Quaranta giorni

09.11.2015 03:31 di Alessandro Carducci Twitter:    vedi letture
Quaranta giorni

Era lo scorso 29 settembre quando le tre sberle prese a Borisov sembravano aver già compromesso il cammino europeo della Roma, gettando nel caos i giallorossi e minandone le certezze anche per il campionato. Da quella gara, la squadra di Rudi Garcia ha conseguito 5 vittorie in campionato, uscendo sconfitta solo contro l'Inter, oltre al pareggio e alla vittoriea ottenuti contro il Bayer Leverkusen. Quaranta giorni straripanti, quindi, per Rudi Garcia, uscito indenne anche dal derby con un perentorio 2-0 che mantiene la Roma a un punto da Inter e Fiorentina. Passato quasi un terzo del campionato, si sta delineando il gruppone capolista, con Inter e Fiorentina in testa con 27 punti, seguiti dalla Roma a 26 e dal Napoli a 25 e i giallorossi, sulla carta, sono la squadra sulla carta più attrezzata.

GARCIA – Il tecnico francese ha saputo cambiare tanto in questi quaranta giorni. Ha utilizzato il 4-3-3, il 4-4-2 e il 4-2-3-1, cambiando modulo anche nel corso della partita. La Roma segna e lo fa più di tutti, nonostante l'infortunio e la successiva penuria di Dzeko sotto rete. Ora il bosniaco si è sbloccato e il tecnico francese può sorridere ma aveva risolto già da prima il problema del gol, rivitalizzando un giocatore dato per finito come Gervinho e assistendo, e contribuendo, all'esplosione di Miralem Pjanic.

TUTTI GIOCANO BENE – Uno dei sintomi di una squadra in salute è la possibilità di cambiare modulo e calciatori senza che la prestazione ne risenta eccessivamente. È quello che sta accadendo ora: quando una squadra è in salute anche i singoli rendono di più. Prendiamo Maicon, tenuto in naftalina per un bel po' di settimane, e tornato pimpante come un ragazzino e straripante come sa essere sulla fascia. Prendiamo Rüdiger, che sta migliorando di partita in partita dopo un inizio inquietante. Prendiamo Vainqueur, utilizzato fin qui col contagocce ma autore di un'ottima prestazione nel derby. Oltre ai già citati Gervinho e Pjanic, non si può non parlare del ministro della difesa, Manolas, autore di una gara quasi imbarazzante contro la Lazio per la semplicità con la quale ha bloccato qualsiasi avversario biancoceleste osasse passare dalle sue parti. Come non sottolineare, inoltre, la prova di Nainggolan: il belga aveva iniziato la stagione sottotono ma, nelle ultime gare, è tornato l'elemento imprescindibile del centrocampo. Ieri non solo era ovunque in campo a recuperar palloni ma ha anche colpito il palo con un siluro dalla distanza, servendo poi un assist con il compasso per Gervinho. Ed è passato quasi inosservato il fatto che la Roma si sia sbarazzata della Lazio senza Strootman, Pjanic, De Rossi, Maicon e con Florenzi entrato nella ripresa ma non al meglio, oltre a un Keita al rientro dopo un mese di stop.

BASSO PROFILO – Quest'anno nessuno parla di scudetto. Per Sarri è una bestemmia, per Mancini ci sono almeno altre 48 squadre più attrezzate dell'Inter, Sousa non si sbilancia e Garcia fa spallucce ma il campo parla e anzi, a volte, urla piuttosto chiaramente.