di vantaggio sulla Juve e, perdendo 2-0 il primo tempo, loro arrivavano a tre punti e non l’avremmo vinto lo scudetto, sinceramente non l’avremmo vinto. Dopo Torino è stata fatta la festa negli spogliatoi, dopo il 2-2, perché avevamo capito veramente che ce la potevamo fare»