Julio Sergio: "Dopo la parata su Mauri la gente ha cominciato a vedermi in modo diverso. La Roma arriverà in Champions League"

26.11.2016 15:40 di Gabriele Chiocchio Twitter:    vedi letture
Fonte: Il Tribunale delle Romane - Rete Oro
Julio Sergio: "Dopo la parata su Mauri la gente ha cominciato a vedermi in modo diverso. La Roma arriverà in Champions League"
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© foto di Alberto Fornasari

L'ex portiere della Roma Julio Sergio è intervenuto nel corso de Il Tribunale delle Romane su Rete Oro: «Seguo sempre la Roma, non posso dimenticare otto anni della mia vita in cui ho vissuto tante cose buone. Alisson? In Brasile è un portiere rispettato, in questo primo anno deve capire diverse cose del calcio italiano e più in generale del calcio europeo, che è sicuramente più veloce di quello brasiliano. Può crescere tantissimo, in Nazionale sta facendo bene e anche alla Roma non gli ho visto fare particolari errori. Il derby è sempre una partita difficile, storicamente è sempre stata la Lazio a subire la Roma, che secondo me ha quasi sempre avuto i giocatori più forti. Sono fiducioso che al prossimo derby possa fare una grande partita. La mia parata su Mauri? Il fisico minuto mi esaltava in reattività e velocità, che sono sempre stati i miei punti forti e in quell'occasione in particolare mi hanno permesso di parare quel tiro. Da quel momento in poi la gente ha cominciato a vedermi in maniera diversa. L'attaccante di cui ho avuto più paura? Fortunatamente giocava con me: Francesco Totti. Attaccanti pericolosi a quei tempi lo erano anche Di Natale e Quagliarella. Dire che Spalletti non sia bravo nelle situazioni di palle inattive secondo me non è vero, il mister ci faceva spesso allenare dai tiri da fermo e sono sicuro che lo stia facendo anche con questo gruppo, che continuerà a crescere ancora tanto. Le parole di Burdisso sugli allenamenti e le pressioni a Roma? Giocare in una piazza come questa, dove il calcio è vissuto con così tanta passione, non è facile. Non penso che a Roma ci si alleni meno che nella Juventus, penso che se si fa una squadra per vincere, si vince.  Bruno Peres e Gerson? I brasiliani solitamente nella Roma si trovano bene, secondo me l'andare in prestito è un errore perché una volta che si torna si perde il posto che si aveva in squadra e si rischia di passare una serie di anni in giro per tanti club senza mai stanziarsi. La Roma conquisterà la Champions League diretta, non so se da prima o seconda in classifica».