As Roma Sponsor Workshop - Winterling: "Venduti già 10.000 abbonamenti". Sabatini: "Colpiti i ventenni per colpire Andreazzoli. Mi piacerebbe vedere tanti giocatori romani". Andreazzoli: "Derby evento planetario"

09.05.2013 20:29 di Claudio Lollobrigida Twitter:    vedi letture
As Roma Sponsor Workshop - Winterling: "Venduti già 10.000 abbonamenti". Sabatini: "Colpiti i ventenni per colpire Andreazzoli. Mi piacerebbe vedere tanti giocatori romani". Andreazzoli: "Derby evento planetario"
Vocegiallorossa.it
© foto di Federico Gaetano

Quest'oggi al Centro Sportivo Fulvio Bernardini di Trigoria si è svolto l'As Roma Sponsor Workshop, un incontro tenuto dal direttore commerciale giallorosso Winterling ed al quale hanno portato i loro saluti sia Walter Sabatini, direttore sportivo del club e Aurelio Andreazzoli, il tecnico. 

I partecipanti all'incontro hanno avuto modo di seguire l'allenamento odierno della squadra ed hanno ricevuto il saluto dei giocatori.



LE FOTO PUBBLICATE SUL PROFILO TWITTER DELL'AS ROMA

Di seguito le parole di Winterling, Sabatini e Andreazzoli.

