De Rossi: "Il mercato? Un pezzo della mia testa è sempre a Roma"

20.06.2012 16:40 di Gabriele Chiocchio   vedi letture
Fonte: Rai Sport 1
De Rossi: "Il mercato? Un pezzo della mia testa è sempre a Roma"
Vocegiallorossa.it
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Daniele De Rossi ha parlato in conferenza stampa dal ritiro della nazionale azzurra. Ecco le sue parole:

Ti sembra di giocare in trasferta visti i pochi tifosi presenti?
"Non è colpa dei tifosi se sembra di giocare in trasferta, molti non si possono permettere di arrivare fino a qui per vedere una partita di calcio, l'Italia è in un periodo brutto su questo punto di vista. Sarebbe sicuramente più bello avere tutti i tifosi con noi ma noi daremo comunque il massimo e speriamo di fare bene".

La tua miglior prestazione e quella di Pirlo con te in difesa. GIocherai di nuovo lì con l'Inghilterra?
"Non ho visto Pirlo in difficoltà, ho visto una squadra che ha un po' sofferto. E ' un discorso tattico, gli avversari superavano sempre il centrocampo con palle lunghe. La tattica la deciderà l'allenatore".

Che idea ti sei fatto dell'Inghilterra?
"L'ho vista poco perché capitava sempre nel giorno libero. Non c'è bisogno di guardarla, Gerrard è sempre stato il mio idolo, è uno che è sulla cresta dell'onda da anni, ma c'è tanto altro. Ci sono giovani sugli esterni molto forti, è una squadra compatta, ha un'impronta italiana visto che è stata creata da un allenatore italiano, il nuovo allenatore ha avuto una carriera in Italia. Non saranno sprovveduti in difesa".

Pensi che Balotelli possa far male?
"E' un attaccante, speriamo che facciano male all'Inghilterra tutti gli attaccanti. Speriamo che ci aiutino e che creino più pericoli possibili, a me non importa se sarà lui o qualcun altro. Dobbiamo fare un gol più dell'Inghilterra, lui è un giocatore che potrebbe far male".

Un giornale polacco ti ha dedicato una pagina dicendo che sei una dinamite non esplosa. In che ruolo esploderai?
"Mi fa piacere, ma non lo so. Si dice sempre "non lo so", ma non lo so davvero. Abbiamo più tempo per provare, ci sono più giorni e il mister penserà alle varie soluzioni".

Le critiche?
"Sono cose non tanto italiane, sono cose dello sport, che ti esalta quando vai bene e che ti critica quando sei in dubbio. Eravamo in dubbio contro l'Irlanda perché non dipendeva solo da noi. Se Croazia e Spagna avessero fatto 2-2 staremmo parlando di un europeo disastroso, è successo quattro anni fa quando perdemmo solo ai rigori. Non penso che siamo strafavoriti, noi siamo arrivati secondi e loro primi".

Ti sarebbe piaciuto rivedere Capello?
"E' l'allenatore che più mi ha aiutato, dire che devo tutto a lui è poco. Credo che sia un valore aggiunto su qualsiasi panchina, è uno che anche a livello di preparazione della gara può spaventare".

Pensate solo alla partita o anche al caso Tymoshenko?
"Abbiamo parlato di questa sorta di imbarazzo a livello europeo, sono situazioni delicate. Non sta a noi giudicare fatti governativi, bisognerebbe sapere tutti i dettagli. Ci limitiamo a giocare, non possiamo fare altro, non possiamo risolvere quella situazione".

Non hai mai parlato di Zeman, ci dici qualcosa?
"L'ho sentito pochi giorni fa per la prima volta, abbiamo parlato cinque minuti. Non lo conosco personalmente, non c'ho mai lavorato come non ho mai lavorato con gli altri in lizza escluso Montella al quale faccio gli auguri. Mi incuriosisce tanto, è un personaggio che incuriosisce chiunque, è una scelta che ha già portato molto entusiasmo, abbiamo visto anche gli abbonamenti. Il discorso Zeman credo abbia influito molto ad accendere la passione e credo che sarà interessante conoscersi. Ho sentito parlare di lui da persone che lo conoscono, anche lui avrà sentito parlare di me, spero da chi mi conosce. Sono un professionista, lui ama i professionisti e non credo che mi troverò male".

