Roma Channel - Dodò: "Spero che questo sia il mio anno e quello della Roma. Ho bisogno di giocare"

16.10.2013 18:37 di Andrea Fondato   vedi letture
Fonte: Roma Channel
Roma Channel - Dodò: "Spero che questo sia il mio anno e quello della Roma. Ho bisogno di giocare"
Vocegiallorossa.it
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport

Il terzino della Roma Dodò ha rilasciato un'intervista ai microfoni di Roma Channel:

Sei migliorato in italiano, hai studiato?
"È venuto giorno dopo giorno, parlando coi compagni dentro e fuori dal campo. Mi sono fatto anche amici italiani".

Sei in gran forma…
"Quest'anno ho fatto tutti gli allenamenti, è meglio dell'anno scorso. Questa settimana ho motivazioni in più".

Può essere il tuo anno?
"Spero di sì. Dopo un anno difficile, di adattamento credo che quest'anno può essere il mio anno e l'anno della squadra. Si vede già dall'inizio, stiamo facendo molto meglio. Spero di fare meglio pure io".

Si è creato un bel gruppo.
"Fa piacere, chi segna viene a esultare anche in panchina. Siamo stati tanti giorni in ritiro, abbiamo fatto amicizia. Ci conosciamo anche da più tempo, in questa fase del campionato l'anno scorso non parlavo neanche italiano".

Chi ti è stato vicino lo scorso anno?
"Il mio primo infortunio in carriera è stata una cosa nuova per me, anche il recupero lo era. Sono maturato tanto come persona e come giocatore, come professionista. Mi sono stati vicini i genitori e la mia famiglia, anche i brasiliani mi hanno dato una mano all'inizio. Mi hanno aiutato anche fisioterapisti e preparatori, che erano con me tutta la giornata. Mi hanno alzato il morale, ogni tanto stai giù di testa. Mi sono stati vicini".

Senti la fiducia intorno a te da parte di società e tifosi?
"È successo anche prima di venire a Roma. Due giorni dopo essermi fatto male, dopo l'uscita degli esami mi ha chiamato Sabatini e mi ha detto delle belle cose. Questo mi ha dato fiducia. Ho detto già altre volte che ero sicuro che qui sarebbe andato tutto bene".

Cosa ti dice il mister nello specifico?
"Mi dice cose normali. Di entrare concentrato, di fare bene. Ho cambiato atteggiamento, si vede dalla squadra. Nella mia testa sono cambiate diverse cose".

Come riesci a maturare dentro te stesso?
"Non so cosa sia scattato, ma ho imparato delle cose e ho sofferto. Questo mi ha fatto pensare di più. Ho visto delle cose che non andavano bene, ci ho pensato e ho cambiato atteggiamenti e modo di essere".

Sei molto disponibile con i tifosi…
"In Brasile i calciatori sono idoli, ma non ci sono tifosi come quelli della Roma. Io sono un po' timido".

Dove ti senti di poter migliorare?
"Posso migliorare tanto. Più in fase difensiva, ma in generale posso migliorare tanto e ho bisogno di giocare. Se non giochi, non puoi migliorare certe cose. Mi manca giocare. La fase difensiva? In Europa i terzini brasiliani fanno benissimo in attacco ma anche in difesa, come Maicon. È più facile imparare a difendere che ad attaccare".

Cosa hai pensato all'arrivo di Maicon?
"Ho pensato delle cose che ho vissuto dieci anni fa, quando uscii di casa a giocare a Belo Horizonte e lì giocava Maicon. Io ero un bambino, stavo in camera con lui. Mi è venuta in mente tutta la storia".

Ti sta dando dei consigli?
"Dal punto di vista della mentalità sicuramente. Negli allenamenti ho preso anche le cose tecniche, fisiche e gli atteggiamenti".

Sono arrivati giocatori di grande personalità. È questo il segreto della Roma?
"Sono grandi giocatori, che parlano parecchio. L'anno scorso anche nello spogliatoio non parlavamo molto, oppure quando c'era bisogno di una parola per cambiare una partita non ce l'avevamo. Quest'anno sì e questo fa la differenza".

Cosa significa per il futuro Roma-Napoli?
"Sarebbe la conferma di un cambio della squadra, del fatto che può far bene in campionato. È una grande partita, ci sono i tre punti da prendere ma c'è anche più fiducia".

Toglieresti un giocatore al Napoli?
"Ci sono due giocatori che mi piacciono, Hamsik che già conoscevo quando ero in Brasile e Behrami che non conoscevo e che secondo me fa la differenza".

Senti la città pronta per questo evento?
"Lo si sente. Sembra il derby, i tifosi ti salutano e ti dicono della partita. C'è un'aria di derby".

Come vivete la prima posizione in classifica?
"Bene, tranquilli. Fa piacere essere primi, ma questo tiene la tensione più alta. Parlano tutti della Roma e parliamo anche noi di come possiamo migliorare. Questo tiene l'attenzione ancora più alta. Più concentrati e attenti possiamo rimanere lì".

C'è un obiettivo?
"Questa è la cosa più bella che viviamo. Appena finisce la partita, il mister comincia a pensare alla successiva. Pensiamo alla partita che dobbiamo affrontare, è la cosa più giusta. Se vinciamo bene, se non vinciamo bisogna vedere cosa si è sbagliato e pensare alla gara successiva".

È ancora la Juventus la favorita?
"È la squadra che ha vinto il campionato negli ultimi due anni, è la squadra che ha un allenatore che conosce bene i giocatori. Secondo me è la favorita".

Speri di indossare la maglia della nazionale?
"È un sogno di tutti i brasiliani. Spero di fare bene a Roma, così avrò la mia opportunità".

Brasile favorito?
"È una delle favorite".

Un saluto ai tifosi?
"Tutti allo stadio!"