Peccenini: "Mancini è un po' troppo nervoso ultimamente"
Franco Peccenini, ex calciatore e bandiera della Roma, ha parlato ai microfoni di Centro Suono Sport 101.5 durante la trasmissione “Bar Forza Lupi” condotta da Massimo D’Adamo.
È una sconfitta quella con il Genoa che fa ancora più male essendo arrivata contro De Rossi?
“Fa male anche tre volte. Non perché hai perso contro una squadra allenata da Daniele De Rossi, ma perché a Genova non dovevi perdere. Con la Juventus avevamo avuto dubbi sugli ultimi quindici minuti; qui invece abbiamo la certezza che per un tempo e mezzo la Roma è stata lontana dalla sua vera identità, una Roma irriconoscibile”.
Sta perdendo soprattutto in trasferta.
“In queste ultime due partite la Roma ha perso 3 punti soprattutto per colpa del reparto che fino alla settimana prima era stato il migliore: la difesa. Con la Juventus hai lasciato Gatti libero sul 3-3; contro il Genoa Vitinha è rimasto completamente smarcato in area. Spesso ci si perde nelle proteste invece di pensare alla marcatura, la rimessa ormai era stata data e i difensori dovevano riposizionarsi. Mi sembra che a volte ci sia troppo nervosismo”.
Questione di equilibri, nervosismo? Sul secondo gol del Genoa com’è possibile lasciare due giocatori liberi davanti alla porta senza marcatura?
“Penso che Gasperini avrà chiesto spiegazioni ai suoi due centrali. Dentro l’area c’erano i due centrali, Mancini e Ndicka. C’è stata un’interferenza nei movimenti: Mancini è uscito su un uomo che non doveva, Ndicka è rimasto in mezzo e così hanno lasciato Vitinha libero. Anche Tsimikas ha fatto un movimento verso il centro su giocatori già marcati invece di coprire quelli smarcati”.
Secondo te è un limite di Gasperini nel lavoro sulla fase difensiva?
“No, non c’entra Gasperini. Fino alla partita con la Juventus la Roma aveva la migliore difesa del campionato. Il problema è che i difensori spesso stanno troppo in avanti e poi non riescono a coordinarsi nelle marcature. Loro stanno sempre in avanti e lasciano scoperta la retroguardia. Ieri bastava stare vicino agli attaccanti del Genoa”.
Pellegrini commette spesso errori in fase difensiva. Non sarebbe meglio tenerlo lontano dall’area in queste situazioni?
“Capisco l’osservazione, ma se Pellegrini deve difendere significa che qualcuno ha lasciato scoperta quella zona. Se la linea difensiva è schierata con cinque uomini contro due attaccanti avversari, teoricamente Pellegrini non dovrebbe neanche trovarsi lì”.
Mancini è stato squalificato per l’Europa League e non ci sarà in Bologna-Roma. Come potrebbe essere schierata la difesa?
“Le alternative ci sono: si può valutare il recupero di Hermoso oppure utilizzare Ghilardi”.
Il nervosismo di Mancini può influire sul rendimento della difesa?
“Sì, può incidere. Non mi piace quando, dopo un errore di un compagno, alza le braccia per sottolinearlo. Questo continuo gesticolare può innervosire i compagni e anche l’arbitro, e non aiuta la serenità del reparto. Anche il continuo reclamare indispone il direttore di gara. Sono tutte quelle piccole cose che vengono fuori nei momenti di difficoltà”.
C’è stata anche un po’ di presunzione della Roma nella gestione della partita?
“Sull’1-1 sì. La Roma non si è resa conto che questa partita poteva anche perderla. Con l’ingresso di Vitinha e Colombo, giocatori freschi e veloci, bisognava essere più prudenti: era giusto provare a vincere la partita, ma prima di tutto non bisognava perderla”.
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