Di Francesco: "L'anno prossimo partiremo avvantaggiati perché il gruppo sa quello che voglio e viceversa"

21.05.2018 08:42 di Simone Ducci Twitter:    Vedi letture
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Di Francesco: "L'anno prossimo partiremo avvantaggiati perché il gruppo sa quello che voglio e viceversa"

Di Francesco a Premium Sport

"Siamo attualmente la seconda miglior difesa del campionato, dobbiamo migliorare avanti. Abbiamo fatto meno di quello che avremmo potuto fare. Se abbiamo scelto la Champions a un certo punto? No, dobbiamo trattare le partite tutte allo stesso modo, se si vuol diventare grandi bisogna sempre restare competitivi, facendo turnover e quest'anno siamo stati bravi a mettere dentro i giocatori e dare mentalità ai giocatori, nella testa di tutti. Lazio-Inter? Dico che la Lazio ha fatto un grandissimo campionato, forse i biancocelesti meritavamo qualcosa in più per il gioco espresso, l'Inter è stata brava a sfruttare l'ultima occasione da grande squadra quale è. Dobbiamo crescere in alcuni momenti della gara, dobbiamo andare più in verticale in alcune azioni, a volte lasciamo scoperta la nostra metà campo e dobbiamo leggere meglio alcune situazioni. Io dico che l'anno prossimo saremo avvantaggiati perché i giocatori conosco quello che voglio io e io conosco meglio loro. Rimpianti per il periodo buio? Non mi piace guardare troppo indietro, mentalmente siamo cresciuti ma non basta perché non dobbiamo accontentarci. Alisson? Non mi è arrivato nulla, è ancora il nostro portiere poi è normale che il mercato possa creare delle situazioni durante l'anno ma mi auguro possa restare. Obiettivi futuri? Vogliamo almeno ripetere quanto fatto, non posso dire di volere di meno poi bisogna vedere se il campo darà le risposte, concretamente bisogna lavorare meglio".

Eusebio Di Francesco a Radio Rai

Sento Sassuolo un po' come mia, per quello che abbiamo vissuto insieme, per la mia crescita professionale, anche se adesso sto a Roma e sto allenando con tanta voglia e orgoglio, visto che ho anche giocato in giallorosso. Però Sassuolo per me è stato qualcosa di unico. Voto alla stagione? Un'ottima stagione dove nel ritorno con il Liverpool potevamo fare qualcosina di più, e anche nella mezz'ora in Inghilterra dove c'è stato un momento di buio. Così come in quel mese di gennaio che in campionato ci siamo un po' persi invece di rimanere attaccati a Juve e Napoli. Mi auguro che il prossimo anno ci sia maggiore dedizione visto che i ragazzi conoscono meglio il mio tipo di calcio e io conosco meglio il loro carattere. Speriamo di colmare questo gap. Pregiudizi di inizio stagione? Sto cercando di lavorare anche per cambiare la mentalità di questa piazza, la capacità di farsi conoscere non per forza alzando la voce. Secondo me le cose vanno spiegate e far capire ai propri giocatori. Entrare nella loro testa. Cosa manca per migliorare? Dobbiamo tornare a far essere l'Olimpico un fortino. Ci sono state gare in casa ottime dove però abbiamo lasciato troppo spazio agli avversari. Tenere lo stesso rendimento che abbiamo avuto in trasferta e in casa fare anche meglio. Gli errori fanno parte della crescita, siamo andati avanti in Champions e magari incosciamente abbiamo lasciato qualcosa in campionato. Questo il salto di mentalità che dobbiamo fare, pensare a vincere tutte le gare che giochiamo”.

Eusebio Di Francesco a Sky Sport

“Ho sbagliato la panchina, l'emozione iniziale mi ha portato a sedermi sulla panchina del Sassuolo. Abbiamo giocato contro una squadra che è mentalizzata e noi dovevamo conquistare i tre punti. Abbiamo avuto un inizio secondo me ottimo nella manovra, poi siamo un po' calati ed è uscito fuori il Sassuolo, abbiamo ottenuto un risultato importante alla fine. Vincere con una vittoria fa sempre bene. Lazio-Inter? Non avevo molto interesse in questa gara. Si sapeva sarebbe stata una partita emozionante. Alla fine l'ha spuntata l'Inter ma anche la Lazio ha fatto un grande campionato. Voto alla Roma? Non voglio dare voti ma è stata una stagione ottima. In Champions qualcosa di straordinario dove siamo andati vicini alla finale di Kiev, in campionato abbiamo perso un po' troppi punti nel periodo di gennaio ma ci siamo ripresi poi ottimamente. Fiducioso per il mercato?Sì perché c'è desiderio di migliorarsi. Adesso serve sbagliare poco. Capire cosa migliorare. Adesso lavoreremo con il direttore sportivo per capire cosa fare sul mercato”.

