Ljajic: "Non ho dato il 100%, posso dare di più"

16.01.2014 18:30 di Gabriele Chiocchio  Twitter:    vedi letture
Fonte: Roma Channel
Ljajic: "Non ho dato il 100%, posso dare di più"
© foto di Vocegiallorossa.it

Adem Ljajic ha rilasciato un'intervista ai microfoni di Roma Channel:

Come stai?
"Prima di tutto voglio dire che sto bene, davvero. Abbiamo fatto un campionato ottimo, sono contento. Mi trovo bene qui a Roma ogni giorno sempre di più, speriamo di continuare così".

Un giudizio sul girone di andata.
"Non ho dato il 100%, sono al 60%, posso dare di più e voglio migliorare. Lo dico per me. Per la squadra, abbiamo fatto bene. Vogliamo continuare così, pensiamo partita per partita".

Il rigore nel derby?
"In quel momento non ero emozionato, prima di quel rigore avevo già segnato un rigore alla Lazio a 18 anni, primo gol in A".

Il momento più bello?
"Fino adesso quello è il momento più bello, sentire i tifosi contenti è bellissimo".

I derby a Belgrado?
"Ho avuto la fortuna di giocare a 17 anni un derby molto pesante, Partizan-Stella Rossa, un derby di cui si parla 7 giorni. Sono abituato a giocare quei derby, per me non è strano".

Sei stato giudicato in modo opportuno?
"Fino a questo momento sono contento, so di poter far meglio. Non ho avuto fortuna, ho sbagliato un po' di occasioni, ma questo è il calcio. Voglio continuare così, dare il massimo e speriamo che arrivino anche i gol".

Sei in testa nella graduatoria dei passaggi effettuati…
"Non lo sapevo. È una bella cosa, io gioco per la squadra prima di tutto. Ogni volta che succede che non vedi un compagno, chiedo scusa per non aver passato la palla. Voglio dare il massimo per la squadra".

Migliore gara a Udine?
"La gara più difficile, abbiamo vinto giocando in 10. La partita più pesante e più bella".

Nella tua infanzia hai capito cosa significhi la fortuna di essere calciatore…
"Ora sì, prima giocavo a calcio perché mi piaceva. Tutto ciò che è successo non ha cambiato nulla, io volevo giocare. Ora capisco tutto, è bello finire in una  squadra grande come la Roma e giocare con tanti campioni. Questo è il mio sogno, ora sono contento".

Ti capita di parlare con Pjanic e Jedvaj dell'ex Jugoslavia?
"Non abbiamo mai parlato di questo, noi giovani non sentiamo questa cosa. Ci rispettiamo e siamo tanto amici. Questo è passato, andiamo avanti".

Una ex-Jugoslavia sarebbe fortissima…
"Se fossimo tutti insieme saremmo tra i più forti. È successo così, ognuno ha la sua nazionale. Proviamo a fare bene".

Qual è il ruolo più tuo?
"E' importante avere libertà di manovra, ma l'abbiamo tutti perché per il mister è importante che ci muoviamo, a me piace giocare così. Ora parlare del mister è facile, è un ottimo allenatore, che ti dà fiducia, che parla con tutti. È importante e sono contento di lavorare con lui".

Ha cambiato la mentalità del gruppo?
"Quando sono arrivato non mi aspettavo u ngruppo così. È un gruppo di uomini, tutti bravi ragazzi e grandi calciatori. Non mi aspettavo un gruppo pronto così. Adesso vedo che siamo forti, vogliamo continuare così. Non voglio parlare prima della fine della stagione".

Ti manca il gol?
"Sì, il gol dà fiducia. Ma non mi preoccupo tanto e spero che arrivino"

Il rapporto con i tifosi?
"Io sono sempre a disposizione, per me è bello che mi fermino per foto e autografi. Parlo con loro, mi dicono tutti che vogliono che continuiamo così".

Vengono mostrate interviste ai tifosi.
"Mi fa piacere, voglio ringraziare tutti quelli che dicono belle parole per me, è importante".

Qual è l'obiettivo della Roma?
"Come ho detto tante volte, la Juventus è avanti, giocano insieme da tre anni. C'erano anche tre-quattro squadre in lotta per il secondo posto, ora abbiamo due punti più del Napoli, speriamo di finire secondi. Non molliamo fino alla fine per il primo, anche il secondo posto sarebbe un ottimo risultato".

Cosa significa giocare con Totti?
"Non ho parole da dire, si sa tutto, è un campione, non ci sono tanti giocatori al mondo come lui. Con lui in campo giocare è più facile. Quando passi la palla a lui non la perdi mai, c'è una bella intesa. È un campione".

Sono pericolose le partite con squadre come il Livorno?
"Sono le partite più pericolose, l'abbiamo visto col Sassuolo. Io ho sbagliato tante occasioni. Sicuramente è importante crearsele ma devo fare meglio. Sabato sarà una partita difficile, sicuramente il Livorno è in difficoltà, arriva qua per difendere e lo sappiamo tutti, noi vogliamo vincere, andiamo in campo con rabbia e voglia e speriamo di vincere. Spero che ci siano tanti tifosi ad aiutare".