De Rossi: "Fatto qualcosa di miracoloso in Champions ma lo scudetto resta l'obiettivo alla portata. Orgoglioso delle mie ultime 2 stagioni"

14.05.2018 09:12 di Danilo Magnani Twitter:    vedi letture
De Rossi: "Fatto qualcosa di miracoloso in Champions ma lo scudetto resta l'obiettivo alla portata. Orgoglioso delle mie ultime 2 stagioni"
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De Rossi a Sky Sport

Stagione che a piazzamenti quasi fatti possiamo considerare ottima. Abbiamo fatto qualcosa di miracoloso in Champions League dove rimane anche un po' di rammarico, abbiamo fatto qualcosa di meno in campionato. Credo che lo scudetto rimanga il nostro obiettivo più alla portata che proveremo a scucire ai ragazzi che hanno festeggiato fino ad ora. Centra il mercato per colmare il gap con la Juventus? Centra per forza, non è il mio ruolo e non voglio deresponsabilizzare nessuno, perché a Roma si parla di mercato tutto l'anno. Certi giocatori hanno solo bisogno di essere aspettati, però il mercato incide. La potenza economica della Juventus può permettersi di avere qualche piccola pecca sotto il punto di vista del gioco, qualche infortunato, oggi è entrato Douglas Costa a 20′ dalla fine. Hanno un arsenale mostruoso, noi non dobbiamo sbagliare niente in campo, fino al 18 agosto bisogna essere perfetti e rinforzare una squadre che è già forte. Pagate le voci di mercato su Dzeko? A gennaio c’è stato un calo, non è il primo caso che siamo calati in quel periodo, le voci a Roma ci sono sempre. Voi a Milano non le vivete con la costanza con cui le viviamo noi. Quelle erano più di voci perché non erano inventate dal nulla, Sarebbe riduttivo dire che abbiamo perso le partite perché c’erano le voci, abbiamo perso le partite perché dobbiamo migliorare. Ci sono state partite che ci hanno fatto migliorare e spero anche l’anno prossimo. La Roma gioca alla europea? Un altro degli handicap che potevamo avere quest’anno è che è arrivato un allenatore nuovo, bravo, ma c’è bisogno di un po’ di tempo per capire quello che vuole lui, determinate giocate, quanto vuole che andiamo a pressare. Per capire lui da noi quanto è possibile che facciamo certe cose. Anche quello è un gap che con il Napoli abbiamo pagato, non siamo meno forti di loro, giochiamo meno bene, magari l’anno prossimo se dovessero perdere Sarri potremmo accorciare questo gap. Noi ci conosciamo abbiamo iniziato a giocare bene da febbraio-marzo, in quelle partite dove serve diversa aggressività e fisicità. Mentalità della Roma migliorata? Sono d’accordo, c’è stato un miglioramento che riconduco tutto all’allenatore e alla società, che sta facendo dei passi in avanti. Quando si parla della Juve, vince, spende tot mila milioni ed è inevitabile che pensi sia la migliore. Ma noi stiamo crescendo, facendo dei passi in avanti e noi stessi nello spogliatoio la viviamo in maniera diversa. Prima finiva l’anno e si pensava ad andarsene, adesso no c’è gente che sta bene. Quelle due serate ci hanno dato maturità che fa bene per il nostro ego, siamo migliorati. Ci manca quello che hanno loro, il martellare domenica dopo domenica squadre inferiori a noi, il saper mantenere una certa superiorità in partite difficili, quest’anno in molte partite hanno giocato male, sembravano irriconoscibili ma le hanno vinte tutte. Inter-Juve è l’ultima, hanno giocato in 11 contro 10 ed erano irriconoscibili per chi li ha visti negli anni di Allegri e quelli di Conte macinare calcio in tutta Italia. Questo fa la differenza fino alla fine rispetto a noi, il Napoli e altre squadre che si tirano su come Inter e Milan. Il Napoli avrebbe meritato di più? Un allenatore che ha fatto i risultati di Allegri ha sempre ragione. Io però penso che si può costruire qualcosa di più. È normale che ha i giocatori più in forma vince, però il Napoli ha dato risposta a questo. Il Napoli ha giocatori meno forti della Juve e per stargli così vicina è merito del calcio. Non dico che avrebbe meritato di vincere ma il Napoli mi ha veramente emozionato. Se poi, da presidente, mi date Allegri sono felicissimo. Miglior stagione mia recente? Non lo so ma sono orgoglioso delle ultime due stagioni. Ogni tanto in passato pensavo che fosse arrivata l'ora, e invece ho continuato. Al di fuori delle chiacchiere, nessuno mi ha mai messo pressione e fatto sentire di troppo. Ci sta che uno sbagli la stagione, non sono Messi che cambio volto alla squadra. Però avere giocatori importanti aiuta, e questo ha fatto la differenza per noi in questa stagione. Tanta differenza dal resto d'Europa? Quello fatto dai club è stato evidente, anche la Lazio è arrivata a un passo dalla semifinale di Europa League. C'è il rammarico per lo spareggio con la Svezia dell'Italia. Nel girone eliminatorio non avevamo fatto tanto peggio delle altre, poi però è successo quello che è successo. Se rigiochi quello spareggio 20 volte, non va come è andata. Importante l'arrivo in Champions? È sempre stato importante, ci sentivamo più responsabilizzati quest'anno per via dei quattro posti. Abbiamo visto le emozioni che può darti questa competizione, non per squadre come Barcellona, Real Madrid e Juventus, ma fare una buona Champions può cambiare tutto. Farti rimanere la prossima stagione, esaltare i più giovani. Lazio e Inter hanno una partita che non vorrei giocare, con giocatori forti. Milinkovic-Savic è quello che mi piace più di tutti. Un peccato non vederla ma credo che giocheremo in contemporanea. Strano vedere forse le due milanesi fuori dalla Champions? Strano sicuramente, soprattutto dopo questa estate dove dicevano che avrebbero fatti i botti, come si dice in gergo. Hanno avuto alti e bassi, sono però squadre che fanno paura, perché hanno giocatori importanti che possono risolverti la partita da un momento all'altro. Se dovessero tornare in Champions troverebbero l'autostima che avevano prima, magari con introiti maggiori. Potrebbe essere una squadra veramente ostica l'Inter nel prossimo anno se si qualifica in Champions League. Lotta salvezza senza che nessuno abbia regalato nulla? Così deve essere, anche lo scorso anno con l'Empoli retrocesso con il Sassuolo. Gare che qualche anno fa neanche avremmo visto. Sarà un peccato vedere retrocedere una di queste squadre che lotta, hanno lottato con i denti. Non andare in Champions è un conto, retrocedere è molto peggio. Non mi è mai successo fortunatamente ma credo sia una mazzata per squadra e città. Cosa ruberei alla Juventus? 70-80 milioni l'anno da spendere sul mercato. Però hanno programmato tanti anni fa con lo stadio, lavorano bene. Gli avrei rubato i giocatori che da anni trascinano la baracca, Buffon, Barzagli, Chiellini, Marchisio. Poi i vari Pjanic, Higuain, Dybala, però chi ha fatto tenere la barra dritta sono stati gli italiani. Avere queste guide negli spogliatoio li aiuterà a trovare la strada giusta ai nuovi arrivati. Speriamo che andando via i grandi smettano di trovare la strada giusta (ride, ndr)”.