Gasperini in conferenza stampa: "Ghilardi? Ha fatto una bellissima evoluzione. Udine è sempre un campo ostico"

Gasperini in conferenza stampa: "Ghilardi? Ha fatto una bellissima evoluzione. Udine è sempre un campo ostico"Vocegiallorossa.it
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Oggi alle 20:25Interviste
di Benedetta Uccheddu

Gian Piero Gasperini ha rilasciato alcune dichiarazioni in conferenza stampa. Queste le parole dell'allenatore giallorosso:

In questa serata straordinaria, mi permetta una battuta: sui gol della squadra avversaria era tarantolato. Sul 4-2 sembrava che stesse perdendo. È proprio questo lo spirito?
«È chiaro che quando fai un primo tempo di quella qualità, il rischio è che decidi che la partita è chiusa, è finita. Non volevo invece fare un secondo tempo da brutta figura, perché i primi 45 minuti erano stati troppo belli per sciuparli. Devo dire che è anche fatale avere un po’ meno attenzione e concentrazione, anche perché tra tre giorni giochiamo a Manchester. L’obiettivo era quello di non subire gol, quindi di continuare a difendere bene, anche se magari non mettevamo la stessa energia nell’andare ad attaccare. Abbiamo preso soprattutto un secondo gol… Sul primo è scappata un po’ la palla, ma il secondo è un brutto segnale, quello di restare staccati. Però avevamo anche dentro energia, abbiamo avuto diverse situazioni in cui potevamo fare un altro gol e abbiamo sbagliato un po’ di scelte. Comunque, questo quinto gol di Ghilardi lo va a premiare. Globalmente è stata una partita di valore, perché venire qui a Udine è sempre difficile, è un campo ostico. È una squadra che adesso è sicuramente in difficoltà, però in genere su questo campo ti mette in difficoltà. Ci ha aiutato averla sbloccata, ma soprattutto aver fatto una prestazione di assoluto livello».

Buonasera, Gasperini. Le volevo chiedere proprio di Ghilardi: in questo momento possiamo considerarlo un po’ un manifesto gasperiniano? L’anno scorso aveva iniziato a studiare il modo di stare in campo e quello che lei chiedeva, ma a volte sembrava incerto. Adesso è prorompente nell’attaccare l’avversario, nell’andare a pressare e nel proporsi. Oggi è praticamente andato a sfondare la porta su quel gol. È uno dei lavori che la rendono più orgogliosa?
«Lui era anche molto dispiaciuto e andava alla ricerca del gol per quello che gli hanno tolto in Champions, che era bellissimo come esecuzione. Quindi siamo tutti contenti per questo.È un ragazzo che è arrivato l’anno scorso e da allora a quest’anno ha fatto una bellissima evoluzione, sia dal punto di vista fisico e atletico, indubbiamente, perché è giovane, ma soprattutto come fiducia e convinzione. Anche nella fase difensiva, che era un po’ il suo tallone d’Achille, è sicuramente più solido, più forte nei contrasti e più attento nelle marcature».

Ho avuto la percezione di una squadra che, contro determinati avversari, sappia quando andare e quando aspettare. La Roma controlla, poi ha dieci minuti di fuoco in cui fa tre gol. C’è la volontà, contro alcune squadre inferiori alla Roma, di gestire forze e giocatori durante la partita?
«No, all’inizio assolutamente no. Questa cosa di gestire le forze arriva a un certo punto del secondo tempo, ma nel primo tempo no. C’è anche l’avversario: magari ti capita di fare gol e andare in vantaggio, poi c’è la sua reazione. La partita è sempre molto aperta, molto equilibrata. Poi arriva il momento in cui si aprono un po’ più di spazi e noi siamo stati bravi sia per rapidità, ma soprattutto per tecnica. Oltre ai gol, abbiamo preso un palo e una traversa, a portiere battuto, ancora sul 2-0, mi pare. Questo può far pensare che facciamo proprio tutto quello che vogliamo, ma non è così, anzi dobbiamo stare molto attenti».

