Novanta minuti di fronte allo specchio

10.04.2021 15:20 di Gabriele Chiocchio Twitter:    Vedi letture
Fonte: L'editoriale di Gabriele Chiocchio
Novanta minuti di fronte allo specchio

Portiere e centravanti, centravanti e portiere. La Roma in questa stagione ne ha più volte pagato il rendimento non all’altezza, raccogliendo meno di quanto seminato e trovandosi, in campionato, in una situazione parecchio scomoda anche per questo motivo. In Europa la musica è stata spesso diversa e lo è stata decisamente questa sera, in cui i portieri e i (finti) centravanti che hanno tradito sono stati quelli degli altri, con la Roma che dopo il primo round con l’Ajax si trova incredibilmente con un importante vantaggio da gestire nella gara di ritorno. Una vittoria fuori casa in una partita di sola sofferenza, con un dominio olandese a tratti incontrastabile, e soprattutto una scarsissima concentrazione degli uomini di Fonseca, specialmente a inizio secondo tempo, con una lunghissima sequenza di errori marchiani culminati con il rigore di Tadic, poi parato da Pau Lopez. In un’annata in cui spesso le prestazioni della Roma sono state offerte e giudicate in base al grado dell’avversario incontrato, vedendo quanto accaduto sul terreno di gioco è difficile non pensare che anche la squadra di ten Hag fosse fuori portata per dei giallorossi comunque vicini ai minimi termini a livello fisico (e perdere anche Spinazzola significa dover fare a meno di un altro tra i migliori, con quelli rimasti ancora da gestire, vedi Veretout). Ma nello specchio che la Roma ha guardato per 90 minuti si sono riflessi anche i difetti dei giallorossi, traslati in maglia nera e sfruttati come meglio non si poteva per portare all’Olimpico un punteggio pesantissimo. Oltre che una dose di incosciente fiducia da sfruttare immediatamente, perché se risultati mancati dopo prestazioni positive possono aver minato la consapevolezza del gruppo, deve accadere anche l’opposto. E se in campionato il treno Champions League è probabilmente perso, in Europa League si può ripartire ogni volta da zero. Già da giovedì, nella speranza di ritrovare tutto ciò che oggi è mancato.