Di Francesco: "Ci davano per eliminati ma abbiamo creduto nel lavoro. De Rossi è come un figlio e i figli non vanno mai abbandonati". VIDEO!

 di Danilo Magnani Twitter:   articolo letto 20684 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Di Francesco: "Ci davano per eliminati ma abbiamo creduto nel lavoro. De Rossi è come un figlio e i figli non vanno mai abbandonati". VIDEO!

Eusebio Di Francesco a Mediaset Premium

"Saluto Carlo Ancelotti innanzitutto, mi fa piacere perché mi ha spesso elogiato. È stata una vittoria bella, difficile, non è mai facile arrivare primi, nessuno ci dava per favoriti, ci davano per eliminati ma abbiamo creduto nel lavoro. Dall'inizio abbiamo messo determinazione, dalla prima contro l'Atletico Madrid che è stata l'inizio di un grande girone. La sofferenza iniziale? La differenza è stata tra il primo e il secondo tempo, loro ci davano ampiezza ma non ci buttavamo mai, ci siamo mossi poco senza palla e così si fa fatica. Nella ripresa si è fatto meglio, nel primo tempo eravamo bloccati e ci abbiamo provato in mischia, nel finale ci è venuto il braccino corto perché qua non è che siamo tanti abituati, ci può stare. Io dico che le mie squadre sono sempre alla ricerca del gol. I meriti? Del gruppo principalmente, io ho dato solo il mio pensiero e sono entrato nella testa dei miei giocatori. Dobbiamo continuare a lavorare. Io sono sempre positivo per mentalità".

Di Francesco in conferenza stampa (a cura dell'inviato all'Olimpico Gabriele Chiocchio)

La squadra voleva questo risultato, ma non ha avuto le letture giuste. Nel secondo tempo abbiamo iniziato benissimo come pressione, come attacco della profondità abbiamo fatto poco. Stavi assaporando questa qualificazione, ma era importante raggiungere l’obiettivo. Sto già pensando agli ottavi, la forza è non accontentarsi. Dobbiamo credere di fare qualcosa in più. Può succedere di tutto? Perché no, siamo andati avanti ed è motivo di grande orgoglio. Spesso qui ci si accontenta, serve una mentalità diversa, dobbiamo fare il meglio possibile. Abbiamo dimostrato di poterci stare, siamo arrivati primi con Chelsea e Atletico Madrid. Dobbiamo viverla con grandissimo entusiasmo, dobbiamo entusiasmare la gente. Si vince anche soffrendo, l’abbiamo fatto. Per quanto riguarda lo stadio, sono felicissimo. Da allenatore non so quando sarà pronto, mi auguro di poter allenare ancora la Roma. Dipende da me? Sempre. Catena sinistra tra le migliori d’Europa? Sicuramente stanno facendo bene insieme, ma mi aspetto sempre meglio. In certe situazioni ci accontentiamo, dobbiamo giocare per fare ancora gol, non solo per divertire la gente. La fascia sinistra deve crescere e migliorare, anche El Shaarawy è sempre stato importante. Però voglio parlare della squadra, questo è un collettivo che aveva il desiderio di passare il turno, è questa la grande crescita. L’episodio in conferenza con Gurbanov? Io ho un mio stile. Pericoli Bayern e Real Madrid? Non mettiamo il carro davanti ai buoi, vediamo quello che succederà. Se sono arrivate seconde sono in difficoltà (ride, ndr). Scherzi a parte: non posso dire che una valga l’altra, ma non dobbiamo avere paura. Serve la capacità e la forza di affrontare con questa mentalità le altre squadre. Il fatto di essere arrivati è bellissimo. Differenze con Baku? Il Qarabag  ha fatto un’ottima Champions League, al di là della prima gara, giocata snaturandosi. Ha sempre combattuto, ma alla lunga abbiamo meritato in entrambe le gare per quanto creato. Faccio i complimenti perché hanno fermato l’Atletico Madrid due volte. Problema di mentalità? Credo che ci si abbatta con troppa facilità, è una linea sottile tra una vittoria e una sconfitta. La mentalità è fare la partita essendo aggressivi, nel primo tempo volevamo tutti la palla sui piedi, se facciamo così diventiamo normali. Dobbiamo essere normali negli atteggiamenti, ma forti in campo”.
 

Di Francesco a Roma TV
"Soddisfattissimi del risultato. Stasera abbiamo sofferto un po' ma la Roma è abituata a soffrire per raggiungere certi obiettivi. Era importante fare bene, non è mai facile vincere in Champions. Eravamo u po' contratti. Abbiamo dominato in tante cose ma abbiamo avuto poca qualità. Per poter fare qualcosa di importante bisogna essere forti dentro, essere squadra, entrare nella testa di questi ragazzi. Se questa è una famiglia io sono il capofamiglia e sono stato bravo a trasmettere gli obiettivi e la mentalità. Importante aver continuato a fare la partita, anche dopo il vantaggio. Mi ha dato fastidio il troppo palleggio nel finale, potevamo attaccare di più la profondità e l'abbiamo fatto poco. Siamo mancati un po' nell'ultimo passaggio, non mi piacciono i traversoni buttati in mezzo da 30 metri sperando in Edin. Nel secondo tempo abbiamo fatto meglio, nel primo tempo siamo stati un po' sterili. I gironi? Non li ho visti, dobbiamo pensare solo alla Roma, non dobbiamo legarci troppo agli avversari. Il gol? Ci ha creduto Diego, non facciamo spesso gol semplici da respinte, o facciamo gol in maniera pulita o non lo facciamo.
Dzeko stanco? Stiamo recuperando Schick per cui dovremo dargli un po' di riposo. È stato meno lucido in alcune situazioni ma è sempre stato pericoloso. Mi tengo stretto anche i gol degli esterni, che stanno diventando determinanti. Prima facevano pochi gol, per esempio Perotti che prima stava troppo vicino alla bandierina. De Rossi? Sa di aver sbagliato e, se parliamo di famiglia, De Rossi è un come un figlio. Sa di aver sbagliato e i figli non vanno abbandonati, ma aiutati. Giusto lui si metta a disposizione, abbia i giusti atteggiamenti. Ha sbagliato una volta, mi auguro non non lo faccia altrimenti lo mandiamo via di casa (ride ndr)".