Ho un paio di curiosità. La prima su Cristante: al di là del gol, fatico a ricordarlo così, un giocatore letteralmente straripante in qualsiasi zona del campo. Che cosa ne pensa? L’altra riguarda l’intensità della squadra: durante questa sosta anomala per la Nazionale avete cambiato qualcosa a livello di preparazione o è sempre la stessa dello scorso anno?
«Quando c’è stata la sosta siamo rimasti con sei giocatori. La preparazione iniziale del precampionato è quella, quello che varia un po’ è la lettura dei singoli. Abbiamo una preparazione di base che riguarda la squadra, però lavoriamo molto individualmente, quindi la preparazione viene fatta in base alle caratteristiche. È difficile allenare Mora come alleni Mancini o Malen. Abbiamo i nostri parametri, le nostre letture e cerchiamo di migliorare. Lavoriamo molto sul giocatore, sotto l’aspetto fisico e atletico: c’è molta individualizzazione del lavoro.Cristante è stato fermo un mese per un infortunio al ginocchio, sfortunatissimo, durante la pausa. Un problema al collaterale che è durato un mese. È ancora un po’ bardato, con le fasciature e i tape sul ginocchio. Ha fatto tre partite, mi pare, finora, da 95 minuti, dopo un mese d’assenza. Credo che lui sia un po’ come gli altri: più gioca, più recupera velocemente, ovviamente».

Mister, dopo un anno e quattordici partite si aspettava questa crescita della Roma? Oppure sta andando anche oltre le sue aspettative?
«È chiaro che nessuno di noi ha la sfera di cristallo per decidere cosa fare e dove arrivare. Lavori guardando avanti, guardando il presente, e ogni volta ti confronti con quello che c’è, con le risposte che ti danno i giocatori. Sono straordinarie sotto tutti gli aspetti, dai più giovani ai meno giovani. Questo gruppo ha continuamente voglia e fame, vuole migliorarsi e cerca nuovi obiettivi, ma sono obiettivi nostri, di squadra. Se riesci a migliorarti un po’ individualmente e un po’ come squadra, anche il fatto di giocare tante partite ti aiuta. Abbiamo molto bisogno di fare lavoro tattico, perché, giocando tante partite, la tattica la facciamo direttamente in gara e le cose le impariamo durante le partite. Siamo indubbiamente cresciuti, ma soprattutto in questo momento abbiamo una bella fiducia in tutta la rosa, che è quello che ci sta aiutando. L’utilizzo di tutti quanti… Anche oggi cinque o sei cambi nella formazione e la gente è pronta».

Mister, oggi hanno segnato un mediano, Cristante, un trequartista, un centravanti e due difensori: giocatori di tutti i ruoli. È anche questo il manifesto del suo calcio? È la cosa che le piace di più, che tutti partecipino all’azione d’attacco e si alternino i protagonisti? Siete arrivati anche al record di 28 gol dopo dieci giornate: è questa la Roma gasperiniana?
«Mi ci rivedo in tutti quelli che sono i miei concetti di gioco, sicuramente. Anche nei gol: due colpi di testa su calcio d’angolo, gli altri sono arrivati tutti con ottime azioni, anche con assist di altri giocatori. Questo è frutto di un momento in cui tutti quanti hanno la convinzione e la fiducia di poter essere determinanti vicino all’area, nell’ultimo passaggio, nel tiro, nel colpo di testa, nell’iniziativa. Si vede che quando arriviamo lì c’è una buona… un po’ da parte di tutti.Ti puoi aspettare che Cristante faccia gol, ma fa anche un assist di valore, così Molina, così Lulli. Non ci sono solo i gol, è anche frutto degli assist…».

Mister, buonasera. All’inizio della stagione, parlando delle prospettive di questo campionato, aveva indicato l’Udinese come possibile sorpresa. Non era il solo, lo pensavano in molti, compreso il sottoscritto. Alla luce della partita di questa sera e delle sei sconfitte intervallate soltanto dal punto preso a Parma, cosa pensa oggi? Rimane di quell’idea? Come vede questo momento dell’Udinese?

«Sono venuto tante volte a giocare qui ed è sempre stato un campo ostico. Tante volte ho vinto, tante volte ho perso, compreso l’anno scorso. È sempre stato un campo difficile, non solo per me, anche perché troviamo sempre squadre con giocatori preparati, pronti e difficili da superare. È evidente che in questo momento i risultati negativi hanno tolto morale, perché anche qui la squadra non era partita male. Dopo il primo gol… In questo momento ha una carenza di morale».