Il colpo Pedro, l'affair Dzeko-Milik, gli enigmi Florenzi e Ünder, il rammarico El Shaarawy: it's a Smalling world after all

09.10.2020 09:00 di Luca d'Alessandro Twitter:    Vedi letture
Fonte: L'editoriale di Luca d'Alessandro
Il colpo Pedro, l'affair Dzeko-Milik, gli enigmi Florenzi e Ünder, il rammarico El Shaarawy: it's a Smalling world after all

Si è chiusa la campagna acquisti estiva della Roma. Già il termine estivo, con deadline al 5 ottobre, fa capire quanto sia stato un calciomercato particolare. Un mercato gestito in maniera anomala, con una nuova proprietà appena insediatasi e ancora in fase di assestamento, senza la figura del DS. L'obiettivo principale della società era quello di abbattere i costi. Ingaggi pesanti per giocatori fuori dal progetto tecnico e incassare, cercando di fare plusvalenze da chi aveva mercato. Non è un caso che siano state ben 17 le cessioni a dispetto di 5 acquisti. Per quanto riguarda i "nuovi arrivi" la Roma ha iniziato e chiuso col botto. Il primo è stato Pedro Rodriguez, a parametro 0, un curriculum che parla da solo e il gioiello con cui è arrivata la prima vittoria in campionato. L'ultimo, Chris Smalling (15 milioni) ha tenuto tutti, addetti ai lavori e non, sulle spine ben oltre la deadline delle 20:00, con un allegato che ha rievocato i fantasmi del caso Diawara per quanto riguarda le recenti vicissitudini burocratiche. In mezzo Mkhitaryan (parametro zero), Kumbulla (2 milioni di saldo negativo per il prestito biennale in un'operazione in cui sono rientrati altri calciatori a cui aggiungere 13,5+3,5 bonus), e Borja Mayoral (prestito biennale con diritto di riscatto (15 milioni di euro il primo anno, 20 milioni di euro il secondo). Sostanzialmente la Roma è riuscita a far propri due tra i calciatori migliori della passata stagione, aggiungendo loro un campione come Pedro, un giovane difensore di prospettiva e un vice Dzeko ancora tutto da scoprire. Via tra i nomi più importanti: Schick, Kolarov, Gonalons (solo loro tre hanno generato plusvalenza per 9.6 milioni di euro), al quale di devono aggiungere lo stipendio di Kolarov  da 3 milioni netti (gli altri due erano in prestito nella passata stagione), quelli di Florenzi (3), Perotti (3), Under (2,3), Kluivert (1,8), Cetin (1), Fuzato (0,5), Antonucci (0,5), Riccardi (0,5) e infine Olsen. Ceduto anche Defrel a titolo definitivo al Sassuolo per una cifra intorno agli 11 milioni (acquisto diventato automatico con la salvezza dei neroverdi), in attesa di fare cassa la prossima stagione dai prestiti di Florenzi, Kluivert e Cengiz. Per fare Jackpot il CEO Fienga sarebbe dovuto riuscire a liberarsi degli ingaggi di Fazio, Jesus e Pastore che continuano a costare al club oltre 9 milioni netti a stagione. 

Passando all'aspetto tecnico la squadra presenta ancora delle incognite, che potremmo chiamare lacune dal punto di vista della qualità. Per quanto riguarda la porta, l'incognita è l'aspetto psicologico di Pau Lopez, al momento (magari le gerarchie si sono ribaltate) ben sostiuto da Mirante. Abbastanza chiaro ed evidente il fatto che Fonseca voglia continuare con questo assetto tattico. Sono 6 i difensori centrali più all'occorrenza Cristante. Modulo il 3-4-2-1 che esalta i così detti quinti e qui sa a sinistra Spinazzola risulta spesso uno dei migliori. Va registrata la promozione di Calafiori a riserva ufficiale per l'out sinisitro, mentre a destra la coppia Peres-Karsdorp, soprattutto per problemi fisici, è una vera incognita se si pensa all'arco di un'intera stagione. C'è sempre l'usato sicuro Santon, ma il rammarico, specie perché non avremo mai una risposta al dubbio, resta quello di non aver visto Florenzi ricoprire un ruolo in cui era il migliore a disposizione di Fonseca. Il vero rinforzo a centrocampo porta il nome di Lorenzo Pellegrini visto che, con Pedro, l'arretramento del numero 7 porta maggiore qualità in un reparto in cui soltanto Veretout poteva cambiare marcia durante i match. In avanti l'occasione di piazzare Dzeko, incassando 15 milioni, risparmiando un ingaggio importante, facendo anche plusvalenza era tanto ghiotta, quanto impossibile da rinunciare in un discorso prettamente economico e forse resta uno dei grandi rimpianti del calciomercato, da questo punto di vista. Restato a Roma, anche lui un highlander che ha resistito a Chelsea, Inter e Juventus, diventando il capitano della squadra. Un tridente con 2 giocatori per ruolo, al momento 5, vista l'assenza per infortunio di Zaniolo, dove Perez è chiamato a mostrare ulteriori passi in avanti e Borja Mayoral a fare meglio di Kalinic. Un mercato che lascia comunque alcuni enigmi in alcune zone del campo, un mercato che probabilmente non soddisferà a pieno molti tifosi, specie se si fa l'associazione che 2 acquisti su 5 facevamo parte della rosa della scorsa stagione (senza considerare fossero in prestito). It's a Smalling world after all.