Quest'estate una nuova rivoluzione

28.04.2012 00:00 di Marco Terrenato   vedi letture
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Questa volta i fischi iniziali rimangono tali. La Roma affonda anche nel suo fortino e all’Olimpico la sconfitta con la Fiorentina, maturata nel recupero, si trasforma nella più forte contestazione di quest’anno alla squadra e soprattutto al suo comandante Luis Enrique.

Per l’ennesima volta la Roma manca l’appuntamento più importante, perché una vittoria l’avrebbe portata a sole due lunghezze dalla Champions e invece il 14esimo stop in campionato, 16esimo in totale, la rispedisce al settimo posto, fuori anche dall’Europa League.

Il momento è delicato, il giocattolo sembra essersi rotto. Il tecnico, sull’orlo della crisi di nervi, è pronto a lasciare, ma la società non lo abbandona e forse anche la squadra che, nonostante un primo tempo choc, con un altro gol subito dopo 2 minuti, prova a reagire nella ripresa, trascinata ancora dal suo capitano e da un pubblico inesauribile per pazienza.

Totti riaccende la speranza, Osvaldo e lo stesso numero dieci mancano il sorpasso, ma Lazzari trova il colpo del ko che riapre la profonda crisi portando un paio di centinaia di tifosi a contestare pesantemente i giallorossi all’uscita dallo stadio.

E’ un segnale tangibile. La corsa al terzo posto non è chiusa, ma il progetto è fallito e soprattutto non sembra lasciare a spazio a quella crescita, intravista soltanto a metà campionato e poi svanita in prestazioni sempre più negative.

Delude Luis Enrique, che mette in dubbio il suo futuro, ma vuole concludere comunque questa annata, delude la dirigenza, che ammette solo in parte i propri errori, deludono molti giocatori, non solo dal punto di vista tecnico, come Kjaer, Pjanic e Lamela. Il rosso a Osvaldo porta il conto a quota 10 espulsioni e gli farà saltare la sfida decisiva di sabato con il Napoli, al pari di De Rossi, ammonito e squalificato. Gli unici a salvarsi sono Totti e Marquinho che, nella ripresa, evidenzia in modo clamoroso la differenza con l’impalpabile José Angel. E lista sarebbe ancora lunga.

Un quadro a dir poco disastroso e inatteso che, quest’estate, probabilmente porterà a una nuova rivoluzione in casa romanista.