Come stai commentando le operazioni di mercato della Roma?
"Penso che sono stato abbastanza chiaro a fine campionato e quella era la circostanza più giusta per parlare di mercato. C'è tempo, il mercato non chiude domani, adesso ho una manifestazione che mi interessa molto e voglio pensare a questa manifestazione, con un pezzo della mia testa puntato a Roma, al mercato e alle vicende societarie. Roma è sempre nella mia testa e controllo sempre tutto. Aspettiamo fiduciosi e speriamo bene, adesso non è che dovrò commentare ogni acquisto o mancato acquisto. Devo fare il giocatore, quello che ho detto dopo Cesena lo penso tutt'ora".

Quanto consideri importante Pirlo?
"Credo che sia nei numeri, nella sua carriera e nell'analisi di queste tre partite. E' un giocatore meraviglioso, non lo scopriamo in questo europeo. E' decisivo in tutte le squadre nelle quali gioca, è stato detto che non è stato decisivo ma i gol li abbiamo fatti partendo dai suoi calci d'angolo, è anche quello un modo di essere importanti. Il discorso di incompatibilità esce fuori quando le cose non vanno benissimo, ma limitare una cattiva partita a un discorso di vicinanza con Pirlo non credo sia giusto".

Prandelli ti ha definito "universale".  E' questo l'Europeo in cui puoi lasciare il segno?
"Le parole del mister mi hanno fatto piacere. Sono parole che evidenziano stima e grande fiducia, dimostrata semplicemente mettendomi in mezzo alla difesa e sappiamo quanto fossero forti gli avversari. Il fatto di svariare, di muovermi, di interpretare in modo più svariato il ruolo che mi darà è una cosa che mi piace. Bisognerà stare bene fisicamente, e grazie a Dio sto bene. Se ci dobbiamo riallacciare a Gerrard, lui è l'emblema del giocatore che si fa trovare sia in difesa che nell'area avversaria, mi piacerebbe avvicinarmi a quei giocatori lì".

Sei un veterano di questa squadra ormai. Circola l'impressione di un Balotelli estraneo al resto del gruppo. Come interverresti su di lui?
"Non mi sembra affatto. A volte può essere più o meno partecipe, ma vale per lui come per gli altri giocatori. Quello che sta in panchina avrà sempre meno entusiasmo, sono cose da calciatore ed è normale che sia così. Lo vedo molto tranquillo. Intervenire no, c'è un allenatore che dovrà farlo qualora ci fosse bisogno. Io sto qui per provare a vincere l'Europeo, e ognuno deve essere responsabile. Lui sta crescendo e sa che deve prendersi delle responsabilità. E' bello sentirsi parte di un gruppo e vedere di essere trattati come gli altri, non vorrei un trattamento di riguardo. Alla sua età ho fatto il Mondiale e nessuno mi riservò un occhio di riguardo quando diedi la gomitata, sono cose che ti formano".

Nella storia della Roma ci sono stati match storici con squadre inglesi. Per te Italia-Inghiterra è anche un po' questo?
"C'ho pensato, ho pensato al fatto che non sono mai stato particolarmente infortunato contro squadre inglesi. Non ho mai giocato contro l'Inghilterra neanche con le giovanili, sono storie diverse, soprattutto quella di Roma-Liverpool, una ferita che non potrà rimarginare nessun Italia-Inghilterra. E' un orgoglio giocare contro una squadra così forte e blasonata, le nazionali storiche sono 5-6 e l'Inghilterra è una di queste. Sono felice, eccitato all'idea di giocare contro di loro. Non gioco una partita in campo europeo da tanto tempo, un altro motivo per essere concentrati".

Puoi spiegare perché Italia e Inghilterra hanno una brutta tradizione con i rigori?
"Non c'ho mai fatto caso. Quando si arriva ai rigori si è sempre un po' stanchi. Non si passa il turno per caso, è una qualità anche quella. Non stiamo preparando la partita per andare ai rigori, giochiamo sperando di fare un gol più di loro. Se ci arriveremo spero di tirare come al Mondiale e non come all'ultimo Europeo".

L'Inghilterra ha un brutto record con l'Italia nelle competizioni. Vi dà maggiore tranquillità questo?
"No. Non c'era una preferenza tra Inghilterra e Francia, sono temibili entrambe. E' normale che se avessimo potuto scegliere avremmo preferito l'Ucraina. Non siamo contenti di aver pescato l'Inghilterra ma non lo saremmo stati neanche con la Francia. I precedenti non contano nulla".