Winterling: "Il video racconta in maniera bellissima ed emozionale la Roma. La Roma è rappresentata dai tifosi. Tifosi con grande passione e voglia. Ci sono giocatori di fama internazionale, di crescere, di vincere e di divertirsi. Una società non nuova ma con una nuova struttura e che vuole crescere. Vogliamo essere diversi, offrire sempre più servizi ai tifosi e a voi ma la Roma siete anche voi, che siete a fianco della Roma e siete unici. Volevo farvi il benvenuto per il primo workshop a Trigoria. È la vostra giornata. Una giornata in cui vogliamo darvi l’idea di chi siamo e cosa vogliamo sviluppare con voi. Questo benvenuto arriva anche dalla proprietà, dal presidente James Pallotta che vive la Roma ogni giorno ed è coinvolto in tutte le attività. Un benvenuto anche dalla dirigenza e da tutti i dipendenti di Trigoria.
Il primo workshop rappresenta una continuità di azioni che stiamo sviluppando per crescere con voi. Quali gli obiettivi della Roma? Diventare un marchio globale e di avere un’interazione quotidiana con voi e con i tifosi. Non vogliamo offrire solo una gara di 90 minuti ma un evento di due ore allo stadio, anche per dimenticare i problemi della settimana, di vivere un ambiente sano e di vivere un momento dove potete creare business. Vogliamo crescere assieme. Non vogliamo solo comunicare ma anche ascoltare quello di cui avete bisogno. Noi vogliamo diventare un marchio globale ma noi siamo già un marchio globale con 87 milioni di tifosi nel mondo. È un numero impressionante, due milioni sono in Italia e tutti gli altri all’estero per diversi motivi, come per esempio il successo della società nella storia e con tanti giocatori importantissimi come ora Francesco Totti, ma anche perché a Roma vengono più di 30 milioni di turisti. È un’opportunità quasi unica che vogliamo sfruttare in futuro. Vogliamo far crescere il numero di tifosi. E lo faremo innanzitutto con la presenza fisica della squadra. L’anno scorso siamo andati in America e ci torneremo nel 2014 e nel 2016. Andremo in Asia nel 2015 e nel 2017. In inverno, grazie all’accordo con la Disney, torniamo ogni anno in America. Quest’anno avremmo voluto andare in Asia dopo il campionato ma non avremmo potuto pianificare la tournée fino a tre settimane fa, quando ha avuto luogo la semifinale di Coppa Italia. Stiamo studiano quindi dove andare ma quasi sicuramente sarà un viaggio all’estero. Questa è una pianificazione quasi unica. Nessuna squadra sa oggi dove andrà nel 2014, nel 2016 e questo dà un vantaggio ai nostri partner e questo è stato uno dei motivi che hanno convinto alcuni marchi globali ad entrare nella Roma, come la Nike. È un contratto di strategico che ci consente di entrare in un portfolio di club del calibro di Manchester United, Barcellona o Brasile. Abbiamo un accordo con la Disney, un accordo esclusivo come squadra di calcio. Poi c’è la Volkswagen, che non è un semplice contratto di sponsorizzazione ma comprende un piano di attivazione molto forte. Serve anche una copertura mediatica mondiale e, grazie all’ottimo lavoro fatto dalla squadra di Catia Augelli, siamo usciti non solo da Roma ma anche dai giornali sportivi. Questo ci ha dato enorme visibilità, abbiamo avuto tante richieste da parte dei giornali esteri di venire a Trigoria e allo stadio. Un altro aspetto importante per dare ai tifosi l’opportunità di interagire da ogni parte del mondo è quello legato ai social network. Un anno e quattro mesi fa abbiamo lanciato Facebook e abbiamo 1.500.000 fan, abbiamo 175.000 followers su Twitter e questo ci aiuta a crescere come marchio globale e a capire di più i tifosi, che ci fanno capire cosa vogliono e cosa ci chiedono. Abbiamo lanciato anche il nostro canale youtube, dove trasmettiamo i nostri eventi in diretta in modo da dare ai tifosi l’opportunità di partecipare anche da lontano. Abbiamo lanciato diversi giochi, abbiamo lanciato la hall of fame, con i tifosi da tutto il mondo che hanno partecipato. Siamo stati i primi a lanciare le sue attività su Pinterest, abbiamo un accordo con Itunes, Google Plus. Per migliorare il servizio con i tifosi abbiamo lanciato un Centro Servizi, che si trova allo stadio. Sono sei ragazzi che rimangono in contatto per tutto il giorno con i tifosi, fanno gli auguri, si informano su cosa serva, i tifosi ci chiamano per qualsiasi richiesta. Vendono anche prodotti. Siamo anche in grado di far ingrandire il nostro database, sappiamo cosa chiedono i tifosi, come sono e possiamo così mettere a disposizione a voi questo database. Non è pi sufficiente la visibilità allo stadio ma vogliamo darvi la possibilità di fare business. Questo è stato un investimento importante ma ora anche all’estero ci seguono.
Stadio? Vogliamo offire un evento. Volevamo però capire prima i nostri target: c’è il tifoso che va in Curva Sud, c’è il papà che va con i bambini allo stadio, ci sono i clienti che vanno come partner allo stadio. Sono tutti i tifosi ma ognuno ha le proprie necessità. I bambini sono la nostra priorità. I bambini che non vanno più allo stadio per questioni di sicurezza, di servizi. Abbiamo lanciato il Cuore Sole Village, una struttura fuori dallo stadio che offre diversi tipi di intrattenimento con Roma Channel che ci supporta. Passano più o meno 8.000 persone quando si gioca di pomeriggio mentre di sera il numero ovviamente cala. Ovviamente potrete avere uno stand, qualora foste interessati. Un’altra attività è il settore famiglie. Abbiamo deciso di dare i Distinti nord esclusivamente alle famiglie, con diversi servizi e coinvolgendo un diverso giocatore a partita, tra quelli non convocati. Il settore famiglie è sempre pieno. Altri club riempiono questi posti con le scuole calcio, senza pagamento, mentre lì i bambini pagano, seppure un prezzo scontato. L’idea può funzionare: bisogna creare delle opportunità per fare tornare i bambini allo stadio. Lavoriamo quotidianamente anche per i tifosi che vanno in Curva Sud. Recentemente abbiamo premiato il primo abbonamento per l’anno prossimo, perché tra l’altro abbiamo già lanciato la campagna abbonamenti e ne abbiamo già venduti circa 10.000, senza sapere chi sarà l’allenatore, se saremo l’Europa League o meno. È un bellissimo messaggio dei tifosi e ci dà un buon riscontro perché significa che siamo sulla strada giusta. Poi c’è l’area premium, dove siete voi. Abbiamo investito grazie al Coni su alcuni nuovi servizi, in modo da non vivere solo i 90 minuti. Per l’anno prossimo stiamo studiando diverse attività, anche coinvolgendo la squadra. Avendo girato l’Italia abbiamo un’ospitalità unica, abbiamo il vantaggio di avere anche molto spazio e abbiamo deciso di puntare molto sulla qualità.
Dall’anno prossimo lanceremo un settore sul sito dedicato solo agli sponsor, dove potrete interagire anche tra di voi. Avrete la possibilità anche di stare sulla pista di assistere al riscaldamento della squadra. Abbiamo diminuito al numero dei marchi sul backdrop, magari rinunciando anche ad un po’ di soldi. Voi ci date tanti soldi ed è giusto che abbiate una certa esclusività e qualità. Vogliamo sviluppare con i nostri partner una collaborazione, come per esempio la Volkswagen e la Philipp Plein, con i quali c’è stato il coinvolgimento di alcuni giocatori. Questo ovviamente dipende caso per caso e dall’investimento. Dove ho iniziato a lavorare quando sono arrivato? Ho subito visto una piazza che non avevo vconosciuto in questa maniera. Una tifoseria calda, che vive ogni giorno la società. Abito a Testaccio e quindi lo vivo anche quando torno a casa. Quest’anno abbiamo avuto un grande supporto dalla parte sportiva, dal mister, da tutti e dobbiamo trovare un buon equilibrio. La parte sportiva ha la sua necessità, così come quella commerciale e i partner. L’obiettivo è trovare un equilibrio”.

