LUISS - Di Francesco: "La numero 10 a Zaniolo? Dobbiamo mantenerlo con i piedi per terra, c'è tanta strada da fare. Qui c'è tanta pressione". De Sanctis: "Nella Roma giocatori e staff firmano un regolamento interno"

15.02.2019 17:30 di Marco Rossi Mercanti Twitter:    vedi letture
LUISS - Di Francesco: "La numero 10 a Zaniolo? Dobbiamo mantenerlo con i piedi per terra, c'è tanta strada da fare. Qui c'è tanta pressione". De Sanctis: "Nella Roma giocatori e staff firmano un regolamento interno"
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© foto di Antonello Sammarco/Image Sport

Oggi pomeriggio, all'Università Luiss Guido Carli di Roma, sono stati presenti Eusebio Di Francesco e Morgan De Sanctis come relatori per l'inaugurazione della VI edizione del Corso da Team Manager. L'obiettivo è quello di offrire agli studenti iscritti gli strumenti necessari per imparare nel modo migliore tale ruolo nel mondo dello sport, considerando aspetti teorici e pratici della professione. Di seguito le parole dei protagonisti, riportate da Il Romanista:

18:56 - Si conclude l'evento.

18.50 - Di Francesco: "Il legame studio-sport? Io sono andato poco a scuola perché volevo avere la volontà di giocare a calcio, sbagliando. Magari ho cercato di recuperare tutto insieme. Però la cultura è libertà di pensiero e questo è molto importante".

18.47 - De Sanctis sul ruolo di Gigi Riva in Nazionale: "Era un punto di riferimento per tutti. Lo stesso ruolo, nella Roma, piano piano lo sta prendendo Totti. Ha rappresentato la Roma da giocatore nel miglior modo possibile continuando anche adesso a mettere a disposizione la sua esperienza. Francesco sta iniziando un nuovo cammino nella Roma. Se hai fatto il calciatore ad alto livello fino ad una certa età vuol dire che ti ci sei dedicato tanto e non hai preparato altro. Il vantaggio che lui ha è quello di essere romanista dentro".

18:40 - De Sanctis: "L'episodio di Nainggolan a capodanno è stato un momento delicato. Sono stato orgoglioso della scelta della mia società e del mio allenatore. Quella scelta ha dato tanto alla squadra".

18:30 Di Francesco: "Io come allenatore cerco di avere un profilo duro, loro (i team manager) devono anche alleggerire. Morgan prima ha detto che ci ha fatto firmare un regolamento, quest'anno c'ha messo 200 regole in più (ride ndr). È fondamentale sapere entrare nelle teste dei ragazzi. Come gestiamo le pressioni? Ho la fortuna di avere ottimi addetti stampa che mi fanno capire le situazioni. Ho la forza di ascoltare e non leggere. Anche perché magari oggi senti una cosa e domani un'altra. C'è un grande errore: le mie responsabilità erano enormi anche a Sassuolo, cambiano solo i contesti. Anche lottare per salvezza è una responsabilità. Sì ingigantisce solo quello che c'è intorno a noi. A Sassuolo c'erano numeri diversi, magari qui piaccio e non piaccio a molte più persone, ma il lavoro è sempre quello".

18:25 - De Sanctis: "Con De Rossi spesso uscivo insieme. Nel momento in cui sono diventato Team Manager abbiamo deciso di non uscire più come prima. Quando sei un dirigente, sei un dirigente. Kolarov? È un grandissimo professionista e ha tanta esperienza come me, c'è stato un confronto con il Team Manager. Lui si confronta con allenatore, ds, compagni e con Totti. Poi conta il carattere. Non mi sarei mai permesso di andare da Kolarov e dirgli qualcosa, se lui viene da me io gli do i miei consigli. Ma questo è avvenuto comunque dopo aver parlato con allenatore e ds".

