Ranieri: "Mi è piaciuto l'orgoglio e la reazione. Kluivert un po' acerbo ma ho fiducia in lui. Male sul primo gol, avevamo preparato lo schermo sui loro saltatori". VIDEO!

04.04.2019 11:31 di Marco Rossi Mercanti Twitter:    vedi letture
Ranieri: "Mi è piaciuto l'orgoglio e la reazione. Kluivert un po' acerbo ma ho fiducia in lui. Male sul primo gol, avevamo preparato lo schermo sui loro saltatori". VIDEO!
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© foto di Antonello Sammarco/Image Sport

Ranieri a Sky Sport

“In questo momento non ce ne va bene una, l’ultimo Fiorentina-Roma era finito ed eravamo preoccupati a non dare loro la profondità. Peccato sul gol preso da calcio d’angolo, avevamo detto che i saltatori dovevano essere schermati e invece era solo. Mi è piaciuto l’orgoglio e la reazione, non è un momento facile ma i tifosi dovrebbero essere contenti. Zaniolo doveva marcare Pezzella? Non solo lui, dovevamo essere 2-3 a schermarli, se a zona gli lasci fare il terzo tempo ti segneranno sempre. Da solo Nicolò non ha potuto fare nulla. Ho fiducia in Kluivert, è un po’ acerbo ma ha velocità e fa ottimi cross. Zaniolo? Deve ancora migliorare, lui va benissimo quando prende palla in movimento, è devastante. Abbiamo saputo reagire, avevo chiesto una dimostrare per noi stesso e far capire ai nostri tifosi che possiamo ancora entrare da qualche parte in Europa. Infortuni? Giocando ogni tre giorni fai solo recupero, Perotti ha un problema al bicipite speriamo non sia nulla. Ne recupero uno e ne perdo due è incredibile. Schick? Grande giocatore ma è troppo timido, deve vincere la timidezza e mi aspetto tanto da lui. Pastore? Sta recuperando da un infortunio e non è ancora pronto, può darci una mano a patto che entri con cattiveria".

Ranieri a Roma TV

"Ho chiesto a Perotti di aiutare Kolarov perché altrimenti rimaneva solo in mezzo a due. Ho preferito lasciare da solo Milenkovic, essendo lui un difensore. Se c'è stata la risposta da parte della squadra? Avevo chiesto ai ragazzi una reazione, perché dovevamo provare a dare una svolta alla nostra stagione. Avevo visto i dati della gara contro il Napoli e ho potuto notare che avevamo corso di più di loro, ma non da squadra, sbagliando anche troppo in fase di impostazione. Ho chiesto loro di stare più compatti e il gol lo troveremo. Sono dispiaciuto del gol su calcio d'angolo, perché avevamo preparato questa situazione, programmando uno schermo sui loro tre grandi saltatori ma non c'è stato. Strano che cambi così tanto in pochi giorni? Io sono convinto che la testa comanda tutto: la grinta, l'orgoglio, la determinazione, tutto. Non potevamo essere quelli di Napoli, dobbiamo lottare fino alla fine in ogni partita, in un momento in cui le cose non girano per il verso giusto. Mi piace vedere lo spirito guerriero che i ragazzi hanno messo in campo, rimontare per due volte in questa situazione è stato qualcosa di eccezionale. I nostri due gol sono stati meravigliosi. Mi aspettavo qualcosa di più? No, quello che ho chiesto, loro lo hanno dato. Abbiamo creato tanto, siamo stati bravissimi a non dare l'opportunità a loro di lanciare alle spalle della difesa, situazione tattica che aveva compromesso la gara in Coppa Italia. Ci sono riusciti soltanto una volta su Muriel, in cui Mirante è stato molto bravo a parare in angolo. Serviva più lucidità nel gestire il pallone nell'ultimo quarto d'ora? Sì, avevo messo Under apposta per fargli fare l'uno contro uno con Biraghi, perché l'avevo visto stanco. Lo ha fatto, ma non sempre. Deve ritrovare forza ed energie, venendo da un infortunio".

Ranieri in conferenza stampa

"Mirante in porta? Con Olsen avevo parlato prima del Napoli. È un solitario, parla poco con tutti e viste le prestazioni ho preferito dare un’opportunità a Mirante, vedendo cosa potesse cambiare. Ha risposto bene, è un ragazzo esperto che sa il fatto suo. Dzeko? Sono soddisfatto, si è mosso e ha lottato. Da un attaccante ci si aspetta i gol, ma fino a quando gioca così a me sta bene, giocando con questo cuore anche sui palloni impossibili il gol lo troverà. In base a cosa si sceglie il 4-2-3-1 o il 4-3-3? Non c’è connessione nella compattezza, devo valutare tutto quello che sanno fare e possono fare i giocatori. La compattezza si può fare anche pressando in avanti, ma la Fiorentina cerca la palla lunga dietro la difesa, è un reframe che cercano spesso e volentieri avendo Muriel, Simeone, Chiesa… Avevo chiesto di non dare la profondità. Il 4-2-3-1 l’ho fatto per non dare punti di riferimento possibili e per mettere Zaniolo vicino a Dzeko. È la prima volta che sento mia la squadra? Ho chieto una prova d’orgoglio a noi stessi. Non è stato possibile correre più del Napoli e fare una figura non buona. Non potevo credere ai miei occhi quando ho visto i dati, abbiamo fatto una brutta figura non correndo da squadra. Dovevamo essere compatti, non facendo trovare la profondità. Potevano mettere solo palla lunga, i difensori sono stati bravi ad essere in anticipo sulle palle lunghe. L’umore dello spogliatoio? L’esperienza mi dice che è bello quando sei malato, ti rialzi e vai in bicicletta. Ma ci sta la convalescenza. Ho fatto i complimenti alla squadra, per il momento psicologico che stiamo attraversando. Non è facile prendere un gol e farlo, riprenderlo e rifarlo per il momento storico in cui siamo. Sapevamo che i tre difensori centrali venivano a saltare e dovevamo schermarli, ci sono delle piccole imperfezioni che dobbiamo andare a togliere. Non importa se loro sono soddisfatti: io ho chiesto una prova di orgoglio, di farmi vedere che ogni tackle si rompeva il pallone. Ora è importante la Sampdoria: sicuramente perderò due giocatori, speriamo rientrino altri due. Andiamo avanti a viso aperto, consapevoli dei difetti e cercando di mascherarli. Manca qualcosa anche a centrocampo? Lo sapete bene anche voi che manca un recuperatore di palloni. Avete visto quanti falli fanno prima di andare dietro la linea della palla, noi non abbiamo questo tipo di giocatore. Chiedo di essere caparbi, di fare fallo, ma se uno non ce l’ha nelle corde non può farlo. Li stimolo a fare quello che non hanno nelle loro corde. Il problema è assemblare una squadra piena di trequartisti? Non è tanto il mio problema più grave. Mi sono reso conto che non posso andare per la mia strada, devo seguire quello che sanno fare i ragazzi cioè il 4-3-3 o il 4-2-3-1, dando una spalla a Dzeko. Una volta che avrò tutti i giocatori in piena forma potrò scegliere, ora non posso scegliere, devo fare il farmacista. Quanto può giocare uno, quanto può giocare l’altro… Volevo togliere Perotti, doveva fare un’ora ma avevo fatto i tre cambi e forse si è fatto male di nuovo. È una situazione di emergenza, sto aiutando la squadra ad esprimersi come sa con il mio carattere. È questa la mia via".