Sabatini: "“Quanto lavora in media un direttore sportivo? Sempre, lavora sempre con la testa. Non c’è un attimo della giornata in cui non penso al calcio, fatto di duemila sfaccettature, non solo della scelta dei giocatori. Ci sono i pensieri dell’allenatore, quello che accadrà in partita. È un lavoro che non ha soste. È la cosa che mi tiene in vita. Se confermo che l’inquietudine fa parte di me? È peggio, avete letto i giornali stamattina? Il calcio è tumulto, emozione, e noi lavoriamo per l’emozione delle persone. Se riusciamo a ad allestire una squadra,  a creare qualcosa di bello, contribuiamo a costruire un’emozione popolare. È una responsabilità enorme, soprattutto in una città come questa. IL ruolo nel ds nell’equilibrio del gruppo? È importante ma non fondamentale come l’allenatore, che è il conduttore della vicenda, è quello che intraprende il rapporto personale e di gruppo con la squadra. Io mi considero un auditore e un osservatore. Succede raramente che io intervenga su alcuni comportamenti, perché la squadra è dell’allenatore. Quando intervengo? Su richiesta dell’allenatore e rispetto alle cose che crede di aver visto o sentito. È un rapporto quotidiano. Basta poco, non si fanno mai lunghi discorsi, sono per la sintesi. So che se incontro un calciatore, gli appoggio la mano sulla spalla e gli dico anche solo una cosa deve aver capito. È un’interazione costante. Poi dipende da quanto vogliamo bene alla nostra squadra. Io sono innamorato della mia squadra. La Roma è un innamoramento dolorosissimo e quindi ancor più bello ma sono stato innamorato di tutte le squadre dove ho lavorato, come anche l’Arezzo. Vedere la gente gioire, andare al campo allegra, vedere ragazzi esprimere dentro al campo il talento che possa calmare l’anima è bello perché la gente va al campo per divertirsi. Si può sbagliare un passaggio da una tensione accumulata da tante critiche? Il calciatore di razza reagisce facendo il calciatore, adottando una serie di risposte che gli permettendo di uscirne fuori. Bisogna reagire con orgoglio, l’ho detto stamattina ad un calciatore. Non bisogna sedersi sui giudizi precari che gli vengano attribuiti dallo stato d’animo di chi scrive in quel momento. Questa mattina c’è stata un’aggressione credo concordata da tre-quattro giornali che non nomino, che hanno aggredito la Roma in ogni sua sfaccettatura. Il nome, il ruolo e l’età del giocatore rendeva chiara la bocciatura, una sentenza di tribunale. Ovviamente io stesso enfatizzo un po’, è un po’ di letteratura ma è così. La Roma di gestione americana, quindi mia, ha distrutto venti giocatori. I giocatori subiranno un piccolo trauma e io consiglio loro di reagire subito. Bisogna essere pronti a prendere le botte e a restituirle. Bisogna essere pronto a prendere le botte e a capire quelle giuste e a farne tesoro. Colpire i giocatori di venti anni per colpire i sessantenni (e indica Andreazzoli ndr). Una pratica ignobile. Non è necessario abbattere i pensieri dei ragazzi di venti anni per abbattere Andreazzoli, o Sabatini, o Baldini. Winterling ti lascio fuori perché per ora non ti abbattono (ride ndr). Ti sei salvato. Il settore giovanile? Faremo degli accordi con alcune società all'interno di Roma, bisogna anche riportare Roma dentro la città. Inizieremo a fare qualcosa di questo tipo. Riselezioneremo tutti i bambini e faremo fare loro la scuola calcio della Roma, senza che ciò costituisca per loro un costo. Sarei stato tanto più felice se avessero giocato in fretta tanti giocatori di Roma. Mi piacerebbe molto. Quante sigarette al giorno? Settanta, vi sembra poco. So che potrei fare di più, anche ottanta. Un colpo extra Roma che mi abbia inorgoglito? Pastore. Che Roma sarà tra un anno? Dirò una cosa che susciterà l'ilarità di chiunque, sarà una grande Roma".

