Lucchesi: "Gasperini-Ranieri? I panni sporchi si lavano in famiglia"

Lucchesi: "Gasperini-Ranieri? I panni sporchi si lavano in famiglia"Vocegiallorossa.it
Oggi alle 00:00Interviste
di Marco Rossi Mercanti

Fabrizio Lucchesi, dirigente sportivo ed ex direttore generale della Roma, è intervenuto a Centro Suono Sport 101.5 durante la trasmissione "Bar Forza Lupi". Ecco uno stralcio delle sue parole:

Le modalità con cui sono uscite queste tensioni tra Gasperini e Ranieri sono state sbagliate?
“Io parto da un principio: i panni sporchi si lavano in famiglia. Forse è un approccio un po’ datato, ma resta valido. Quando i problemi diventano pubblici significa che si è perso il controllo e che la situazione è già molto avanzata. Quando certe cose escono, ricomporle diventa quasi impossibile. Parliamo di persone intelligenti ed esperte: se si arriva a parlare pubblicamente, vuol dire che prima si è tentato senza successo di risolvere internamente”.

Come dovrebbe comportarsi un dirigente se un allenatore critica continuamente il mercato?
“Il ruolo di chi dirige è fondamentale come collegamento tra le parti. Se davvero allenatore e dirigenza si erano scelti, l’equilibrio sembrava garantito. Se oggi il problema è tra loro, significa che qualcosa è cambiato: o non si erano capiti prima, o sono mutate le condizioni. La cosa più probabile è che la società intervenga per arrivare a fine stagione, ricomporre e poi fare chiarezza. Il silenzio della proprietà mi fa pensare proprio a questo”.

Questa proprietà come si comporta in questi casi?
“Non esiste un modello giusto o sbagliato. Questa proprietà ha un modello molto americano: delega molto, ma quando interviene lo fa in modo deciso. Dà autonomia, ma se non vengono raggiunti gli obiettivi o manca sintonia, interviene duramente. È già successo in passato”.

È credibile che un dirigente parli senza l’ok della società?
“Di norma no. Nel 99,9% dei casi c’è una linea condivisa. Poi l’autorevolezza di certe figure può portare a maggiore autonomia, ma mi sorprenderebbe una totale libertà su temi così delicati. Più probabilmente c’era un malessere già presente. Che l’intervento sia stato anticipato o concordato, lo sapremo presto, perché la proprietà dovrà esprimersi”.