Franco Baldini: "Sentiamo la fiducia. Cercheremo accordo per De Rossi. Costruiamo una base da migliorare". AUDIO!

27.10.2011 20:26 di Gabriele Chiocchio   vedi letture
Franco Baldini: "Sentiamo la fiducia. Cercheremo accordo per De Rossi. Costruiamo una base da migliorare". AUDIO!
Vocegiallorossa.it
© foto di Alberto Fornasari

Franco Baldini, direttore generale della Roma ha rilasciato un'intervista a margine dell'assemblea degli azionisti tenutasi oggi a Trigoria:

Sente fiducia?
“Sento la fiducia che ci è stata data, devo dire che i risultati potrebbero essere letti come non un granché, invece l’apertura di credito che ci è stata concessa credo sia un segno di maturità dei tifosi che stanno facendo un salto di qualità così come la squadra, che ieri sera si è meritata questa fiducia anche se il risultato finale fa leggere tutto sotto una luce diversa”.

Cosa manca alla Roma?
“Ci sono ancora tante cose che mancano, siamo appena partiti. C’è bisogno di consolidare il gioco, ieri è stata la prima volta in cui il gioco è stato costante per tutti i 90’. E’ stato bello da vedere, certo sarebbe stato bello avere un punto in più, piano piano scopriremo cosa manca e porteremo ciò che manca”.

Il contratto di De Rossi…
“Sta giocando molto bene, è una priorità della Roma, ne stiamo parlando e cercheremo di trovare un accordo”.

Vi aspettavate questa fiducia?
“Il fatto sorprendente è quanta fiducia è stata concessa, un po’ me lo aspettavo vista la novità, e devo dire che è persino imbarazzante, sento persino troppa responsabilità. Devo fare tutto quello che posso, la fiducia va ripagata”.

Scadenza di gennaio per il contratto di De Rossi?
“Il tempo è un falso problema, perché ho parlato di un paio di settimane perché abbiamo programmato di incontrarci e di gennaio, anche se nel caso in cui De Rossi decidesse di firmare con un’altra squadra non cambierebbe nulla, perché basterebbe portarla alle lunghe per un paio di mesi e poi a gennaio sarebbe libero di firmare. Il concetto è che se vuole restare e se noi vogliamo tenerlo, come so, il tempo è un particolare. E’ questione di trovare forme e compensi adeguate in modo che entrambe le parti siano contente e scontente allo stesso tempo, perché se è contenta una parte sola è difficile farlo”.

La migliore Roma ieri?
“Non lo so, vorrei vederla ancora per dire che questa è la vera Roma. Ieri sera è stata una bella Roma, per quello che ho visto è decisamente la migliore perché ha giocato tutta la partita in controllo, proponendo il gioco. Viene biasimata per non essersi accontentata del pareggio, ma invece è una cosa che mi è piaciuta molto”.

Le parole di Montella di ieri sera…
“Probabilmente ha ragione, Montella era stato seriamente preso in considerazione, ma non gli è stata concessa questa possibilità perché sapevamo che qualcuno che era già stato metabolizzato dall’ambiente avrebbe avuto meno possibilità di un allenatore che veniva da una concezione diversa di gioco, al quale probabilmente sarebbe stata concessa qualche giornata in più. Sono convintissimo che Montella diventerà un grande allenatore”.

A che punto siamo?
“Siamo al punto in cui si spera di veder consolidare questo modo di approcciare le partite, cercare di fare un buon nocciolo per su cui intervenire l’anno prossimo con un paio di acquisti. Quest’anno è l’anno in cui dobbiamo partire e costruire una base solida per migliorare anno dopo anno”.

Sembra che i risultati non contino…
“Il modo di giocare deve contare più del risultato, perché vogliamo che la squadra riesce a giocare indipendentemente dal risultato, che conta molto a fine partita, ma che non deve contare durante la partita. Se stiamo 1-0 contro la Lazio dobbiamo continuare a giocare, l’allenatore è stato preso con questo tipo di filosofia, vogliamo risultati attraverso il gioco e bisogna passare attraverso questo tipo di processo e di incidenti di percorso”.

Come si misurerà il grado di competitività della squadra?
“Se alla fine dell’anno tutto questo verrà confermato partita dopo partita, avremo la certezza che con pochi acquisti saremo in grado di essere competitivi”.

Previste operazioni in entrata a gennaio?
“Sono previste operazioni in uscita vista l’ampiezza della rosa, addrittura stradimensionata. Se potremo intervenire lo faremo, ma è contestuale al numero dei calciatori che riusciremo a cedere”.

Chi l’ha colpita di più fino a questo momento?
“Non ho nessun giocatore, ho in mente una squadra. Mi piacerebbe pensare a me come penso a loro, cioè a una squadra. Il bene personale arriverà dopo quello collettivo, anche se come tutti ho l’impressione di fare bene più o meno di un altro, penso alla squadra”.

Ha parlato con De Rossi?
“Ho parlato con Daniele, ma non è lui il mio interlocutore per parlare del contratto. C’è un agente che lavora per questo”.

Un voto alla Roma?
“I voti sono esercizi che lascio fare a voi. Come diceva Archimede “Eppur si muove”, c’è un qualcosa che è partito ed è in costruzione, e questa è una buona sensazione”.

Quante responsabilità sente?
“Così tante che sono intimorito, è tanta l’aspettativa che è riversata su uno che usa solo buon senso ed esperienza per metterle a disposizione delle persone con le quali mi confronto tutti i giorni. Non segno gol. Io il Messi dei dirigenti? La dice lunga sul livello dei dirigenti che ci sono in giro (ride, ndr). Sento molta responsabilità per un credito concessomi”.

C’è tanta pazienza…
“Sottolineo la maturità della gente. Ci sono gli entusiasti e i depressi, ma la sensazione generale è quella di un approccio maturo”.

DiBenedetto?
“L’ho visto frastornato dopo avergli letto tutti i bilanci in italiano (ride, ndr)”.