Belgio, Garcia su Nainggolan: "Fumava ma finché rendeva in campo, non mi importava"
Rudi Garcia, ex allenatore della Roma e oggi CT del Belgio, ha rilasciato un’intervista al quotidiano belga Nieuwsblad. Nel colloquio, ha l'allenatore con un passato anche nel Napoli ha parlato del suo rapporto con Radja Nainggolan, ripercorrendo i momenti vissuti insieme in giallorosso e il legame professionale e umano instaurato con il centrocampista belga, sottolineando la stima durante la loro esperienza alla Roma.
Ci parla di Radja Nainggolan?
“Radja, che giocatore. Raramente ho visto un calciatore con un tiro così incredibile, un’atleticità così elevata e una capacità di recupero così rapida. Con la Roma siamo arrivati secondi due volte. La prima volta, grazie al centrocampo forte: Miralem Pjanic, Daniele De Rossi e Kevin Strootman. De Rossi era un vero leader, Strootman si infortunò e Radja arrivò a rinforzarci”.
Che tipo di giocatore era?
“Era potente, ma giocava anche con spontaneità. Come se fosse in un campetto da gioco. Eppure ha avuto un grande impatto. Si potrebbe dire che Nainggolan avrebbe avuto una carriera ancora più brillante se avesse vissuto in modo più professionale, ma comunque quell’atteggiamento spensierato era uno dei suoi punti di forza”.
Sapeva del suo vizio di fumare?
“Sì, certo che sapevo che Radja fumava. Ma finché rendeva in campo, non mi importava. Avevamo anche un portiere alla Roma (Wojciech Szczesny all’Arsenal, ndr) che fumava nello spogliatoio in Inghilterra, con grande disappunto del suo allenatore”.
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