Di Francesco a Roma TV

Giusta mentalità oggi? Se fossimo venuti per accontentarci del pari sarebbe stata più dura. La mentalità è fondamentale. Abbiamo rischiato qualcosa ma la squadra ha desiderato e voluto la vittoria. Cosa deve cambiare all’Olimpico l’anno prossimo? Dobbiamo difendere meglio, in casa siamo mancati nel concretizzare la grande mole di gioco. Anche nelle difficoltà le grandi squadre portano il risultato. Dobbiamo capire di dover portare a casa il risultato anche quando non siamo in buone condizioni. Cosa è mancato nelle gare casalinghe? È mancata un po’ di qualità nelle scelte, in questo dobbiamo migliorare. Dobbiamo alzare l’asticella dal punto di vista tecnico. Si è creata però una mentalità crescente. Abbiamo avuto un momento un po’ lungo di flessione ma la squadra deve ripartire da quest’ultimo periodo. La base sono gli allenamenti. Cosa è successo nel periodo di flessione? A volte la foga di portare a casa il risultato ti fa commettere gli errori. L’equilibrio ci deve sempre essere perché non si può essere sempre al top. Tutti, me compreso, dobbiamo capire come gestire determinate gare, quando non ci siamo fisicamente. Più punti fuori casa che all’Olimpico? È strano ma si vede che in trasferta abbiamo trovato l’equilibrio giusto, non so perché. In casa volevamo a tutti i costi il risultato con troppa fretta: la frenesia porta al nervosismo e non aiuta. Siamo stati poco equilibrati. Difficoltà con le squadre chiuse? Ci succede dappertutto che le squadre si chiudano, in casa abbiamo commesso qualche errori di troppo. Oggi in alcune situazioni non siamo stati molto concentrati. Oggi non eravamo brillantissimi e avremmo dovuto capire di prenderci qualche metro in anticipo. Come mi immagino la prossima Roma? Credo che la fisicità non debba essere persa, mettere dentro giocatori rapidi e agili nell’uno contro uno può solo far bene. Possiamo migliorare nelle scelte finali. Anche con i miei ragazzi si lavora col lavoro. Quello che propongo loro può essere un grande vantaggio”.

Di Francesco in conferenza stampa

"Come è stata la serata? Parto dal fatto che ho sbagliato panchina. Nella concitazione con tutta l’emozione sono andato dalla parte sinistra e dovevo andare a destra. La squadra ha avuto un ottimo approccio alla gara, poi piano piano è salito il Sassuolo che voleva fare un risultato positivo. Noi ci siamo un pochino allungati durante la gara, anche per mancanza di qualità. È normale però contro una squadra che gioca con due attaccanti alti e con un centrocampista pronto a ripartire che gli permette di fraseggiare di meno e di giocare più in verticale. Questa cosa ti allunga e ti dà un senso di spaccatura e noi dovevamo essere più bravi nel prepararla. Vi assicuro che non è stato facile tenerli sul pezzo. Questo è quindi un risultato che vale tanto contro una squadra che per mentalità conosco molto bene e sapevo che avrebbero fatto una partita agguerrita. È stato un vero piacere il calore dei tifosi che è sempre lo stesso, per me è come tornare a casa. Un bilancio della stagione? Credo che abbiamo fatto qualcosa di straordinario in Champions mentre in campionato ci siamo un po’ persi nel mese di gennaio. Abbiamo sbagliato qualcosina sotto tanti aspetti ma siamo cresciuti nella mentalità. Dal punto di vista tecnico è inutile dire quello che andremo a fare, è prematuro. Cercheremo di migliorare dove bisogna migliorare, provando a dare continuità a qualche giocatore. Questa è una squadra che non deve essere smantellata ma migliorata. L’anno prossimo il vantaggio è che io conosco meglio i calciatori e loro me, questo deve essere il punto di partenza. Karsdorp e Luca Pellegrini in campo? Ci ho pensato, più che altro a Pellegrini perché Karsdorp ha fatto tre allenamenti con la squadra e non mi sembrava il caso di metterlo dentro. Ha riassaporato l’atmosfera della partita, anche per far vedere a voi che è tornato altrimenti dite sempre che non si è ripreso. Avete visto anche la partita, non era di fine stagione e non era il caso di metterlo dentro. Per Luca Pellegrini ho dovuto fare cambi diversi per affaticamenti vari con anche Perotti che veniva da un infortunio. La scelta è stata dettata solo da questo. Florenzi? Secondo me Florenzi ha la sindrome da Mapei. Era solo un po’ affaticato. Non potevo guidare una grande squadra? Sì adesso però dobbiamo confermarci e dare continuità a quello che abbiamo fatto. Conoscete benissimo il mio modo di lavorare nella testa di tutti e ho avuto la serenità e la tranquillità nei momenti difficili di fare delle scelte. Non ho dato molta importanza a quello che mi circondava. Anche qua lo facevo, figuriamoci a Roma che la cosa è enfatizzata. Qualche pregiudizio senza conoscermi mi è dispiaciuto ma alla fine non mi frega niente".

Di Francesco alla Rai

"Dobbiamo migliorare quella che è stata la nostra stagione e capire dove abbiamo sbagliato. Dobbiamo esser bravi a ripartire nel migliore dei modi sapendo che siamo più avanti nella conoscenza dei giocatori. Alisson? È un giocatore per noi importante. È normale che il mio desiderio è che rimanga. Sono convinto rimarrà con noi".