Bombardini: "Roma è una piazza che ti dà tantissimo, ma se le cose vanno male..."

10.11.2016 17:15 di Marco Rossi Mercanti Twitter:    vedi letture
Fonte: Roma Talk Radio
Bombardini: "Roma è una piazza che ti dà tantissimo, ma se le cose vanno male..."
© foto di Alberto Mariani

Queste le parole di Davide Bombardini, ex centrocampista della Roma, ai microfoni di Roma Talk Radio:

In carriera hai giocato come centrocampista, trequartista, terzino e attaccante… Qual era il ruolo in cui ti sei sentito più a tuo agio? E quanto è difficile per un calciatore cambiare continuamente ruolo?
“Verso fine carriera ho iniziato a cambiare tutti i ruoli. A vent’anni non l’avrei saputo fare. In allenamento a Bologna mister Arrigoni mi chiese se volevo fare il terzino e io gli diedi la mia disponibilità. Alla fine ce la siamo cavata bene pur non facendo niente di eccezionale. Bisogna saper essere predisposti al sacrificio. Florenzi è un giocatore molto più predisposto, dove lo metti sta e dà sempre tutto in campo”.

Ci racconti il tuo esordio in Serie A con la maglia giallorossa? Quale sono state le tue emozioni nel momento prima e subito dopo essere entrato in campo? E cosa ricordi in particolare dell’esperienza giallorossa?
“Mi sono emozionato tantissimo durante la prima partita di Champions col Real Madrid, quando ho esordito. Lima dopo 10′ prese una botta e Capello mi disse di andare a scaldarmi. Sembrava la finale di Champions League, l’Olimpico era pieno, una cosa che non avevo mai visto. Mi sono scaldato tutta la partita ma non sono entrato, resta però il fatto che fu un’emozione fortissima. Ricordo anche l’esordio da titolare a San Siro: facevo 50-60 metri per andare a pressare Pirlo (ride, ndr). Sono momenti indimenticabili, a Roma vorresti restare 10 anni”.

Qual è stato il tuo momento migliore in carriera? E in quale squadra ti sei trovato meglio?
“I bei momenti sono stati tanti. Il più grosso rammarico è stato proprio a Roma, non sono riuscito a cogliere opportunità che mi è stata data. A Palermo è andato tutto bene così come a Bologna, che era il mio sogno fin da piccolo. L’opportunità di una grande squadra ce l’ho avuta solo a Roma però, se riesci a importi in certe squadre la carriera ti cambia. Io purtroppo non ce l’ho fatta. Era una Roma con grandi giocatori, mi giravo e vedevo Batistuta, Montella, Delvecchio… la concorrenza era di grande livello ma già esserci stato è stato bello”.

Cosa ti ha lasciato Capello?
“Quell’anno fu particolare, non andavamo tanto bene e in allenamento c’era tensione. Roma è una piazza che ti dà tantissimo ma quando le cose non vanno si riprende tutto. Capello era uno che si faceva capire con poche parole, la storia parla per lui”.

Un parere su Spalletti?
“Spalletti è uno dei migliori che abbiamo in Italia perché dà un’impronta alla squadra”.

Sei stato compagno di squadra di Cassano: è davvero un personaggio così particolare?
“Ora è sicuramente cambiato, una famiglia e un figlio ti cambiano. Era molto vivace, scherzava tantissimo. Uno forte tecnicamente come lui non l’ho mai visto, anche Totti lo ha ribadito poco tempo fa. Capello diceva che non c’era nessuno come lui, se lo è portato anche a Madrid. Era un ragazzo di 20 anni cresciuto per strada, trovarsi alla ribalta non è facile. Era un tipo generoso, andavo spesso a casa sua a mangiare, è un tipo genuino”.

Chi ti ha impressionato in questo avvio di stagione della Roma?
“Sono contento per Dzeko, ci ho sempre creduto, anche l’anno scorso quando le cose non andavano bene. Ce ne sono altri, la Roma ha molti campioni, dove scegli peschi bene”.

Magari in difesa qualcosa bisogna migliorare?
“A parte la Juventus, tutte hanno problemi in difesa. Non ci sono molti difensori centrali in circolazione”.

Tra Destro e la Roma non è sbocciato mai l’amore: colpa sua o della piazza?
“Ho sempre pensato che lui sia un giocatore che gioca al 60% delle sue possibilità. Potrebbe dare molto di più a livello caratteriale e a livello tecnico, lo sanno anche a Bologna”.

Illecito sportivo, non entriamo nel merito delle condanne ma secondo te è stata fatta realmente giustizia o qualcuno non ha scontato la giusta pena o è stato graziato perché in squadre più importanti in quel momento?
“Si è creato molto polverone per niente. Vedo Masiello che si faceva gol nella sua porta e ancora gioca in Serie A… Non so chi veramente abbia fatto qualcosa né chi abbia pagato più di altri, ma pensando a questa questione ho sempre in mente Masiello che gioca nell’Atalanta ed esulta. Non so cosa si intenda per giustizia, secondo me neanche loro sanno cosa abbiano realmente fatto”.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
“Qualcosa nel calcio, ma deve piacermi per rendere al meglio. Nel calcio oggi ci sei e domani no, cambia tutto alla velocità della luce. Le certezze non ci sono più in Serie A, figuriamoci in Lega Pro”.