Luis Enrique: "Poter essere i primi a battere la Juve dà motivazioni uniche" FOTO! AUDIO!

Dall'inviato a Trigoria Alessandro Carducci
21.04.2012 09:50 di Alfredo Garofalo   vedi letture
Alessandro Carducci
Alessandro Carducci
© foto di Voce giallorossa

Questa mattina si è tenuta la consueta conferenza stampa prepartita di Luis Enrique, alla vigilia della sfida di Torino contro la Juventus. Vocegiallorossa.it vi offre la diretta testuale e fotografica dell'evento!

Che idea si è fatto sulla differenza che attualmente c'è tra Roma e Juve?

"La differenza in classifica è chiara. La partita di domenica sarà aperta, con due squadre che si sa chiaramente come giochino e cosa possano fare".

La soluzione di De Rossi in difesa può essere una soluzione strategica e non solo dettata dall'emergenza?

"Può essere, un tecnico deve valutare quello che succede alla squadra, lo stato fisico e mentale della squadra. Dovremo fare tante partite in pochi giorni ed è importante avere una rosa completa per affrontare le ultime partite".

Futuro alla Mascherano?

"Il suo ruolo dove può giocare a grandissimi livelli è quello di regista, sebbene possa fare ottime cose anche come centrale".

Ad inizio stagione pensavi che a questo punto la Juve sarebbe stata prima e imbattuta?

"Certo, non solo per la storia ma anche per il livello dei suoi calciatori. Mi sorprende che ancora non abbia perso, quella è una cosa difficilissima. Le squadre di livello possono diventare più calme contro squadre di livello inferiore, invece ho visto fare delle partite contro squadre inferiori con la stessa intensità di una gara contro il Milan. Questo mi ha sorpreso".

Per fermare la Juve bisogna fare densità a centrocampo e pressing alto?

"Può darsi ma non dico cosa faremo. Posso dire che faremo quello che abbiamo fatto in tutto l'anno. Andremo a fare la nostra proposta in casa della capolista, è sicuro, ma non ti dico come giocheremo. Andremo a prendere quella cosa rotonda in campo e cercheremo di fare gol. Vogliamo fare la nostra partita".

Quanto cambia affrontare la Juventus prima della Fiorentina, al contrario del calendario originale?

"Non so, dà invece una motivazione unica essere la squadra che può per prima battere la Juve, nel suo stadio. Possiamo poi arrivare in Europa e saremo motivati al 100%. In Tim Cup abbiamo perso senza però fare una così brutta prestazione".

La classifica è data solo dalla mancata continuità della Roma? Da cosa dipende?

"Già ne parlate tutti voi".

Conte ha plasmato la Juve in base alla qualità e ai giocatori a differenza sua che è stato più integralista?

“Io sono convinto che quello che faccio e che cerco di trasmettere ai giocatori è una idea giusta. In questo anno ci sono stati tanti momenti difficili. Ho detto che nel girone d'andata il Milan è stata l'unica squadra superiore alla nostra negli scontri diretti. Ma se parlo del campionato la Juve e il Milan sono state le squadre superiori. In classifica ci sono quattro squadre che ci precedono. La classifica non mente. Ognuna merita i punti che ha. Noi siamo stati irregolari e per questo siamo in questa posizione”.

Juve e Roma sono lontane?

“Lo vedremo dopo la partita. La qualità dei calciatori si vede in ogni partita. Ogni gara è un test per vedere se siamo più vicini a queste squadre”.

I giocatori che affronteranno la Juve potranno essere intimoriti dallo Juventus Stadium?

“I nostri calciatori sono abituati a partite di questo livello. E' un campo bellissimo ma sarà uno stimolo per affrontare la Juve. Impaurito è una parola che non esiste nel mondo del calcio”.

La tragedia di Morosini ha fatto rinviare le gare della 33/a giornata. E' stato penalizzante?

“E' stata una brutta tragedia che ci ha dato dispiacere. I club e la federazioni hanno preso questa decisione ed è inutile pensare ad altre possibilità. La prossima certamente sarà una settimana intensissima con tante partite da giocare”.

Stekelenburg e Borini sono recuperati?

“Non lo posso dire. Oggi vedremo se Fabio ce la farà. Borini non si è allenato ieri mentre Marteen ha disputato tutto l'allenamento”.

E' la trasferta più difficile del campionato. La Roma è pronta per giocare la partita?

“E' una partita stimolante. Per quello che si giocano loro e per quello che ci giochiamo noi. Sappiamo che sarà festa grande se dovessimo battere la Juve che non ha ancora perso. E' bellissimo giocare gare di questo tipo”.

Totti e Del Piero potrebbero sfidarsi per l'ultima volta?

“Non so, chiamerò Conte per chiedere cosa farà la prossima volta. Sono due campioni e lo stanno dimostrando anche in questa stagione per il loro livello altissimo non solo in campo ma anche fuori. Sicuramente sia a Conte che a me interessa di più il gruppo, la squadra e come affronteremo la partita domani”.

La gestione di un grande giocatore, di un capitano, a Roma è più difficile che a Torino?

“Non so. Io penso prima di tutto alla squadra, al collettivo e poi al singolo. Credo che così debba essere sempre”.

In città c'è molta fiducia per la gara di domani. Lei è preoccupato della sudditanza psicologica che può generare l'ambiente dello Juventus Stadium?

“A me interessa la partita e i tre punti. Mi preoccupa l'intensità dei calciatori bianconeri e la loro qualità. Sappiamo che se commetteremo degli errori saremo puniti. Cercheremo di essere compatti e sicuri per fare una grande partita. Allo Juventus Stadium è stimolante giocare al calcio per i calciatori e anche per me”.

Lei firmerebbe per un pari a Torino?

“Mi spiace, ma no. Non voglio essere presuntuoso ma mai prima della partita firmo per un pareggio. Io preferisco vincere, rischio tutto per vincere. Contro la Juventus andiamo a vincere poi vediamo”.

  Luis Enrique 21.04 by Vocegiallorossa.it

Luis Enrique
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