Quella qualità nel gioco che la Roma di Mourinho ha, ma non viene esaltata (vedere per credere)

05.10.2023 09:35 di  Luca d'Alessandro  Twitter:    vedi letture
Fonte: L'editoriale di Luca d'Alessandro
Quella qualità nel gioco che la Roma di Mourinho ha, ma non viene esaltata (vedere per credere)
Vocegiallorossa.it

Spesso e volentieri la Roma di Mourinho, quindi decidete voi se tutti o uno solo (in questo caso è l'allenatore) vengono bistrattate perché giocano un calcio non bello, molto difensivo, cercando l'appoggio della punta centrale come è Lukaku questa stagione, o il lancio lungo per Tammy, nella passata stagione. Una cosa vera, per carità, ma vera in parte, perché José Mourinho, detto lo Special One non è René Ferretti, regista de "Gli occhi del cuore 2" e la qualità gli ha rotto il... 

Ora, non so se avete presente il gol che la Roma segna contro il Frosinone. Stiamo parlando del primo gol, quello di Lukaku. Bene, nel mondo dei social in cui impazzano video del Brighton di De Zerbi (tanto di cappello a lui) o video di spezzoni di partite, con azioni che sottolineano, evidenziano peculiarità nel bene, ma anche nel male, il video di quel gol manca. 

Senza le immagini, che non possiamo fornirvi per questioni di diritti, ma vi invitiamo ad andare a rivedere (si parte dal minuto di gioco 19:54), è difficile da descrivere, ma in un minuto la Roma, prima di andare al gol, effettua 20 passaggi consecutivi e non 20 passaggetti, tutt'altro. Si parte da una rimessa laterale di Karsdorp nella trequarti difensiva giallorossa, appoggio a Dybala che fa sponda per l'olandese che cambia fronte per Spinazzola, scarico per Pellegrini che viene in appoggio e movimento a occupare la fascia, il capitano la serve a Ndicka, appoggio per Cristante che controlla e lancia lungo per quel Dybala che era venuto basso a ricevere il fallo laterale a inizio azione. Un lancio che Dybala controlla praticamente all'altezza del calcio d'angolo destro (Tribuna Monte Mario, lato Curva Sud), passaggio di nuovo per Karsdorp che fa una piroetta per ridare palla alla Joya, sovrapposizione dell'olandese, ma Dybala serve Bove sulla trequarti; palla a Paredes che gioca nuovamente sulla destra dove, visto il movimento di Karsdorp è salito Mancini. La palla è di nuovo tra i piedi del numero 16 che, con 9 difensori dell'Empoli a proteggere la zona, cambia di nuovo gioco sulla sinistra per Spinazzola. Assist di prima per Pellegrini che prova la giocata, ma viene pressato da due avversari e torna indietro per Ndicka, che serve di nuovo Cristante, palla avanti per Bove, palla indietro per Mancini, passaggio forte per Dybala che inventa il filtrante per Lukaku: gol. Tutto questo descrittovi termina al minuto 20:59. 

Spero di essere stato abbastanza descrittivo e minuzioso nei dettagli dell'azione, ma questo gol è l'esempio di come la Roma ha doti di qualità e di palleggio importanti. Quella qualità che lo stesso Mourinho, in conferenza stampa, ha dichiarato avere in rosa, la stessa che l'anno scorso, orfano di Mkhitaryan, aveva rimpianto di non avere più. Certo, la situazione non è delle migliori, ci sono limiti fisici in alcuni calciatori (lo stesso Dybala salterà la gara contro il Servette di giovedì perché i suoi muscoli sono arrivati al limite), ci sono i soliti errori individuali, però questa squadra può giocare un bel calcio anche con Mourinho in panchina. Non ci sarà mai un Mourinhoball, perché la storia calcistica dello Special One ha riconosciuto altre doti del mister, decisive ai fini della vittoria, rispetto al puro stile di giocare. Non è un caso che la Roma stessa veniva esaltata per la grinta, la coesione di gruppo e poco altro, eccezion fatta delle giocate di Dybala. 

Superato lo scoglio Frosinone, è tempo di Europa League, dove la Roma ha una dimensione nettamente maggiore rispetto alla Serie A. Una partita, la prima di due consecutive in casa, quindi, fondamentalmente le gare in cui incamerare quei punti necessari a vincere il girone ed evitare il playoff. Motivo per cui, sarà necessario sì, rifiatare un po' (Cagliari è decisamente più importante), ma allo stesso tempo impattare con la giusta mentalità al match, facendo valere, come fanno i grandi club, il peso della maglia, alle avversarie minori.