Come fate a rispondere bene sul campo nonostante gli scandali?
"Non è uno stimolo in più, né per me né per i miei compagni. La spiegazione è che questi gruppi sono stati formati da grandi professionisti, persone e calciatori che sanno unirsi ancora di più. Credo che la spiegazione sia nel DNA dei calciatori e degli italiani, un popolo che si esalta nelle difficoltà".

Ti ha sorpreso il modo in cui Capello è stato licenziato?
"Non penso che sia stato licenziato. Credo che abbia dimostrato coerenza nel prendere una decisione simile, ma mi interessa poco. Mi dispiace per lui, faccio sempre il tifo per lui ovunque va tranne quando è andato alla Juventus. Spero che trovi i successi migliori, è una roba un po' vecchia e sono discorsi non legati al nostro europeo".

Gli inglesi conoscono bene Balotelli, pensi che gli si dovrà dire di stare attento a reazioni e cartellini?
"Credo che lui sappia cosa deve fare, andare prima della partita a raccomandarsi credo che serva fino a un certo punto. La partita deve prepararsela lui, con l'allenatore e l'esperienza che ha accumulato. Ha giocato già in Nazionale, gioca ad alti livelli da tanti anni e saprà affrontare la gara".

In questi due anni siete stati bravi nel possesso palla. Nelle ultime due partite qualche problema c'è stato, è un discorso fisico o di tensione?
"E' venuto meno con l'Irlanda, con la Croazia e la Spagna abbiamo fatto il nostro. Con la Spagna viene meno perché la palla ce l'hanno gli altri. Quando abbiamo avuto la palla abbiamo fatto le nostre azioni. Con l'Irlanda siamo stati presi alla sprovvista dalla loro aggressività e dalle loro palle lunghe".

Contro l'Inghilterra si torna a giocare con le grandi, vi trovate meglio con loro?
"La storia dice che l'Italia si esalta contro questi grandi avversari. E' comunque un quarto di finale di un Europeo, devi fare in ogni caso una prestazione notevole. Siamo da tanto tempo in ritiro, mancano tre passi per arrivare fino in fondo. Il primo ostacolo l'abbiamo superato, ora è guerra di nervi, chi è più bravo va avanti".

Ti cercavano in Inghilterra?
"A volte è uscito fuori che altre squadre fossero attratte a me, in questi anni credo che il calcio inglese abbia superato il calcio italiano come fascino e come contenitore di talenti. E' un discorso che potrei fare per la Spagna".

La tua duttilità è un valore  o un problema per i continui cambiamenti?
"La considero un valore, perché mi inorgoglisce il fatto che in una manifestazione del genere l'allenatore mi abbia dimostrato questa fiducia, credo che sia un valore, una cosa della quale vado fiero. Ho sempre detto di non essere un fenomeno, credo che la mia più grande qualità sia quella di essere un giocatore completo".

Sei soddisfatto di aver dimostrato qualcosa in un ruolo più tuo? Ti fai domande per il futuro?
"In un campionato di 38 squadre sono 2-3 le partite in cui vieni spostato, poi arriverà l'allenatore che definisce il ruolo. Non gioco nel ruolo che amo di più perché davanti a me c'è uno dei più forti del calcio italiano. Sono contento di spostarmi, ci sono alcuni che se vengono spostati vanno in difficoltà e fanno bizze, io lo faccio con piacere perché è un piacere giocare con Pirlo ed un vantaggio giocare con lui in quel ruolo. Non pensavo di far così bene in difesa, con la difesa a tre mi sono trovato meglio di quanto pensassi. Io amo giocare davanti alla difesa, ma ci sono esigenze di squadra".

Ti aspetti scandali dai tabloid inglesi riguardo Balotelli?
"Credo che lui sia più abituato di noi a queste pressioni. Se si lamenta lo dovete chiedere a lui, non mi interessa. Si parlerà di lui perché è forte, molto giovane e gioca in Inghilterra, dove ha fatto qualche casino. E' una responsabilità che lui si prende, non ha mai nascosto il fatto di voler essere un campione, non soffre la popolarità. Sono convinto che farà la sua partita senza problemi. Non può fare casino, siamo chiusi in albergo".

Avete ripreso Balotelli perché è stato un corpo estraneo in campo?
"In campo lui fa il suo, c'è un allenatore apposta per dirgli quando sbaglia. Deciderà lui se e quanto corre Balotelli, non è neanche normale limitare tutti i problemi a lui. Sono tanti i giocatori che danno meno di quel che potrebbero".