18:22 - Domanda a De Sanctis: Ha influenza nelle scelte di mercato?.
Risponde: "Il Team Manager raccoglie informazioni. Per la mia sensibilità di ex calciatore so cosa vuol dire per qualcuno approcciarsi al mercato e lo sa anche il mister. Quando un calciatore dice qualcosa tu le senti e le comunichi, ballando su un equilibrio particolare. A volte da calciatore mi dicevano che ero un uomo società e mi arrabbiavo, ma da un certo punto di vista mi rendeva orgoglioso. Non si deve perdere la fiducia dei giocatori sennò nello spogliatoio non ci puoi più stare. Un esempio: ho legato molto con De Rossi, per questioni anagrafiche non è che frequenti tutti fuori dallo spogliatoio. Prima uscivamo io e lui, adesso ci siamo imposti di non vederci più tanto perché avendo ruoli diversi non è adeguato. Monchi mi ha detto subito "ricorda che non sei più calciatore".

18:10 - Di Francesco risponde ad una domanda su Zaniolo di uno studente: "Bisogna mantenere Zaniolo con i piedi per terra, non si smette mai di imparare. Della maglia numero 10 a lui non me ne frega nulla. Non valuto in base a quello, è riduttivo e poi c'è ancora tanta strada da fare".

18:07 - Domanda per De Sanctis: Come avresti gestito Totti nel momento del suo addio?
Risponde il Team Manager: "Il ruolo di Team Manager non mi permette di dare giudizi che non siano gli stessi della società. Quello che posso fare è dare il mio giudizio ai dirigenti prima che una decisione venga presa. Per fortuna stavo a Montecarlo in quel momento. Ho un rapporto meraviglioso sia con lui che con Spalletti. Essere stato fuori era un bene. Il Team Manager che c'era si è tenuto a distanza da questa situazione".

18:00 - Prende la parola il tecnico giallorosso: "L'attenzione di un Team Manager è nella settimana. È determinante che si prepari ogni situazione. Infatti questo rompiscatole mi manda messaggi anche a mezzanotte e mezza e spesso faccio finta di non rispondere (ride, rivolto a De Sanctis ndr). Ieri abbiamo avuto una discussione tattica con Morgan, ma abbiamo sdrammatizzato. La capacità del Team Manager è quella di portare il sorriso, anche al proprio allenatore. Lui si è preso responsabilità che erano spesso mie ed anche io l'ho fatto con lui".

17:49 - Continua l'ex portiere di Napoli e Roma: "Bisogna conoscere la storia del club e condividere valori e obiettivi alla squadra. Nella Roma i calciatori appena arrivano firmano un regolamento interno. Abbiamo deciso che tutte le multe che i calciatori e staff subiscono vanno a finire nel fondo Roma Cares"

17:46 - Durante l'intervento di De Sanctis ha raggiunto l'Università Eusebio Di Francesco.

17:30 - Queste le parole di De Sanctis: "Monchi l'avevo conosciuto a Siviglia come giocatore, mi telefonò dopo Roma-Genoa (il giorno dell'addio di Totti), credevo volesse farmi tornare a Roma come calciatore e invece mi propose un ruolo capace di rappresentarlo quando lui era assente a Roma: il ruolo di Team Manager. Non ho avuto un attimo di esitazione, anche perché volevo tornare alla Roma e rimanere nel mondo del calcio. Ho tre referenti in squadra: allenatore, amministratore delegato e direttore sportivo. Io mi trovo nel mezzo. La Roma è una società strutturata in maniera importante. Ho a che fare con tutto l'ufficio stampa, il marketing, chi si occupa del magazzino e della manutenzione Trigoria, Roma Cares, Roma Club ecc. Ci sono dei rischi: non bisogna perdere la credibilità e la fiducia da parte di tutti. Il team manager deve essere il primo ad arrivare e l'ultimo ad uscire. Quando ho cominciato questo lavoro ho cambiato stile di abbigliamento per fare capire ai miei compagni che non ero più uno di loro, ma un rappresentante della società a loro disposizione. È importante nello spogliatoio sapere cosa dire, a chi dirlo, come dirlo e quando dirlo".

17:00 - È arrivato Morgan De Sanctis.