La profezia che si autoavvera

10.09.2019 19:45 di Alessandro Carducci Twitter:    Vedi letture
Fonte: L'editoriale di Alessandro Carducci
La profezia che si autoavvera

Mkhitaryan ha ammesso candidamente che, su indicazioni della società, l’obiettivo è di tornare in Champions. E fin qui, nulla di strano. Poi ha aggiunto: “Vogliamo anche arrivare in finale di Europa League e vincere la Coppa Italia”. Un programma niente male, considerato che la Roma non vince nulla dal 2008, con la finale di Coppa Italia vinta grazie alle reti di Mexes e Perrotta. Nel corso del match, subentrarono Cicinho (al posto di Giuly), Panucci e Brighi, tanto per dare un’idea di quanto tempo sia passato. Un’era fa.
Appena giunto nella Capitale, Smalling, con la massima serenità e consapevolezza, ha dichiarato che i giallorossi sono tra i favoriti per la vittoria dell’Europa League.
Arrivati da pochi giorni, entrambi sembrano due alieni appena atterrati a Trigoria: non che abbiano torto, non che abbiano interrotto il continuum spazio temporale con le loro dichiarazioni. Sono parole normali di giocatori che militano in un club di alta fascia.
Non a Roma, però. Non vincendo nulla da 11 anni, l’ambiente ha assorbito una sensazione di sfiducia totale che viene assimilato dal club, dalla squadra, da tutti. Una profezia che si autoavvera: la convinzione intrinseca di non essere in grado di vincere porta ad adottare inconsciamente comportamenti tali da far veramente avverare quella profezia.
Un atteggiamento psicologico che, al di là dei valori tecnici, del calciomercato, degli allenatori e delle plusvalenze, non ha aiutato e non aiuterà la Roma a tornare a vincere.
Bisogna appellarsi a chi viene da fuori, a chi non è permeato da questa sfiducia, come anche il tecnico Fonseca e il ds Petrachi, per cercare di cambiare la storia recente e uscire da queste sabbie mobili.