De Rossi: "Ad agosto dissi a Luis Enrique che avevo fiducia in loro e che sarei restato. Dobbiamo credere al terzo posto"

19.02.2012 18:10 di Greta Faccani   vedi letture
De Rossi: "Ad agosto dissi a Luis Enrique che avevo fiducia in loro e che sarei restato. Dobbiamo credere al terzo posto"
Vocegiallorossa.it
© foto di Alberto Fornasari

De Rossi alla Rai

"La trattativa per il rinnovo? Sì, è stata un po' lunga e complessa, ma credo che si sia risolta come tutti volevano. Troppo lunga? No, sapevo che la scadenza era a fine giugno, io avevo dato la parola che non avrei firmato con altre squadre e alla fine tutto si è risolto".

De Rossi a Sky

“Del rinnovo abbiamo parlato ampiamente. Non era facile scegliere, come non lo era andare via e rinunciare a tutto e al futuro. Se non ci fossero state alternative interessanti non mi sarei posto il problema, io qui sono stato molto bene. Quando si rinnova si deve fare chiarezza nella propria testa e capire cosa si vuole. Perché sono arrivato a scadenza di contratto? Un po’ sono io che non tendo a chiedere mai, non mi piace fare contratti e poi rivederli, poi le vicissitudini societarie e c’erano tanti altri piccoli problemi da risolvere. Totti ha rinnovato? Sì, ma la sua scelta definitiva l’ha fatta nel suo penultimo contratto. Arrivare all’ultimo non ha aiutato la società che è arrivata con le spalle al muro. Ad agosto ho dato la mia parola all’allenatore, ho parlato con lui e con De La Pena, che poi è andato e per noi è stato una grande perdita. Ho detto loro come stavano i fatti e la fiducia che avevo in loro, poi nello svolgersi della trattativa mi sono visto su altri palcoscenici e a combattere con altre realtà e non con altre che a Roma ci sono. Il terzo posto? Come organico, come morale e come valori la squadra non è inferiore ad Udinese e Lazio, ma noi bene o male stiamo lì. Ciò dimostra che il campionato è equilibrato e dobbiamo provarci. Possiamo vincere contro chiunque e l’allenatore è molto propositivo. L’offerta economica più alta? Credo sia poco elegante confermare o no, non è carino e credo sia una forma di rispetto verso gli altri giocatori”.