La lunga e dura strada dei grandi

28.09.2019 08:30 di Gabriele Chiocchio Twitter:    Vedi letture
Fonte: L'editoriale di Gabriele Chiocchio
La lunga e dura strada dei grandi

Al suo arrivo a Roma, Paulo Fonseca aveva provocato - oltre a una sana curiosità di vederlo all’opera - un po’ di scetticismo, dovuto a un suo presunto integralismo nell’applicazione di un sistema di gioco estremamente aggressivo e, di conseguenza, rischioso in assenza di meccanismi ben rodati. Il portoghese ha lavorato principalmente su questo sistema, ma la sorpresa è stata vedere cambiamenti continui in tutte le sei gare giocate in questa stagione, modifiche all’assetto per trovare la quadra e rendere la Roma tecnicamente sostenibile. Non solo questo però: Paulo Fonseca si è dimostrato anche flessibile concettualmente, scegliendo, con Lazio e Atalanta, di giocare un calcio reattivo e, in special modo contro gli orobici, di provare a ribattere mossa su mossa al tecnico avversario, finendo però per essere scanonfitto e non solo nel risultato (che sarebbe potuto anche essere diverso in base a eventi puntuali da cui i giocatori non hanno saputo trarre pieno vantaggio). La Roma mercoledì giocava in casa, ma ha finito per disputare, di fatto, una gara in trasferta, rinunciando a imporre qualcosa di suo per provare a limitare maggiormente l’avversario: è stato probabilmente questo l’errore principale del portoghese, che non è riuscito a dare una svolta al copione dopo aver mantenuto l’equilibrio per almeno quarantacinque minuti. Niente di irreparabile, a livello di classifica ma soprattutto di concetto: al di là del fatto che si è ancora alle prime battute dell’anno, con tante partite e tanti punti ancora a disposizione, Fonseca sta cercando aggiungere qualcosa al suo bagaglio tecnico, sta cercando di intraprendere la strada dei grandi allenatori, quelli che coniugano la capacità di dare un’identità alla loro squadra con quella di essere sempre preparati al proprio avversario, contrastandone di volta in volta le qualità. Una strada lunga e dura da percorrere, in entrambi i sensi: nel match infrasettimanale si è visto un gap di reattività con chi era sull’altra panchina e nei precedenti si è apprezzata una Roma in progressivo miglioramento specialmente sul piano difensivo, ma ancora costruenda sotto diversi aspetti base del calcio di Fonseca. Che metterà certamente la sconfitta contro l’Atalanta nel suo bagaglio di esperienza che a sua volta lo aiuterà a prendere meglio le misure in momenti analoghi della sua esperienza alla Roma.