Mirante: "Se si è deciso di tornare a giocare dopo l'emergenza non si devono trovare scuse"

03.07.2020 07:42 di Marco Rossi Mercanti Twitter:    Vedi letture
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Mirante: "Se si è deciso di tornare a giocare dopo l'emergenza non si devono trovare scuse"

Nel postpartita di Roma-Udinese 0-2, deciso dalla reti di Lasagna e Nestorovski, ieri ha parlato Antonio Mirante.

Mirante a Sky

Come si esce?
“Vorrei saperlo anche io. Non è facile giocando ogni 3 giorni preparare le partite, ma dobbiamo essere uomini e lavorare con coraggio e professionalità”:.

Avete meno energie?
“Abbiamo quello che hanno le altre squadre, anzi dobbiamo fare ancora meglio, Oggi abbiamo cominciato male, poi dopo l’espulsione è stata difficile e abbiamo preso due gol”.

Nelle settimane prima della ripresa, nel vostro spogliatoio quanto era forte il desiderio di riprendere?
“Non era facile carpire l’opinione di tutti, un giorno c’era la sensazione che si potesse riprendere, poi subentrava lo scetticismo. Alcune squadre volevano giocare, altre no, ciò ha creato molta polemica. Poi però quando si decide di giocare non si devono trovare scuse. Tutti hanno avuto le stesse difficoltà e gli stessi problemi, quindi non è giusto trovare alibi”.

Mirante a Roma TV

Un'analisi della partita?
“In questo momento è difficile analizzare le partite, ma non possiamo cercare alibi perché ogni squadra ha i nostri stessi impegni. Oggi non abbiamo giocato bene, non siamo stati una squadra che ha mostrato voglia di rifarsi dopo la sconfitta col Milan. Abbiamo giocato anche bene, poi dopo l’espulsione abbiamo perso forza. Negli ultimi 20 minuti i compagni erano stanchissimi e questo è stato decisivo sul risultato finale”.

Quali motivazioni servono per chiudere la stagione?
“Non bisogna staccare, anche perché non bisogna parlare di onorare la stagione. Noi dobbiamo avere l’ambizone e la fame di vincerle tutte, dobbiamo fare capire ai più giovani che questa è la squadra da percorrere. Ci vuole voglia, fame, grinta e tante cose non abbiamo ora. Dobbiamo pensare che col Napoli possiamo ribaltare l’umore in questo momento particolare”.

Cosa potete cambiare? Forse non credete di poter cambiare questo momento?
“Quando si parla di leader non per forza sono i più vecchi a parlare ai più giovani, se abbiamo perso due partite anche noi abbiamo i nostri demeriti. La Roma è da altissima classifica e questo deve essere un pensiero comune, non solo per il blasone ma anche per le nostre qualità. Dobbiamo dimostrarlo in campo, cosa non fatta oggi: siamo superiori all’Udinese ma non l’abbiamo dimostrato in tutto”.

Perché gli altri hanno voglia e voi no?
“Non dico che non ne abbiamo, ma dopo una partita del genere è difficile parlare di un atteggiamento positivo. Dopo la partita di Milano dovevamo giocarla diversamente. Nonostante l’espulsione abbiamo tenuto il pallino del gioco e abbiamo avuto occasioni, ma dobbiamo mettere le qualità insieme a qualcosa a livello umano. Inoltre devono venire fuori le qualità dei singoli che in questo momento ci possono dare una mano”.

C’è ancora tempo per migliorare la condizione fisica, qualora questo fosse il problema?
“Secondo me oggi la condizione fisica passa in secondo piano. In questo tipo di partite dobbiamo agire, ora è difficoltoso ma lo è per tutte le squadre. Ora solo i risultati e il morale possono aiutarci, perché quando sei giù tutto va storto, dobbiamo solo provare a ribaltare la situazione”.