Who let the (under)dogs out?

13.11.2020 08:25 di Luca d'Alessandro Twitter:    Vedi letture
Fonte: L'editoriale di Luca d'Alessandro
Who let the (under)dogs out?

Who let the underdogs out?. Partiamo dal termine underdog  che in inglese indica un atleta, oppure una squadra, dato/a per sfavorito/a dai pronostici nell'ambito di una gara sportiva. Un po' come la Roma prima dell'inizio di questo campionato. Data addirittura come settima forza della Serie A, dopo Juventus, Inter, Milan, Napoli, Atalanta e Lazio. Il passaggio di proprietà le difficoltà di bilancio un calciomercato fatto più di cessioni che di acquisti, tutti parametri che hanno portato gli esperti a dare la Roma underdog di questa Serie A. Vi ricordate la vecchia storia dei giallorossi spesso campioni d'Italia già ad agosto? Per renderla breve, il contrario. Tutte valutazioni che però non hanno tenuto conto dell'unica cosa che... conta, nel calcio: il campo. Come si fa a dare come settima forza del campionato una squadra capace nello scorso campionato post Covid-19 di fare ben 7 vittorie e 1 pareggio, dopo la messa a punto datale da Fonseca e il definitivo cambio modulo? Non è un caso che meglio della Roma abbia fatto il Milan, oggi primo in classifica, come non è un caso che Juventus e Lazio abbiamo fatto peggio e oggi, guarda-caso siano sotto. Ok, c'è stato l'inciampo burocratico di Verona e oggi abbiamo saputo come quel punto conquistato sul campo è diventato definitivamente una vittoria per la squadra di Juric. Nel frattempo, però, il campo ha continuato a parlare. Abbiamo visto che Kumbulla è un buon acquisto, Smalling è arrivato a titolo definitivo, Ibanez continua a migliorare, Karsdorp,Peres, oggetti che in questi anni hanno fluttuato nell'atmosfera del pianeta Roma, senza lasciare troppo il segno, possono dare il proprio contributo. Abbiamo visto che Pellegrini a centrocampo dà quella qualità di gioco che Diawara e Cristante non possono, per caratteristiche tecniche, dare alla squadra, ma soprattutto abbiamo apprezzato come l'underdog (datemi un motivo valido) più underdog, l'esempio di come certe valutazioni siano abbastanza aleatorie, Pedro, sia un giocatore di stampo superiore. Parafrasando Tolkien che nel prologo de La Compagnia degli Anello scrive: "La storia divenne leggenda, la leggenda mito", la serie di 7 vittorie e 1 pareggio sono diventate 15 partite in Serie A senza essere sconfitti nei 90' di gioco, di conseguenza questa Roma è diventata con un anno di lavoro sulle spalle e un allenatore che abbia trovato la quadratura del cerchio una squadra che al momento sia in un momento definito "upset" ovvero quando lo sfavorito in un certo senso ribalta i pronostici. Covid-19 permettendo (ma ne abbiamo scritto in un altro editoriale anche se l'attualità parla di un piccolo focolaio in quel di Trigoria). Non è bastata neanche la gestione oculata del tecnico in questo primo stint di stagione con l'Europa ogni settimana invece che ogni due a rafforzare l'opinione pubblica. Da un lato forse è un bene, però la domanda resta sempre quella che si sono posti i Baha-men: "Who let the (under)dogs out?". 

PS: qui si parla di lupi...