Andreazzoli: “Quanto dura la mia giornata? Tutta la giornata, siamo un po’ fissati. Io dormo qui e quindi non perdo nemmeno tempo nel tragitto. Qual è la differenza tra acquisire la leadership di un gruppo e lavorare in un gruppo? È sostanziale. Quando fai parte di un gruppo allora usi le tue conoscenze e i tuoi modi per dare linfa al gruppo, senza agire in prima persona. Usi metodi di vario tipo, tra cui quello amichevole e autoritario. Solitamente è quello amichevole che previene qualsiasi situazione possa diventare negativa. Quando sei in prima linea, invece, il comportamento è diverso. L’amicizia va messa da parte ma non significa mettere da parte i buoni rapporti. Poi dipende come vuoi approntare il tuo rapporto con la squadra, di tipo autoritario o collaborativo, come io ho fatto. Io non ho cambiato atteggiamento con loro, ho voluto chiarire cosa sarebbe cambiato con i giocatori e l’ho fatto subito in maniera diretta. Ho voluto stabilire che il rapporto che c’era prima sarebbe rimasto ma i comportamenti e prerogative sarebbero stati diversi. Gli stessi principi sono stati riportati davanti al gruppo. Dopo è rimasto il compito di stabilire delle regole che valessero per tutti. Come si vive l’essere esaltati un giorno e bocciati il giorno dopo? È storia recentissima. Ero fenomenale martedì pomeriggio e poi martedì sera ero un coglione. È normale. Sappiamo come funziona. Ho rinunciato da quando sono l’allenatore alla lettura dei giornali, ad eccezione di una leggera rassegna stampa. Ho un’età che mi consente di sapere che le cose funzionano in una certa maniera. Certamente i complimenti fanno piacere mentre i dissensi infastidiscono ma ci siamo creati una scorza che ci dà la possibilità di difenderci. Il problema è più sui giocatori. Mentre io devo dare una prestazione diluita nel tempo, i giocatori sono chiamati a dare una prestazione di assoluta difficoltà e può creare insicurezze nei giocatori.  Se chi non ci crede vada messo da parte? Se chi non ci crede è individuo fa poco rumore, se chi non ci crede ha l’opportunità di incidere su molte persone è gradito di farsi da parte. Chi è meno giovane magari è più provato da certe situazione ma non ho mai visto nessuno, nemmeno un anziano, accettare il mancato gradimento di chi va per sostenerlo".


Ecco la nota della scoietà circa l'evento svoltosi quest'oggi: 

Giornata dedicata ai partner del club giallorosso oggi al Bernardini: i reparti commerciale e marketing AS Roma, guidati dai rispettivi responsabili Christoph Winterling e Giorgio Brambilla, hanno fatto gli onori di casa agli sponsor che sono legati al club per la stagione in corso.

Un evento Corporate salutato dal sole, che ha fatto da splendida cornice a tutta la giornata. Gli invitati sono arrivati al centro sportivo intorno alle 11,30 e, dopo il benvenuto, hanno assistito alla seduta di allenamento di Totti e compagni a pochi passi dal campo di gioco, per poi tornare sulla terrazza del Bernardini dove hanno pranzato introdotti dal saluto del CEO Italo Zanzi. Durante il buffet hanno fatto capolino all'evento alcuni ragazzi della Prima Squadra: da Totti a De Rossi, da Osvaldo a Destro, da Stekelenburg a Lobont, passando per Castan, Lamela, Marquinhos e compagnia bella. Insomma, pienone di saluti e foto ricordo per tutti i partner, ben lieti di scambiare dal vivo due parole con i giocatori giallorossi.
Intorno alle 14,30, poi, tutti nella Sala Champions del Bernardini, adibita "ad hoc" per l'occasione dell'AS Roma Sponsor Workshop. Dopo un video di presentazione del club, ha preso la parola il direttore commerciale Winterling per illustrare le idee e i progetti della società ai partner, prima di lasciare la parola a due interlocutori di eccezione: il DS Walter Sabatini e il mister Aurelio Andreazzoli. I due hanno intrattenuto i presenti con simpatici aneddoti per poi lasciare spazio ad un dibattito più "business oriented" tra gli addetti ai lavori presenti.
Intorno alle 17 si è chiusa con gli applausi dei partner invitati questa prima edizione dell'AS Roma Sponsor Workshop: un'esperienza che avvicina ancor di più il club a chi lo ha accompagnato per tutta la stagione.