Totti, il timido ragazzo di Porta Metronia che è riuscito a scaldare i cuori dei tifosi

Dal 2008 Presidente dell'Assemblea Capitolina
16.02.2012 00:00 di Marco Pomarici   vedi letture
Totti, il timido ragazzo di Porta Metronia che è riuscito a scaldare i cuori dei tifosi
© foto di Voce giallorossa

L’ennesima brutta partita della Roma, forse la peggiore prestazione della squadra di Luis Enrique da quando è iniziato il Campionato. La gabbia del Siena ha funzionato alla perfezione. I giallorossi in 90 minuti hanno effettuato un solo tiro in porta, con continui errori in fase di impostazione senza dare mai l’idea di essere entrati realmente in partita. Stanchi e troppo lenti gli 11 scesi al Franchi escono sconfitti da un Siena che ha saputo organizzare il suo gioco, sempre presente e concentrato. Sfuma così una buona occasione per avvicinarsi al terzo posto, che alla luce di questa discontinuità, sembra essere diventata un’impresa troppo ardua. Unica nota positiva il ritorno di Osvaldo dopo l’infortunio che l’ha tenuto lontano dai campi di calcio, l’italo argentino è  tornato finalmente a disposizione del mister. Un capitolo a parte spetta al capitano che ha tagliato il traguardo delle 700 partite in carriera. Numeri che lasciano il segno e che sono da attribuire all’uomo che nella storia della Roma è stato, e continua ad essere, un protagonista dei record. Seicentotrenta presenze vestendo la maglia giallorossa, tra Champions League,  Coppe Europee, Coppa Italia e Supercoppa, e settanta con la Nazionale.Sono tante queste presenze e i tifosi della Roma e gli amanti del bel calcio non possono fare a meno di ringraziarlo. Totti ha sempre portato con sé, oltre alle indiscutibile doti tecniche, la professionalità e la volontà che sono caratteristiche distintive dei grandi talenti. Quel ragazzo timido di Porta Metronia è riuscito a scaldare i cuori e gli animi di una tifoseria intera che in lui riconosce la propria bandiera. Chi lo contesta è perché un po’ lo invidia. Invidia il suo modo di essere, la sua credibilità, il suo mettersi al servizio degli altri, il suo credere tenacemente in una sola squadra. Ha deciso di rimanere fedele alla Roma quando mezzo mondo lo voleva, ha rinunciato a grandi palcoscenici internazionali che gli avrebbero dato più visibilità perché quello che possiede qui nella Capitale nessun palcoscenico glielo potrà mai dare. E per questo noi tifosi non potremmo mai ringraziarlo abbastanza.